Chiusura dei negozi la domenica, il Parlamento rimanda la legge a settembre

È stata rinviata a settembre la discussione parlamentare sulla chiusura domenicale dei negozi. La questione sarà discussa nella sessione parlamentare dopo le ferie estive, in seguito a una mozione dei suoi promotori approvata in aula oggi. La proposta di legge, che prevede un divieto permanente di vendita la domenica per una larga parte dei negozi, è stata presentata in Parlamento dai deputati Ján Podmanický (indipendente, ex Smer-SD) insieme a Marián Kéry (Smer-SD), i quali sottolineano che i documenti internazionali e la legislazione sul lavoro dell’UE prevedono l’armonizzazione della “vita familiare e professionale”.

I negozi chiusi la domenica, che favorirebbero un maggior equilibrio tra lavoro e famiglia, e condizioni di lavoro eque e adeguate, sono già la regola in alcuni altri paesi membri dell’UE, dicono gli estensori del disegno di legge. Del resto, sottolineano, «L’esperienza con le recenti restrizioni sulle vendite al dettaglio nei giorni festivi durante la pandemia di Covid-19 ha dimostrato che sia i lavoratori dipendenti che i consumatori trascorrono il tempo libero “rubato” al lavoro con le loro famiglie nelle aree verdi delle città, nelle strutture turistiche o partecipando a eventi culturali». La discussione sul provvedimento è già stata spostata una volta. Un disegno di legge simile, presentato recentemente da parlamentari del partito ĽSNS, è stato respinto in Parlamento il mese scorso.

La questione è bipartisan, e vede posizioni diverse anche all’interno degli stessi schieramenti. Solo per parlare del governo, si notano le posizioni contrapposte tra il ministro liberale dell’Economia Richard Sulík (SaS), favorevole all’apertura festiva, e il ministro conservatore del Lavoro Milan Krajniak (Sme Rodina), che invece vorrebbe la domenica libera per le decine di migliaia di persone impiegate nei turni domenicali nei punti vendita. Finora i sondaggi di opinione non hanno dato un giudizio così netto sulla questione, ma in generale sembrerebbe che la popolazione non sia contraria di principio a una chiusura domenicale degli esercizi commerciali. Il think tank INESS pensa che la chiusura comporterebbe una riduzione dell’occupazione, una riduzione dello stipendio netto dei dipendenti interessati e una riduzione delle vendite per i commercianti, e quindi una riduzione dell’IVA incassata dallo Stato.

Nell’Unione europea 13 paesi hanno introdotto una qualche forma di regolamentazione delle vendite la domenica, mentre altri hanno lasciato totale autonomia alla vendita al dettaglio. L’Austria , meta di shopping transfrontaliero di molti slovacchi, da sempre è chiusa la domenica.

(Red)

Foto Pxfuel CC0

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