
Il partito minore della coalizione al governo, Per il popolo (Za Ľudí) dovrà eleggere in un congresso questo sabato il suo nuovo leader, che sarà chiamato a uno sforzo notevole per riportare la popolarità del partito sopra l’asticella della soglia minima. Dopo il suo lancio un anno fa, una iniziativa dell’ex presidente Kiska da cui molti si aspettavano scintille, il partito ha mostrato nei sondaggi del 2019 una potenziale platea importante di elettori, anche oltre il 10%, salvo poi sgonfiarsi inaspettatamente poco prima delle elezioni del 29 febbraio 2020 e uscire dalle urne con un modesto 5,77%, poco più del “minimo sindacale” necessario per entrare nel Parlamento, dove vige una soglia di sbarramento al 5%, ottenendo 12 seggi.
Dal giorno delle elezioni il partito non è mai risalito, anzi è sceso ben al di sotto di quella soglia (a giugno era tra il 3 e il 3,6% secondo i sondaggi), nonostante sia riuscito a entrare nella coalizione a quattro che regge il governo, un risultato non indifferente per un partito appena nato. Dalle elezioni, tuttavia, è anche sparito dallo spazio pubblico (per ragioni di salute) il suo fondatore, una figura su cui molti elettori di centro e destra avevano aspettative. Ora il leader Andrej Kiska, rimasto presidente del partito anche in assenza, ha annunciato che si farà da parte e si è scatenata la corsa alla successione.
Già alle prime trattative per la creazione del governo avevamo visto Kiska in difficoltà, fortemente contrario alla presenza nella coalizione del partito di Boris Kollár (Sme Rodina), cui invece il vincitore delle elezioni Igor Matovič (OĽaNO) non ha voluto per nessuna ragione rinunciare. Kiska è poi sparito dagli incontri, adducendo problemi al cuore e un intervento chirurgico, e da allora si è fatto “vivo” sono un paio di volte sul suo profilo Facebook. Lo ha sostituito nelle sue funzioni la vicepresidente Veronika Remišová, che ha portato a termine i negoziati e da allora è la guida temporanea del partito.
La corsa per la presidenza del partito, nel congresso che decreterà l’uscita definitiva del padre fondatore, sembrerebbe una questione a due, tra Veronika Remišová (44 anni) e Juraj Šeliga (30), che hanno ricevuto l’aperto sostegno di diversi delegati ai congressi regionali. Kiska ha sostenuto pubblicamente la candidatura di Remišová, lasciando qualche strascico negli umori interni del partito. Remišová garantisce che la sua visione del partito «è identica a quella stabilita dal fondatore Andrej Kiska, un partito di centro orientato ai risultati, che è la voce della ragione. Una posizione che si è rivelata efficace anche all’interno della coalizione, dove siamo riusciti a imporre soluzioni razionali o smorzare alcune cattive idee. Ho una visione di un partito in cui si sentano bene le persone più conservatrici e di mentalità liberale. Possiamo raggiungere una vasta platea di elettori che attualmente non si sentono rappresentati in Parlamento», ha detto in una intervista pubblicata oggi e rilanciata dalla pagina Facebook del partito.
Moja vízia je totožná s tým, tak ako ju nastavil zakladateľ Andrej Kiska – stredová strana, orientovaná na výsledky,…
Uverejnil používateľ Za ľudí Streda 5. augusta 2020
Šeliga ha ricordato poche ore fa di essere entrato in politica «guidato dagli ideali che predicavamo nelle piazze. Non era un calcolo, né un passaggio concordato. I miei amici sanno che ho esitato fino all’ultimo minuto se andare o no [per questa strada]. Alla fine ha vinto il desiderio di cambiare le cose, per trasformare la Slovacchia in un paese più giusto e più dignitoso. Dopo giorni e mesi, tuttavia, mi rendo conto di quanto sia stato duro l’impatto con la realtà. No, non è un deserto desolato, ma non è nemmeno una passeggiata in un roseto. Ma chi ha paura non deve andare nel bosco»….
Juraj Šeliga – Za ľudí
Uverejnil používateľ Za ľudí Utorok 4. augusta 2020
Za Ľudí, con i suoi 12 seggi in Parlamento, è riuscito a piazzare un vicepresidente del Parlamento, l’ex attivista di “Per una Slovacchia decente” Juraj Šeliga, e due ministri, Veronika Remišová che è vicepresidente del consiglio ed è riuscita a trasformare un dipartimento di vicepremier in ministero poche settimane fa, e Mária Kolíková che è ministro della Giustizia. Oltre a loro due, c’è anche un outsider interessato alla poltrona di leader, il deputato e membro della direzione del partito Miroslav Kollár (51 anni), ma non ha ancora annunciato la sua decisione finale.
(BS)
Foto FB







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