Coronavirus: la CE approva gli aiuti di Stato della Slovacchia per progetti R&S

La Commissione europea ha approvato il programma della Repubblica slovacca che prevede uno stanziamento di 80 milioni di euro a sostegno delle infrastrutture di ricerca e sviluppo (R&S), nonché sperimentazione di prodotti utili nella lotta contro il coronavirus.
Il piano, ritenuto dall’UE adeguato a combattere la pandemia, rientra nell’ambito del quadro temporaneo per gli aiuti di Stato destinati a progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale accettato a marzo dalla Commissione europea e aggiornato nei mesi successivi.

L’obiettivo è migliorare e accelerare lo sviluppo e la produzione di vaccini e trattamenti farmacologici, principi attivi farmaceutici e medicinali, attrezzature ospedaliere e mediche (compresi i ventilatori meccanici), dispositivi di protezione e strumenti diagnostici. A tale scopo sono previsti anche la costruzione o il miglioramento delle infrastrutture di prova e l’ampliamento di quelle necessarie per testare i prodotti connessi al Covid-19, fino alla prima applicazione industriale precedente alla produzione in serie.

Gli aiuti, cofinanziati con fondi strutturali e di investimento europei, saranno erogati nella forma di sovvenzioni dirette, anticipi rimborsabili o agevolazioni fiscali entro il 31 dicembre 2020. Saranno rivolti a società di tutte le dimensioni, ad eccezione degli istituti finanziari.

Le sovvenzioni serviranno per coprire una quota significativa dei costi ammissibili dei progetti di ricerca e sviluppo (R&S) e investimenti. Tutti i risultati delle attività di ricerca saranno resi disponibili, su richiesta, all’interno dell’Unione europea, attraverso licenze non esclusive e alle condizioni di mercato.

È prevista anche l’assegnazione di un bonus aggiuntivo del 15% per finanziare progetti di ricerca e sviluppo sperimentale nel settore industriale sostenuti da più Stati membri o per progetti realizzati con organizzazioni di ricerca o altre società in regime di collaborazione transfrontaliera.

(Paola Ferraris)

Foto: European Parliament (CC BY 2.0)

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