La Corte suprema manda in custodia cautelare l’oligarca Norbert Bödör

Per l’uomo d’affari di Nitra Norbert Bödör è stata confermata oggi la custodia cautelare con una sentenza della Corte suprema, a seguito di un ricorso della procura dopo che un giudice della Corte penale specializzata ne aveva decretato la liberazione. Bödör è accusato di riciclaggio dei proventi di reato nel caso Dobytkár, che si occupa di corruzione di pubblici ufficiali per la concessione illecita presso l’Agenzia dei pagamenti agricoli (PPA) di sovvenzioni per milioni di euro. Finora sarebbero state provate sovvenzioni per almeno 10 milioni di euro, in cambio di tangenti che rappresentano un caso di corruzione senza precedenti in Slovacchia. Una «mega-macchina di corruzione e riciclaggio di denaro. Qualcosa di incredibile e irreale», ha definito la questione il presidente del senato giudicante della Corte suprema.

Norbert Bödör, di cui conoscevamo le strette relazioni di interesse con l’ex capo della polizia Tibor Gašpar, che era suo parente, nonché con l’uomo d’affari Marian Kočner che aiutò in diversi casi, non senza una propria utilità, si dice innocente ed estraneo ai fatti, e dice che l’operazione di vendita di una società, tale Bokran, a Peter Kuba per 16 milioni di euro è stata già controllata dall’Unità nazionale di polizia finanziaria senza riscontri. Ma al tempo Gašpar era ancora il potente capo delle forze di polizia, ed è noto che aveva modo di coprire e mettere a tacere certe faccende. Del resto, quell’Unità di polizia finanziaria era quidata al tempo da Pavol Vorobjov, che ora è in custodia per il reato di abuso di potere di pubblico ufficiale. Sappiamo che Vorobjov era coinvolto nella “lustrazione” (controllo approfondito in archivi riservati di polizia) di giornalisti, tra cui l’assassinato Ján Kuciak, un lavoro fatto per conto di Kočner su richiesta di Bödör tramite Gašpar.

Per Kočner, Bödör era il “facilitatore” che aveva contatti esclusivi di alto livello con la polizia e poteva “sistemare le cose”. Tra i due sono stati scambiati migliaia di messaggi tramite l’app crittografata Threema, che gli esperti di Europol sono riusciti a decrittare dal telefono di Kočner. Il padre di Norbert, Miroslav Bödör, è il capo della società di servizi di sicurezza Bonul, azienda che ha ottenuto redditizi contratti governativi durante i governi di Smer-SD. Tra gli altri, contratti con Slovenská pošta, diversi ministeri, l’Agenzia delle assicurazioni sociali Sociálna poisťovňa e altre imprese statali. A seguito di un raid della NAKA, l’Agenzia nazionale anticrimine, Norbert Bödör è stato arrestato venerdì scorso, per riciclaggio di denaro con aggravanti, appena rientrato dalla Croazia dove si trovava con la famiglia. L’arresto è stato deciso per evitare che l’uomo, ufficialmente residente a Dubai, potesse lasciare il paese. Dopo il rilascio, nei giorni scorsi, Bödör aveva comunque risposto a tutte le domande degli investigatori NAKA. L’indagine Dobytkár (Allevatore) ha già visto numerosi arresti e diverse conferme di custodie cautelari.

Aggiornamento del 10 luglio: anche l’uomo d’affari Peter Kuba, indagato insieme a Bödör e arrestato con lui nell’operazione di polizia Dobytkár, aspetterà il processo in custodia. Lo ha deciso il 10 luglio la Corte suprema in una sessione a porte chiuse, respingendo un ricorso dell’imputato contro la custodia decisa dal giudice dell’udienza preliminare della Corte penale specializzata (ŠTS). Anche Kuba, come Bödör, è accusato di riciclaggio dei proventi di reato. Per entrambi il procuratore aveva chiesto la custodia in quanto in grado di ostacolare le indagini e influenzare i testimoni.

Rimane intanto in custodia l’ex direttore esecutivo di PPA Ľubomír Partika, mentre l’ex funzionario del Ministero dell’Agricoltura Marek Kodada, sarà nuovamente indagato in seguito a una decisione della Corte suprema. La coppia di funzionari, che agiva in tandem in un vasto sistema corruttivo, era stata arrestata in aprile.

(Red)

Foto FB

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