Mochovce, il governo spinge per la messa in opera della terza unità

La terza unità della centrale nucleare di Mochovce deve essere messa in esercizio il più presto possibile e senza ulteriori aumenti di spesa. Lo dice il ministero dell’Economia che detiene, per conto dello Stato, il 34% della società Slovenské eleltrárne (SE), proprietaria della centrale, ma ancora non ci sono termini ufficiali per iniziare il caricamento del combustibile nucleare nel reattore, data dalla quale dipende la calendarizzazione dell’inizio dell’attività commerciale di produzione di elettricità, e dunque «iniziare a generare profitti invece di altri debiti», dice il ministero in una nota. Il ministero sottolinea tuttavia che la priorità assoluta del progetto di raddoppio della centrale nucleare (MO34) è il massimo rispetto di tutte le norme di sicurezza e ambientali.

In maggio era uscita la notizia che l’azienda stava per annunciare un nuovo ritardo, l’ennesimo, per il completamento delal centrale. Vista la situazione economicamente non propriamente rosea di SE, il cui debito è esploso, il governo starebbe ragionando su un emendamento di legge che assicuri una sorta di golden share allo stato per salvare “i gioielli di famiglia” nel caso in cui SE dovesse fallire.

Nei giorni scorsi è partita la selezione di nuovi membri del consiglio di amministrazione di Slovenské Elektrárne che debbono rappresentare il nuovo governo all’interno del primo produttore di energia in Slovacchia. La gara di selezione si conclude in questi giorni e le tre nomine governative (su nove membri del Cda), decise dal ministro dell’Economia, dobrebbero arrivare a breve.

Intanto le indagini della polizia a Mochovce non sono ancora chiuse. Gli agenti hanno ripetutamente visitato il sito delle unità nucleari più volte, l’ultima nel marzo di quest’anno, e hanno accusato diverse persone di reati economici e frode aggravata sui materiali utilizzati. Nel novembre scorso la NAKA aveva arrestato due persone, un dirigente dell’azienda e un rappresentante di un appaltatore per la fornitura di lavori il cui valore fu gonfiato nelle fatture «del 1.000 percento». Importi che a suo tempo furono tutti regolarmente pagati al contraente. È almeno dal 2016 che la polizia finanziaria si interessa alla costruzione della centrale, l’appalto più sostanzioso mai realizzato nella Slovacchia democratica. Nell’aprile dello scorso anno fu arrestato e poi rilasciato anche l’ex Ceo della società Slovenské Elektrárne, indagato insieme al suo successore per un danno stimato in 22 milioni di euro relativamente alla sottrazione di beni alla società SE.

La terza unità Mochovce è stata completata al 99,7% alla fine di maggio, e la quarta all’87,3%. Le date originali di completamento delle unità nucleari erano 2012 e 2013, scadenze più volte rinviate per motivi sia economici che diversi. Secondo le ultime informazioni, il completamento delle due unità, che portano la centrale a un totale di quattro unità, dovrebbe costare 5,7 miliardi di euro, praticamente il doppio di quanto pianificato al lancio del progetto nel 2008.

Le due centrali nucleari di Mochovce in via di completamento avranno una capacità installata di 471 megawatt, che coprirà circa il 13% del consumo totale di elettricità in Slovacchia.

(Red)

Foto seas.sk

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