Nuovo Centro congressi nazionale, parte la corsa per i 60 milioni di sussidi pubblici

Il principale centro fieristico slovacco Incheba, ha intenzione di attivarsi per la costruzione del Centro congressi nazionale, progetto per il quale il precedente governo ha approvato una dotazione di 60 milioni di euro di sussidi. Una somma che fa gola, e che vede interessato all’iniziativa anche lo sviluppatore immobiliare Immocap, che avrebbe in pancia il progetto Nový Istropolis. Incheba ha annuciato che presenterà a settembre i suoi piani per il centro, da costruirsi sulla riva del Danubio, dove ha sede.

L’idea di una struttura di questo tipo, che possa ospitare importanti congressi ed eventi, è dell’associazione civica Národné kultúrne a kongresové centrum (NKKC), cui fa capo anche il think tank Globsec che organizza da anni l’evento omonimo, una tra le più grandi e note conferenze in Europa sui temi di sicurezza e della politica estera. L’associazione proponente ha presentato al governo il progetto di massima, attraverso ’Ufficio del vice primo ministro per gli Investimenti e l’Informatizzazione, chedendo un sostegno finanziario. Il centro dovrebbe avere una sala grande da 3.000 posti e una più piccola da 500. Complessivamente, dovrebbe essere in grado di ospitare fino a 4.800 ospiti.

Fino ad ora ha servito da centro culturale e congressi il complesso Istropolis, a Trnavské mýto, vicino al centro di Bratislava, conosciuto popolarmente dalle generazioni adulte come ‘Dom odborov’, Casa dei sindacati, che in origine fu progettato per i congressi del Partito comunista. Un complesso datato e in cattive condizioni, il cui destino è ormai segnato. Quello che è riconosciuto come una delle maggiori icone socialiste della capitale dovrebbe dal 2025 essere sostituito da un nuovo centro multifunzione, il cosiddetto nový Istropolis. Affinché il progetto di rifacimento ottenga il via libera, il sindaco del distretto di Nové mesto, dove sorge Istropolis, ha fissato condizioni tra cui il fatto che il nuovo edificio sia collegato alla futura stazione Filiálka e che nel progetto si comprenda la ricostruzione delle strade adiacenti. Anche la regione di Bratislava ha ribadito oggi il suo interesse a includere nel progetto il rilancio della vicina stazione ferroviaria Filiálka finora in disuso, che potrebbe diventare uno snodo unico di trasporto ferroviario regionale e trasporto pubblico urbano.

Del nuovo Centro culturale e congressuale nazionale non è ancora stata decisa la posizione, che potrebbe essere diversa da quella attuale. Sarà tuttavia all’interno della cintura cittadina, in un luogo dove saranno a disposizione collegamenti e trasporto pubblico, e pure capacità alberghiere nelle vicinanze. Il gruppo immobiliare J&T Real Estate si è fatto avanti per offrire allo Stato diverse location adatte per il centro, nell’ambito dei progetti Eurovea City e Nové Lido, entrambi sulla riva del Danubio.

Seppure lanciato dal governo Pellegrini, il Centro congressi nazionale è di forte interesse anche per il corrente governo di centro-destra. Il ministro dei Trasporti Andrej Doležal del partito Sme Rodina ha detto di recente che vuole in ogni modo portare la Slovacchia all’attenzione del turismo congressuale internazionale, il cosiddetto settore MICE (Meetings, Incentives, Conferences and Exhibitions), e che pensa di farlo seguendo il modello degli Stati circostanti. Il Centro congressi nazionale di Bratislava dovrà essere in grado di attirare eventi congressuali e culturali nazionali e mondiali, in grado di convogliare nel paese milioni di euro di entrate e di reddito fiscale. Contando le tasse locali, il lavoro delle aziende locali, ristoranti, hotel, taxi, traduttori e quant’altro, si stima che l’economia cittadina e nazionale potrebbe averne un utile intorno ai 100 milioni di euro. Senza parlare del posto di lavoro per centinaia di persone. Il dipartimento turismo del ministero dei Trasporti ritiene che un centro di dimensioni internazionali potrebbe riassorbire una parte di quei 30mila posti di lavoro che si stima possono essere persi a causa della pandemia di coronavirus.

(Red)

Foto stux CC0

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