Multa di 5.000 euro per chi non rispetta la quarantena obbligatoria

Il governo slovacco ha approvato oggi un emendamento che prevede l’innalzamento della sanzione da 1.650 a 5.000 euro per le persone che ritornano da un paese considerato a rischio rispetto alla pandemia di Covid-19 e non rimangono in quarantena. Inoltre, il disegno di legge introdurrà un ulteriore monitoraggio delle persone che sono tenute a riferire all’Autorità di salute pubblica il loro ritorno dai “paesi a rischio”, e la possibilità di inviare dei messaggi SMS con informazioni su tali obblighi a chi è rientrato da tali paesi. Gli operatori telefonici saranno infatti obbligati a fornire all’Autorità di salute pubblica i numeri di telefono degli utenti che hanno ricevuto messaggi SMS perché si trovavano in un paese pericoloso e sono tornati in Slovacchia entro un determinato periodo. Il tutto anche senza il consenso delle parti interessate. Una volta concluso lo scopo del controllo, l’Autorità di salute pubblica dovrà cancellare tali numeri dai propri archivi digitali e non. Dovrà inoltre presentare un rapporto sul loro uso alla commissione costituzionale del Parlamento. L’emendamento sarà presentato in Parlamento mediante una procedura accelerata per essere operativo nel giro di una manciata di giorni.

Nel frattempo, proprio per farsi una idea di chi e quante sono le persone che rientrano da paesi a rischio, l’unità di crisi centrale ha ordinato una operazione di 24 ore alle frontiere tra venerdì e sabato pomeriggio allo scopo di fare controlli casuali. La polizia slovacca ha registrato il passaggio in entrata dai confini dello Stato di 64.444 auto. Meno di un quarto, 15.906, sono i mezzi sui quali i poliziotti hanno effettuato controlli casuali, per un totale di 37.362 viaggiatori. Gli autoveicoli che hanno attraversato i valichi di frontiera nello stesso periodo in direzione contraria, dunque verso l’estero, sono stati 72.315, dei quali 15.939 sono stati controllati, con all’interno 35.759 persone.

Il maggior traffico di mezzi e persone, un dato del resto senza sorprese, è stato registrato ai valichi di Stato di Jarovce-Kittsee, Petržalka-Berg (tutti e due nel territorio di Bratislava al confine con l’Austria), Čunovo-Rajka e Komárno-Komárom (entrambi al confine con l’Ungheria) e Břeclav-Břeclav (al confine con la Repubblica Ceca).

L’operazione, che è stata decisa dall’unità centrale di crisi, ha avuto lo scopo di monitorare il rispetto delle misure emesse dall’Ufficio di salute pubblica e di informare i rimpatriati da paesi che non sono elencati tra quelli sicuri dei loro obblighi nei confronti della prevenzione della diffusione del coronavirus. L’elenco dei cosiddetti “paesi sicuri”, che nella mappa sono indicati in colore verde, non è in ogni caso definitivo e verrà aggiornato di volta in volta in base alla situazione corrente. Ad esempio, dopo essere stati verdi per alcune settimane, Bulgaria e Montenegro sono state riportate in rosso nell’ultimo aggiornamento del 2 luglio in quanto i nuovi casi di infezione da Covid-19 sono saliti notevolmente nel giro di pochi giorni. Al contrario, numerosi paesi dell’Europa occidentale, tra cui l’Italia, hanno visto un cambiamento positivo con l’inserimento nella listsa dei paesi sicuri per la prima volta dallo scoppio dell’emergenza coronavirus.

(Red)

Fto FB/ministerstvovnutraSR

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