Si può diventare immuni al virus del Covid-19?

Quando è arrivata la conferma che la nuova polmonite in Cina era causata da un coronavirus, la situazione già di per sé preoccupante è improvvisamente peggiorata. Di norma, infatti, i coronavirus non lasciano una buona “memoria immunologica”, la risposta di lunga durata che permette al nostro corpo di contrastare un successivo attacco e rende possibile proteggersi con i vaccini. Quando si è saputo che in Giappone e in Cina alcuni pazienti guariti avevano contratto di nuovo il virus, i peggiori timori degli immunologi sembravano confermati.

A sette mesi di distanza, però, si riprende a sperare. Non ci sono più molti dubbi sulla capacità del nostro corpo di sviluppare la memoria immunologica del virus Sars-cov-2, restano tuttavia delle incertezze sulla sua efficacia. “Ecco l’interrogativo principale sul covid-19”, dice Nicolas Vabret dell’Icahn school of medicine del Mount Sinai di New York.

“Ora è questa la domanda che dobbiamo porci, perché dalla risposta dipendono moltissime cose”, sostiene Paul Klenerman dell’università di Oxford. Dall’efficacia della risposta immunitaria dipende la possibilità di sviluppare vaccini, terapie e immunità di gregge, ma anche la decisione su eventuali patenti d’immunità per i guariti e come e quando allentare le misure di lockdown.

Le linee difensive
La memoria immunologica può essere una forza formidabile e duratura. Agli immunologi piace raccontare la storia dell’epidemia di morbillo che colpì le isole Faroe nel 1846. Quando andò a indagare, il medico danese Peter Panum scoprì sia che la malattia dilagava, sia che 98 anziani già sopravvissuti alla precedente epidemia del 1781 ne erano immuni. Un solo incontro con il virus del morbillo li aveva dotati della protezione a vita.

Certi virus, invece, non producono una risposta altrettanto forte e possono ostacolare i nostri tentativi d’immunizzarci. Il virus respiratorio sinciziale (Rsv), per esempio, finora ha opposto resistenza a tutti i tentativi di sviluppare un vaccino. Altri inducono reazioni moderate e memorie deboli e di breve durata: i vaccini ci sono, ma per conservare l’immunità spesso servono richiami regolari.

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Foto Miguel Discart cc by sa

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