Fondi europei, la Slovacchia ha speso solo un terzo della sua dotazione

Fino alla fine di giugno 2020 la Slovacchia aveva utilizzato complessivamente 5,205 miliardi di euro della dotazione di fondi dell’Unione europea a disposizione nel corrente periodo di programmazione, vale a dire per gli anni 2014-2020. La somma rappresenta appena un terzo (il 33,9%) dei 15,3 miliardi assegnati alla Slovacchia per il corrente periodo di bilancio. L’uso di queste risorse è tuttavia cresciuto del 36,1% su base annua.

Le regioni nel frattempo chiedono di snellire il sistema dei fondi europei, in particolare migliorando e accelerando l’uso delle risorse sia nell’attuale periodo di programmazione 2014-2020, nonché nel prossimo periodo 2021-2027. L’associazione delle regioni SK8 ha pertanto richiesto al governo, con un incontro con il segretario di stato del ministero degli Investimenti, dello Sviluppo regionale e dell’Informatizzazione Vladimír Ledecký, di agire presto perché in caso contrario «non saremo in grado di utilizzare nuovi fondi europei dall’inizio del 2021», ha affermato il presidente di SK8 e governatore della regione di Trnava Jozef Viskupič. Egli ha ricordato che anche «La stessa Commissione europea ha chiarito in diverse occasioni in passato che spetta allo Stato membro fissare i suoi parametri interni» sul meccanismo di attuazione dei fondi, ha aggiunto Viskupič.

Intanto, la Corte dei conti slovacca (NKÚ) ha dichiarato questa settimana che le autorità slovacche non hanno compiuto tutti gli sforzi per garantire una spesa efficiente e trasparente dei 450 milioni di euro in pagamenti diretti agli agricoltori. Un recente controllo svolto sull’utilizzo di queste finanze per il settore agricolo ha messo in evidenza che il sistema manca di controllo mirato e soffre di carenze nella legislazione. Il sistema dei pagamenti diretti è grestito dall’Agenzia per i pagamenti agricoli (PPA), che negli ultimi mesi è finita nell’occhio del ciclone per le indagini della NAKA che hanno portato a numerosi arresti a causa di grasse tangenti garantite ai funzionari a fronte di lucrose sovvenzioni milionarie non dovute. Secondo la Corte dei conti, tra il 2015 e il 2019 si potevano chiedere sussidi agricoli senza dovere provare un minimo rapporto giuridico con i terreni sui quali si basava il sostegno finanziario. Non era necessario dimostrare né la proprietà né la disponibilità della terra agricola in base ad un contratto di affitto, ad esempio. L’Agenzia pertanto non ha controllato se non in minima parte la veridicità delle domande di sostegno dei richiedenti, potendo contare su un numero insufficiente di ispettori sul campo. 

Il fascicolo di indagine “Dobytkár” dell’Agenzia nazionale anticrimine NAKA sulla PPA si sta ingrossando di settimana in settimana. Finora sono stati identificate tangenti per milioni di euro con l’incriminazione di 21 persone fisiche e sette presone giuridiche. Diverse persone sono in custodia cautelare, tra cui l’ex direttore di PPA Juraj Kožuch, il finanziere Martin Kvietik, azionista del noto gruppo finanziario Slavia Capital e il noto imprenditore Norbert Bödör, coinvolto anche nell’incriminazione di Marian Kočner per l’uccisione del giornalista Ján Kuciak.

(Red)

Foto pixabay CC0

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