Occupazione: la crisi Covid ha colpito soprattutto gli uomini. Datori di lavoro ancora prudenti

La pandemia ha avuto forti ripercussioni sul mercato del lavoro in Slovacchia, fino alla perdita del lavoro per migliaia di persone, che peraltro per la professione che fanno non sono in grado di lavorare da casa. I lavoratori dipendenti più minacciati sono quelli delle fasce sociali già più precarie, spesso uomini. Le donne, per diverse ragioni tra cui il gran numero di loro impiegato nel settore sanitario, o nel settore scolastico dove le lezioni sono comunque proseguite a distanza, ma anche la possibilità di usufruire di un congedo parentale per la cura dei bambini sotto i 15 anni, hanno subito meno l’impatto che il coronavirus ha avuto un po’ su tutti i settori dell’economia.

Secondo una analisi dell’Istituto per le politiche finanziarie (IFP) del Ministero delle Finanze il mercato del lavoro in Slovacchia si sta sviluppando in modo simile a quello di altri paesi. La crisi causata dal nuovo coronavirus ha colpito l’occupazione in quasi tutti i paesi membri dell’Unione Europea (UE). In Slovacchia, come in Spagna, Corea e Austria, il maggior aumento di nuovi disoccupati è stato registrato nei servizi, nei trasporti e nel settore immobiliare. A perdere più spesso il lavoro in questi paes, sono stati soprattutto i dipendenti con scarse qualifiche e quelli che lavorano con contratti temporanei.

IFP mostra come la crisi del 2020 sia stata molto più rapida nel mostrare il conto rispetto a quella del 2009. Allora, in giugno il numero di disoccupati era aumentato del 36% rispetto a gennaio, quest’anno invece ha già raggiunto una crescita del 47%. L’aumento della disoccupazione si è riflettuta nel calo del numero di rapporti di lavoro. Ad aprile, la crisi ha colpito soprattutto chi lavorava con un contratto atipico, con 20 mila rapporti di lavoro in meno (quasi l’8% in meno), secondo i dati dell’agenzia delle assicurazioni sociali (SP), e 47 mila dipendenti (2%). Una tendenza proseguita a maggio, ma leggermente migliorata a giugno. I dati dell’SP mostrano che il numero dei rapporti di lavoro è cresciuto in un mese di 4.000, ma l’occupazione è ancora ben al di sotto del livello pre-crisi. Mentre il numero di rapporti atipici è ritornato al livello di febbraio.

Nel frattempo, i datori di lavoro hanno prospettive pessimistiche per l’occupazione futura. I dati del portale profesia.sk mostrano che un calo repentino delle offerte di lavoro e che a luglio i datori di lavoro, pur mostrando una leggera ripresa, continuano a rimandare le assunzioni. La domanda di manodopera del mese di luglio è ancora inferiore del 32%. E la maggior parte dei datori di lavoro in tutti i settori prevede un calo dell’occupazione.

Ulteriori dettagli dell’analisi possono essere trovate sul sito web del ministero delle Finanze.

(La Redazione)

Foto ccpixs.com cc by

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