Il deputato Smer Ľuboš Blaha indagato per negazionismo dei crimini dei regimi totalitari

Un investigatore dell’Agenzia nazionale anticrimine NAKA ha sporto denuncia contro il deputato Ľuboš Blaha del partito socialdemocratico Smer-SD. Le accuse di estremismo contro Blaha riguardano reati penali quali la negazione e approvazione dell’Olocausto, di crimini dei regimi politici e di crimini contro l’umanità, come definiti nella legislazione slovacca. Le accuse risalgono al 2 luglio scorso, e l’azione della polizia è stata avviata da una denuncia di cui al momento non è stato reso noto l’autore. Il fatto, tuttavia, risale al novembre dello scorso anno, durante la campagna elettorale per le elezioni parlamentari.

Blaha è conosciuto per le sue dure posizioni di sinistra marxista, che esprime con veemenza sia in aula che sui social network, dove innesca accese discussioni contro il liberalismo e diffonde a volte link da siti web noti per pubblicare notizie false. Il suo ufficio parlamentare è pieno di memorabilia comunista, con busti e ritratti di leader comunisti e varia paccottiglia. Vi spiccano ad esempio ritratti “ufficiali” di Gustáv Husák, presidente della Cecoslovacchia e leader del KSČ negli anni Settanta e Ottanta, busti di Marx, Lenin, stelle rosse, ritratti magliette e altro su Cuba e Fidel Castro, una figurina del non rimpianto Hugo Chávez ma anche un angolo tutto dedicato a Che Guevara. E non disdegna appena ne ha occasione di mostrare il pugno chiuso per mostrare la sua militanza comunista.

Blaha è un fervente sostenitore di Robert Fico, il presidente di Smer che proprio nei giorni scorsi ha ipotizzato di nominare Blaha tra i vicepresidenti del partito, che sabato terrà un mini-congresso per rimpiazzare diversi membri dei vertici che hanno abbandonato Smer per iniziare una nuova avventura politica con Peter Pellegrini e il nuovo soggetto politico Hlas.

Robert Fico ha espresso il suo sostegno a Blaha e ritiene che le accuse siano un tipico esempio di “bullismo politico”. Secondo lui la denuncia viene dall’eurodeputata Lucia Ďuriš Nicholsonová del partito Libertà e Solidarietà (SaS) e pensa che riguardino il fatto che Blaha avrebbe condiviso un’immagine (un meme) della presidente Zuzana Čaputová accostata al testo «Viviamo in modo da assicurarci che Martin Šmíd non sia morto invano». Šmíd era una persona immaginaria, inventata ai tempi della Rivoluzione di velluto. Fico ha detto che «Tutti sappiamo che nel novembre 1989 c’è stata una morte inventata di una persona immaginaria che sarebbe morta nel corso di un intervento della polizia», una storia messa in giro «solo per aumentare le dimensioni delle manifestazioni nel novembre 1989». Secondo Fico, Blaha, che ha scritto criticando le «menzogne sui delitti comunisti», avrebbe voluto dare una valutazione critica di ciò che è accaduto nel 1989, invitando la gente a non accettare travisamenti della storia. Dunque, secondo il capo di Smer-SD, l’accusa a Blaha è tutto un bluff.

"Vytrestať vás za názor, to je už len demokracia," znechutene povie okoloidúci pán a dodá, že drží palce. Od rána ma…

Uverejnil používateľ Ľuboš Blaha Streda 15. júla 2020

Fico aveva detto nei giorni scorsi che gli sarebbe piaciuto lavorare con Blaha nel presidium del partito: «Rispetto Ľuboš come persona intelligente, e sarebbe un grande piacere per me se facesse parte della direzione del partito Smer-SD».

Appena pochi mesi fa, nel gennaio di quest’anno, Blaha era stato indagato sempre da NAKA per una fotografia insieme a Fico del deputato, che tiene in mano una grande stella rossa comunista con falce e martello ricevuta proprio da Fico come regalo di compleanno. Su denuncia di un politico conservatore, l’investigatore aveva aperto un fascicolo per il reato di diffusione di materiale estremista e di simpatizzare per un movimento volto a reprimere i diritti e le libertà fondamentali, come da articolo 422 del codice penale. Articolo che cita: «Chiunque esprima pubblicamente o in un luogo accessibile al pubblico, in particolare attraverso l’uso di bandiere, insegne, simboli o slogan, simpatie per un gruppo, movimento o ideologia che cerca o ha in passato cercato di sopprimere i diritti e le libertà fondamentali delle persone o che proclama l’odio razziale, etnico, nazionale, religioso sarà punito con la reclusione da sei mesi a tre anni».

(Red)

Foto FB/LBlaha

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