
Dall’ufficio statistico dell’Unione europea Eurostat arrivano i dati che confermano una prima timida ripresa della produzione industriale. Si tratta delle prime rilevazioni che quantificano l’impatto della pandemia di coronavirus sull’economia europea. Nel mese di maggio, con il graduale allentamento delle misure restrittive anti-Covid da parte degli Stati membri, si è registrato un aumento della produzione industriale destagionalizzata pari al 12,4% nell’eurozona e dell’11,4% nell’UE, su base mensile. Ad aprile, il crollo era stato pesante: 18,2% sia nell’area dell’euro che nell’UE.
Ripresa graduale, ma dati ancora fortemente negativi se confrontati con lo stesso periodo dello scorso anno: -20,9% nell’eurozona e -20,5% nell’UE.
La produzione industriale è diminuita in tutti i Paesi dell’Unione per i quali sono stati resi disponibili i dati. I maggiori decrementi si registrano in Slovacchia (-33,5%), data la forte dipendenza dell’economia dal settore automobilistico, seguita da Ungheria (-27,6%) e Romania (-27,4%). In generale, tutti i Paesi del Gruppo di Visegrad hanno risentito fortemente gli effetti della crisi pandemica.
Italia e Slovacchia sono gli Stati membri nei quali a maggio la produzione di beni di consumo durevoli e non, di beni strumentali e capitali è aumentata in misura maggiore rispetto sia ad altri Paesi dell’area euro che dell’Unione in generale: + 42,1% e + 19,6% rispettivamente. Le flessioni più significative si registrano invece in Irlanda (-9,8%), Croazia (-3,5%) e Finlandia (-1,3%).
Per quanto riguarda l’Italia, il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha sottolineato in una nota che “il dato di maggio è stato probabilmente influenzato in senso positivo dal fatto che le chiusure produttive nei mesi di marzo e aprile sono state più ampie e prolungate e alcune imprese dovevano recuperare rispetto alle consegne previste.”
Il ministro ha aggiunto che “il dato è molto positivo in confronto alle attese e, anche alla luce di indicatori più aggiornati, fa ben sperare per un’ulteriore salita dell’indice della produzione industriale in giugno e luglio.”
“L’effetto ottico del rimbalzo”

Nonostante i dati positivi sulla ripresa della produzione industriale, gli esperti avvertono che i facili entusiasmi appaiono fuori luogo e il rialzo del mese di maggio segue una delle cadute più rovinose nell’economia di molti Paesi. L’Italia, ad esempio, deve recuperare un gap del 19,2%, maggiore sia rispetto alla media Ue (-18,8%) che all’Eurozona (-18,9%). Peggio ancora stanno Francia (-21,4%) e Germania (-21,9%). Magra consolazione.
Per l’Italia si tratta di una delle contrazioni piu forti della produzione industriale dal 1990, anno di inizio delle rilevazioni Eurostat, di gran lunga superiore a quella registrata durante la crisi del 2008-2009.
Anche in Slovacchia la riduzione dell’attività produttiva in aprile è stata la più marcata della sua storia economica, con un drastico calo della produzione di veicoli (-78,9%), dei prodotti in gomma e plastica e di altri prodotti minerali non metallici (-42,9%), dei macchinari e delle attrezzature (-34,5%), dei prodotti in metallo (-26,2%) e delle apparecchiature elettriche (-41,8%).
(Paola Ferraris)
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