La Germania di Angela Merkel prende la guida dell’UE

La Germania è consapevole delle propria responsabilità verso la UE, dice Merkel. Le 6 priorità della presidenza tedesca

“La Germania è consapevole della propria responsabilità nei confronti dell’Unione europea”. Lo mette nero su bianco la cancelliera Angela Merkel in apertura del programma del proprio semestre di presidenza del Consiglio Ue. E non è cosa da poco per un paese che è sempre stato un leader europeo recalcitrante e a intermittenza. È sintomatico di una presa di coscienza di Berlino se non dell’opportunità, quanto meno della necessità di una leadership forte in questo momento. Le avvisaglie di un cambio di passo della Germania si erano avute sin dallo scoppio dell’emergenza coronavirus, ma sono diventate ancora più evidenti soprattutto da quando si è iniziato a parlare di Recovery Fund. Insieme al presidente francese Emmanuel Macron, Angela Merkel ha deciso di anticipare, o meglio di giocare di sponda con la presidente (tedesca) della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, annunciando contributi a fondo perduto per 500 miliardi di euro. Posizione ribadita, sempre con Macron, alcuni giorni fa a Meseberg. È dunque il momento della Germania, con un Macron appena travolto dall’astensione e dall’onda verde delle ultime elezioni e relegato al massimo al ruolo di comprimario.

Quali sono le ragioni dietro il cambio di passo tedesco? E cosa aspettarsi dal semestre di presidenza tedesco dell’Ue?

Se Merkel rimane Merkel

Che Angela Merkel fosse in grado di repentini cambi di rotta l’aveva già dimostrato in passato, ad esempio nel 2015, quando aveva aperto le porte a circa 1 milione di rifugiati. Ne aveva pagato le conseguenze: consenso in calo, leadership al capolinea e spaccature dentro il suo stesso partito (soprattutto con la componente bavarese). Ma anche stavolta è riuscita a rialzarsi gestendo bene l’emergenza coronavirus in casa e mostrando la sua forza ed esperienza in Europa. Aver cambiato idea su un vero e proprio tabù tedesco come quello dell’indebitamento comune è infatti una prova di forza, non certo di debolezza. Un cambiamento che riguarda due aspetti.

Primo: la sequenza. La Germania aveva sempre insistito per abbassare i rischi (con il corollario per l’Italia di ridurre il proprio debito pubblico) prima di parlare di una loro condivisione (attraverso una emissione comune di titoli). Adesso si fa promotrice di una emissione senza precedenti in un contesto in cui i rischi aumentano (e con il debito italiano che si appresta a superare il 155% del Pil).

Secondo: la condizionalità. I greci (e non solo) ricordano benissimo che l’erogazione di aiuti europei era strettamente legata al rispetto di regole e tempi rigorosissimi (oltre che a tagli ‘lacrime e sangue’). Per il Recovery Fund la condizionalità non è ovviamente cancellata, ma l’enfasi è spostata sulla qualità della spesa e sulle riforme (e di tagli non c’è traccia).

[…continua]

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Foto Kancelaria Premiera CC0
Merkel ad Auschwitz-Birkenau col premier polacco Morawiecki

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