Jozef Majský, confermata la condanna a 9 anni al re della frode del secolo

La Corte suprema slovacca ha respinto oggi l’appello dell’imprenditore Jozef Majský, condannato per appropriazione indebita delle società non bancarie Horizont Slovakia e BMG Invest. È stata dunque confermata la decisione del 2015 della Corte penale specializzata di Pezinok, che lo ha condannato a nove anni di carcere.

La polizia ha arrestato Majský al confine slovacco-austriaco nell’autunno 2002. Da allora è riuscito a evitare diverse volte il processo a causa di problemi di salute. Secondo la legge attualmente in vigore, potrà chiedere il rilascio dalla custodia dopo aver scontato la metà della pena. Vale a dire 4 anni e mezzo, di cui 2 e mezzo già passati dietro le sbarre. Ciò lascerebbe supporre che gli possa essere concessa la libertà vigilata dopo altri due anni di galera.

Il procuratore Ján Šanta della Procura speciale, che segue il caso dal 2004, ha detto che si dovrà modificare il titolo legale della procedura di estradizione richiesta alla Repubblica Ceca, dove il Majský è stato arrestato il mese scorso in base a un mandato d’arresto europeo. L’estradizione ora viene chiesta non più per una procedura giudiziaria in atto, ma solo per l’esecuzione di una pena definitiva. Šanta si dice tranquillo sul fatto che il condannato passerà in carcere la sua pena, nonostante rivendichi di soffrire di malattie tali da potergli evitare la prigione. Secondo Šanta le carceri slovacche dispongono di sufficienti cure per poterlo ospitare. Non è al momento chiaro se Majský inizierà a scontare la pena in Slovacchia o nella Repubblica Ceca.

Chi era Majský
Come ricorda il quotidiano Sme, Jozef Majský ancora negli anni ’80, sotto il governo comunista, ha lavorato in diverse società statali. Subito dopo la rivoluzione del novembre 1989 ha iniziato una attività imprenditoriale completamente nuova. Con la moglie deputata nei primi anni ’90, Majský ha anche sostenuto il primo ministro (tre volte) Vladimír Mečiar (HZDS). Alla fine degli anni ’90 pare che avesse capitali e proprietà per otto miliardi di corone (qualcosa come 265 milioni di euro), ed era uno dei VIP più invidiati e seguiti nelle cronache mondane. Del resto, per molti altri anni lo è stato anche Marián Kočner, l’uomo d’affari super presenzialista che da due anni vive nelle patrie galere con accuse da far rabbrividire.

All’inizio del nuovo millennio ha sifonato milioni dalle società finanziarie in fallimento BMG Invest e Horizont, che da anni attraevano piccoli risparmiatori con la promessa di rendimenti estremamente elevati, fino al 30%. Sembra che mentre nelle agenzia delle finanziarie si appendevano cartelli che annunciavano la chiusura, i collaboratori di Majský ritirarono 40 milioni di corone da Horizon e li portarono a Majský in valigette.

Majský venne indagato con Dávid Brtv e Patrik Pachinger con l’accusa di aver fondato un gruppo criminale e per frode. Rimase in custodia per un certo periodo nell’ottobre 2002, ma riuscì ad uscirne e da allora si è più volte nascosto con alterne fortune. Arrestato al confine con l’Austria, fu rilasciato di nuovo, poi detenuto nel gennaio 2003 nella Repubblica Ceca. Il processo è proseguito per quasi diciotto anni. Majsky non andava alle udienze, lamentando ragioni di salute. Pachinger e Brtv sono stati condannati un anno fa in via definitiva a sette e nove anni.

Majský afferma di non avere proprietà e si dice innocente. «Quando un uomo viene incarcerato e sa di aver fatto qualcosa, va bene. Ma quando è sicuro di essere estraneo alla cosa – terribile! Io alla fine non ho derubato quelle persone!», ha affermato in un’intervista.

(Red)

Foto pixabay CC0

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