Berlino a capo del Consiglio dell’UE in un momento estremamente delicato

Dopo i sei mesi di Presidenza del Consiglio affidati alla Croazia, dal 1° luglio fino al 31 dicembre 2020 la guida del Consiglio dell’Unione Europea sarà affidata alla Germania. Berlino assume questo incarico in un momento estremamente delicato per il futuro dell’Unione Europea. Quali saranno le sfide che la Germania e i Paesi membri si troveranno ad affrontare da qui fino alla fine dell’anno?

IL MOMENTO DELLA GERMANIA

Gemeinsam. Europa wieder stark machen”. Insieme. Per la ripresa dell’Europa.
Questo è il motto adottato dalla Presidenza tedesca – e presente sul sito appositamente dedicato – per dare inizio alla sua fase semestrale di Presidenza del Consiglio UE.
La Presidenza del Consiglio, che dura 6 mesi, vede la Germania succedere all’ultimo Paese entrato in UE, la Croazia, e precedere il Portogallo. Il meccanismo rotatorio di Presidenza è stato introdotto proprio per favorire l’immersione degli Stati negli affari europei e per aumentare il senso di appartenenza dei Paesi membri all’Unione Europea.
La Germania, che da diversi anni, sotto la guida di Angela Merkel, ha assunto la leadership – meno politica e soprattutto economica – dell’Unione si trova, quindi, a dover affrontare la fase post emergenza sanitaria.
È la seconda volta, dopo il 2007, che l’esecutivo guidato dalla Merkel assume questo incarico. Con questa turno la Germania diventa così il Paese più rappresentato, visto che anche la Presidenza della Commissione Europea e quella del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES) sono guidati da esponenti tedeschi, rispettivamente da Ursula Von der Leyen e Klaus Regling.
La Germania assume la Presidenza in un contesto geopolitico e storico unico. L’obiettivo sarà lavorare per aumentare la collaborazione e la solidarietà tra Paesi Europei, rilanciando il (difficile) processo di integrazione europea all’indomani della pandemia da Covid-19.

LE SFIDE DA AFFRONTARE: COVID E NON SOLO

Nel suo discorso di presentazione del programma di fronte al Bundestag, la Merkel ha parlato del semestre europeo come un “periodo di sei mesi molto difficili, fortemente segnati innanzitutto dagli sforzi per combattere e superare la pandemia”.
Al primo posto del programma tedesco, un programma da 23 pagine con 6 grandi capitoli, c’è la volontà di rilanciare l’Unione post-Covid. A tal proposito la Germania vuole fare di tutto per arrivare a una quadra sul Recovery Fund in vista del Consiglio Europeo previsto per il 17 luglio. Un fondo da 750 miliardi di euro, tra sovvenzioni e prestiti, che mira a ricostruire l’UE dopo la drammatica crisi affrontata durante i mesi dell’emergenza coronavirus.
Il programma tedesco insiste molto sulla competitività dell’UE. L’obiettivo della Presidenza tedesca è quello di rilanciare il mercato unico puntando forte sullo sviluppo di nuove tecnologie a intelligenza artificiale e un rilancio delle PMI con il miglioramento della giustizia fiscale e una nuova tassazione europea sulle transizioni finanziarie. Durante il mandato tedesco saranno inoltre poste le basi per il Quadro Finanziario Pluriannuale (QFP), l’importantissimo documento generale di programmazione economica al quale i bilanci annuali dell’UE devono fare riferimento.
Altro obiettivo della Presidenza tedesca riguarda il miglioramento delle condizioni sociali dell’Unione con il riferimento a un salario minimo europeo, a una assicurazione europea contro la disoccupazione e alla lotta alle discriminazioni di genere.

