Stadio nazionale, il governo di Matovič non comprerà la struttura e chiede il rimborso del sussidio

Alla conferenza stampa che ha fatto seguito all’odierno consiglio dei ministri, il primo ministro Igor Matovič ha annunciato che lo Stato non acquisterà lo stadio nazionale di calcio (NFŠ) dall’imprenditore Ivan Kmotrík, proprietario del club Slovan. Dunque non pagherà a un privato la somma di 91 milioni, ma invece chiede il rimborso della sovvenzione pubblica decisa dal governo monocolore Smer-SD nel 2013 per 27 milioni di euro. «Siamo convinti che la convenzione di sovvenzione del 21 novembre 2013 sia invalida e non provochi conseguenze legali», ha detto il vicepremier per la Legislazione e la pianificazione strategica Štefan Holý (Sme Rodina). «E anche il contratto preliminare del 2016 è parimenti nullo e non ha conseguenze legali», ha proserguito Holý. Egli ha raccomandato al governo di presentare una denuncia penale per il sospetto di diversi reati.

La costruzione del nuovo stadio Tehelné pole ha preso il via all’inizio di settembre 2016. Lo Stato si è impegnato a completare e acquistare la parte non commerciale dello stadio e a fornire un sussidio per la struttura di 27,2 milioni di euro, che alla fine doveva essere detratta dal prezzo di acquisto quanto lo Stato avrebbe acquistato l’opera dal costruttore. Nel 2016 fu fissato il prezzo massimo di acquisto a 75,2 milioni di euro, ma nel 2018, nelle ultime fasi di costruzione, si è discusso di un aumento dei costi. Alla fine di gennaio 2020 il governo Pellegrini ha approvato un addendum al contratto preliminare che aumenta a 98.447.000 euro il prezzo della transazione. Deducendo i redditi da locazione per i parcheggi (che sono stimati in 6,25 milioni), il costo per lo stadio a carico dello Stato sarebbe rincarato di 17 milioni. Secondo l’allora ministra dell’Istruzione, ricerca e sport Martina Lubyová (SN), i costi aggiuntivi erano principalmente legati sull’adeguamento dell’opera agli standard richiesti dall’UEFA, oltre che a maggiore sicurezza dello stadio e dei dintorni, e sulle connessioni del trasporto pubblico. Costi in più che, secondo la ministra, erano stati verificati e certificati dalla società di consulenza KPMG.

«Non abbiamo paura della caccia alle streghe che inizierà ora», ha affermato Matovič. Egli ha aggiunto che lui e la coalizione hanno promesso alla gente di ripulire la Slovacchia [dalla corruzione, ndr], e questo intendono fare. Ma si aspettano battaglia e attacchi da diverse parti «perché stuzzicheremo il serpente a piedi nudi».

Lo stadio è stato inaugurato ufficialmente nel marzo del 2019, con match tra lo ŠK Slovan Bratislava e lo Spartak Trnava, praticamente un derby, con un secco 2:0 della squadra di casa. Lo Stadio nazionale slovaco è il più grande e il più moderno stadio del paese, ed è costruito con criteri che lo rendono tra i più moderni anche in Europa. È stato finanziato da una società privata, la NFŠ dell’imprenditore Ivan Kmotrík, ma lo Stato si è impegnato a fornire un contributo di 27,2 milioni di euro e ad acquistare, pagando la differenza, la parte non commerciale della struttura. Diverse critiche sono state rivolte agli investitori e al governo per l’alto prezzo della costruzione, che supera (diviso per il numero degli spettatori) quello di altri stadi più grandi e noti. Nel frattempo, l’affitto dello stadio dovrebbe costare circa un milione di euro all’anno.

(Red)

Foto SFZ futbal cc by sa
Lo Stadio nazionale slovacco Tehelné Pole

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