Le tecnologie dell’idrogeno: una grande opportunità per la Slovacchia

Le tecnologie dell’idrogeno costituiscono la chiave per la transizione energetica dell’Unione europea nel prossimo futuro, svolgendo un ruolo importante nella lotta contro il mutamento climatico e nella creazione di energia pulita.
Ne é convinto Maroš Šefčovič, attuale vicepresidente della Commissione europea per le Relazioni interistituzionali. Nel corso della conferenza “Il futuro dell’idrogeno in Slovacchia”, organizzata a Bratislava dal Ministero dell’Economia, Šefčovič ha sottolineato l’importanza di un piano coordinato di investimenti in questo settore tecnologico.
A suo avviso, i progetti vanno avviati in tempi rapidi, dato che per raggiungere una economia di scala nell’idrogeno occorrono ingenti investimenti da parte di industrie e governi. Gli esperti del settore calcolano che saranno necessari almeno 20 miliardi di euro all’anno fino al 2030.

All’interno dell’UE il futuro non solo dell’industria, ma anche quello dell’ambiente dipenderá in misura sempre maggiore dallo sviluppo delle tecnologie “pulite”, il cui potenziale non viene ancora adeguatamente sfruttato. Proprio per questo motivo la Commissione europea ha presentato pochi giorni fa la sua nuova strategia per promuovere l’utilizzo dell’idrogeno da parte degli Stati membri. La cosiddetta “economia verde” (green economy) dovrá occupare un posto di rilievo anche nel Recovery Fund, il piano di ripresa economica. L’idrogeno, infatti, potrebbe coprire fino al 24% della domanda globale di energia entro il 2030.

Il potenziale di sviluppo di questa tecnologia nel lungo periodo in Slovacchia risulta essere molto alto, come ha sottolineato anche il ministro dell’Economia Richard Sulík, nel corso della conferenza. L’utilizzo dell’idrogeno consentirebbe al Paese di soddisfare gli obiettivi fissati dalla Commissione europea sulla neutralità del carbonio entro il 2050.
A suo giudizio, la strategia della Slovacchia nel settore energetico dovrà puntare sempre di più sull’utilizzo di fonti alternative, a seguito del piano di trasformazione della regione mineraria dell’Alto Nitra avviato dal Paese negli ultimi tempi.

A questo proposito Sulík ha annunciato che il Ministero dell’Economia intende presentare a breve un pacchetto contenente 14 misure concrete a sostegno delle tecnologie dell’idrogeno, come ad esempio un piano di sovvenzioni per le auto alimentate ad idrogeno e la costruzione delle necessarie stazioni di rifornimento.
Anche la ricerca sull’idrogeno, fortemente sostenuta dall’Unione europea, dovrà trovare uno spazio prioritario negli investimenti futuri del governo slovacco, ha detto Sulík. Il ministro ha precisato che proprio l’interesse dell’UE in questo settore permetterà alla Slovacchia di usufruire di fondi europei da destinare agli studi.
A Košice dovrebbe essere istituito un centro di ricerca sull’idrogeno di livello nazionale, incaricato di coordinare l’attività di tutti gli istituti di ricerca, come ha spiegato il professor Juraj Sinay, incaricato dal Ministero dell’Economia della supervisione delle attività legate all’idrogeno.

Il ministro dell’Economia ha anche precisato che il sostegno statale alle tecnologie dell’idrogeno non andrà a discapito dell’elettromobilità. Piuttosto servirà a promuovere una proficua sinergia nei due settori produttivi, con una diversificazione delle destinazioni d’uso dei veicoli. Mentre le vetture elettriche risultano più adatte a percorsi brevi, i veicoli ad idrogeno vengono utilizzati soprattutto per trasporti pesanti su distanze più lunghe, come ha spiegato Ján Weiterschutz dell’Associazione Nazionale dell’Idrogeno della Slovacchia (NVAS).

(Paola Ferraris)

Foto: nEmo Gruppo (CC BY-NC-SA 2.0)
Maroš Šefčovič (Fb)
Richard Sulík (Fb)

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