In tema ambientale, coerentemente con il Green Deal europeo della Commissione Europea, la Presidenza tedesca si prefigge di lavorare per il perseguimento degli obiettivi dell’agenda 2030 delle Nazioni Unite e a porre le basi per la neutralità climatica entro il 2050.
Per quanto riguarda il tema della sicurezza e dei valori comuni, i lavori del Consiglio dell’UE a guida tedesca hanno l’obiettivo di riformare il sistema comune di asilo su basi di solidarietà e responsabilità condivisa e di difendere i valori dell’UE affrontando la deriva autoritaria che sta coinvolgendo i Paesi dell’Est Europa.
Di particolare importanza, inoltre, il ruolo esterno dell’UE che la Presidenza immagina. Nel loro programma i tedeschi dedicano spazio al rilancio dei rapporti con la Russia e la Cina. A tal proposito, l’intenzione originaria della Merkel era quella di fissare un incontro con le Autorità di Pechino in primavera a Lipsia.
Ma non c’è solo la Cina nel programma di “affari esteri” della Presidenza tedesca. I (complicati) rapporti con gli USA di Donald Trump, il rilancio delle relazioni tra UE e America Latina, la questione africana, le relazioni con i Paesi del Medio Oriente, la riforma del sistema del WTO sono alcuni dei punti principali previsti dal programma.
Ovviamente grande importanza verrà data alla conclusione della vicenda Brexit. La Merkel vuole evitare uno scenario “no deal” che danneggerebbe le imprese del suo Paese e di tutta l’Unione. L’intenzione della Cancelliera è quella di trovare, in questi sei mesi, una quadra, con le Autorità del Regno Unito, su concorrenza leale, commercio, pesca, trasporti, energia e sicurezza.
Entro fine anno, inoltre, l’Unione Europea dovrebbe avviare la Conferenza sull’Europa. Un appuntamento molto importante che vedrà coinvolti direttamente i cittadini europei che avranno la possibilità di far sentire la loro voce sulle riforme e sul futuro dell’Unione Europea.

ULTIMO ATTO DELLA CARRIERA POLITICA DELLA MERKEL?

La Presidenza del Consiglio dell’Unione Europea a guida tedesca, salvo ripensamenti dell’ultima ora, dovrebbe essere il capitolo finale della longeva carriera politica di Angela Merkel.
Non sembra un caso che il periodo successivo alla più grave crisi sanitaria che ha colpito l’Unione Europea dal dopoguerra a oggi venga affidato al Paese leader dell’UE sia in ambito politico che economico.
Durante i suoi mandati la Merkel si è spesso prodigata per rafforzare l’immagine e l’azione dell’UE. Ultima iniziativa in questa direzione è stata la dichiarazione comune con Emmanuel Macron, nel quale i due Paesi anticipavano la decisione della Commissione Europea sul Recovery Fund e nella quale si avanzava il piano di un fondo perduto da 500 miliardi da finanziare attraverso l’emissione comune di bond europei.
Le straordinarie circostanze storiche e geopolitiche rendono “speciale” l’ultimo atto della Merkel. La Cancelliera potrebbe essere ricordata come il leader europeo che è riuscito a rilanciare l’UE post-Covid e a dare un nuovo impulso al processo d’integrazione europea mettendo alle spalle i nazionalismi.
Sull’aspetto della solidarietà e della coesione hanno molto insistito gli esponenti politici tedeschi. Seppur spesso la Germania sia stata etichettata come Paese rigorista sui temi dei conti pubblici, con questa nuova Presidenza Berlino vuole essere il “ponte” di unione tra i Paesi del Sud e i cosiddeti Paesi frugali del Nord Europa. “L’UE può essere rafforzata dalla crisi solo se è disposta a cercare soluzioni comuni, se si è disposti a capire la prospettiva dell’altro. Saremo più forti di prima se rafforziamo la visione e il senso di comunità, nessuno esce da solo dalla crisi” – con queste parole, pronunciate di fronte al Parlamento Europeo, la Merkel esorta gli Stati a mettere da parte gli egoismi nazionali e a lavorare congiuntamente per il rilancio del Vecchio Continente.
Al di là del possibile atto finale della Merkel, la Presidenza del Consiglio può rappresentare davvero un’ultima chiamata per il rilancio dell’Unione Europea. Il programma teutonico per la Presidenza è ricco e ambizioso visto che tocca i principali punti critici dell’attuale contesto geopolitico. Ripartire da questa emergenza sanitaria più forti e uniti potrebbe, non solo aiutare a superare le sfide attuali, ma porre le basi per una leadership mondiale europea nel lungo periodo.

(Luca Rosati, Il Caffè Geopolitico cc by nc nd)

Foto bearinthenorth/CC0
Foto EPP cc by

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