Servono più fondi e una strategia mirata per il settore della cultura

Quanto spende la Slovacchia per la cultura? Anche se le risorse assegnate annualmente risultano nella media dell’UE (ma inferiori rispetto agli altri Paesi V4), i fondi destinati alla cultura non sono ancora sufficienti a colmare i ritardi e le inefficienze delle istituzioni culturali, a promuovere adeguatamente le varie attività e a garantire la conservazione del patrimonio artistico. Un quarto dei monumenti necessita di interventi di recupero. Circa il 15% degli oggetti delle collezioni dei musei e delle gallerie è in condizioni di conservazione insoddisfacenti.
Ma soprattutto mancano obiettivi chiari e indicatori misurabili nella politica culturale. In altre parole, gli esperti non sono in grado di valutare con precisione se e quanto gli stanziamenti in favore della cultura vengono utilizzati in modo efficace.
Un quadro piuttosto desolante emerge dalla Revisione delle spese per la cultura, elaborata dall’Istituto di politica culturale del Ministero della cultura in collaborazione con il dipartimento Value for Money del Ministero delle finanze.

“Per una gestione più efficace delle istituzioni culturali, è necessario, ad esempio, migliorare le procedure di selezione per le posizioni dirigenziali e fissare il mandato a cinque anni, ha sottolineato la ministra della Cultura Natália Milanová.
Vi è poi un altro aspetto da non trascurare: la necessità di seguire un piano di investimenti nel settore della cultura, comprensivo dell’azione di tutela dei monumenti, che offra garanzie di trasparenza.

Nel periodo tra il 2011 e il 2018 la spesa pubblica per la cultura è stata in media pari allo 0,78% del PIL (ovvero 623 milioni di euro, l’1,84% del bilancio pubblico). Il dato risulta leggermente superiore alla media degli Stati membri dell’UE (0,74% del PIL), ma inferiore agli altri Paesi del Gruppo di Visegrad (0,98% del PIL).

Anche i finanziamenti privati, generalmente piuttosto scarsi, non compensano la cronica mancanza di denaro per la cultura. Una delle raccomandazioni della revisione riguarda proprio la ricerca di strumenti motivazionali che apportino maggiori contributi privati nella cultura. Lo ha sottolineato il ministro delle finanze Eduard Heger, precisando che “il ministero esaminerà la possibilità di istituire un’organizzazione di servizi centrale”.
I privati devono essere indotti a prendersi più cura dei monumenti di loro proprietà, utilizzando maggiormente i fondi europei disponibili, si legge tra le raccomandazioni della revisione.

La Slovacchia appare in ritardo nella partecipazione ad eventi culturali. Studi effettuati alcuni anni fa indicano che il 59,4% della popolazione si reca almeno una volta all’anno al cinema o a teatro, assiste ad un concerto o visita una galleria. Il dato è poco lusinghiero, se si pensa che nella vicina Repubblica Ceca la percentuale è del 70,2%, mentre la media europea è del 63,7%. Ancora troppo basso è il numero di utenti delle biblioteche: appena l’8,3% della popolazione, la metà rispetto alla media dell’UE.
Nonostante la Slovacchia possieda un numero di musei e gallerie paragonabile ad altri Paesi dell’Unione delle stesse dimensioni, nella percentuale di frequentatori raggiunge solo il 19° posto.

Tuttavia, la Revisione delle spese per la cultura non indica solo le carenze e i problemi, ma fornisce anche possibili soluzioni. Ad esempio, raccomanda di investire circa 22,3 milioni di euro per migliorare i depositi di musei e gallerie. Propone inoltre di aumentare fino a 2,2 milioni di euro all’anno il sostegno statale per l’ampliamento della collezione delle biblioteche, una volta definita la rete di biblioteche di base e reso più facilmente accessibile il servizio.

(Paola Ferraris)

Foto: Ministerstvo kultúry (Fb)

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