Kollár non cede. Il gruppo OĽaNO non lo accusa ma SaS gli chiede un passo indietro

A seguito di un incontro con il presidente del Parlamento Boris Kollár (Sme Rodina) per la sua tesi di laurea presumibilmente copiata, il gruppo parlamentare del partito OĽaNO del primo ministro considera l’intero caso un fiasco del supervisore, dello studente, dell’opponente e del sistema di valutazione delle tesi finali. Ed è per queste ragioni che chiede una revisione delle tesi finali nelle università per un periodo da concordarsi tra il ministro della Pubblica Istruzione Branislav Gröhling (SaS) e il ministro della giustizia Mária Kolíková (Za ľudí). Il gruppo parlamentare sostiene la redazione di un disegno di legge da presentarsi entro settembre per rivalutare ed eventualmente ritirare l’accreditamento da un certo numero di istituti universitari. Il gruppo OĽaNO, per bocca del suo presidente Michal Šipoš, considera in questo modo chiuso il caso di sospetto plagio.

Kollár, una volta uscite notizie della copiatura di parte della tesi, aveva difeso il suo diploma che, diceva, è stato ottenuto legittimamente, e ha dichiarato che avrebbe evitato di usare, nel corso della sua funzione politica, il titolo accademico di Magister – Mgr. («Per voi sarò solo Boris», aveva detto ai giornalisti), in modo da non dare a nessuno il pretesto per attacchi alla coalizione. Ma si era assolutamente rifiutato di scusarsi, e tantomeno di rassegnare le dimissioni. Il suo partito Sme Rodina è il secondo più forte della coalizione, e anche il primo ministro Igor Matovic (OĽaNO) ha glissato sulla questione limitandosi a un buffetto al leader conservatore Kollár, non intendendo rinunciare a un “socio” di maggioranza per lui cruciale allo scopo di riuscire a realizzare riforme costituzionali (per le quali serve una maggioranza qualificata di 90 deputati).

Secondo i resoconti dei media, il capo del Parlamento avrebbe copiato diverse pagine da una pubblicazione del suo tutore. La legge in vigore non permette di abrogare il titolo di Kollár, come del resto ha confermato ai media anche il ministro dell’Istruzione Branislav Gröhling (SaS), che è intenzionato a mettere mano alla legge nel prossimo futuro.

Se OĽaNO chiude un occhio, non è così disposto a farlo il quarto socio di maggioranza, il partito Za ľudí, che sabato ha ha invitato pubblicamente Kollár a dimettersi. Matovič si è rammaricato che Za ľudí, anziché portare la questione al tavolo della coalizione di governo preferisca inviare messaggi al capo del Parlamento attraverso i media.

Il premier Matovič suggeriva che tutti coloro che abbiano ottenuto un titolo accademico in modo fraudolento ne siano privati, ma poi si è capito che la cosa non è fattibile, perché del resto diventa pericoloso e probabilmente anticostituzionale l’effetto retroattivo di qualsiasi legge. Bisognerà attendere che ministro dell’Istruzione e ministra della Giustizia trovino una formula per rivedere i titoli già assegnati senza che diventi un problema di grande portata.

«Per come ho conosciuto Boris Kollár negli ultimi mesi», ha detto Matovič, «è una persona a cui interessa molto di più l’approccio umano alla questione che l’osservanza formale delle regole. Penso che se ora fossimo d’accordo sul fatto che solo Boris Kollár dovrebbe rispondere di un titolo fraudolento e non anche tutti gli altri che hanno fatto lo stesso in passato, nella stessa scuola o in tutta la Slovacchia, lo considererebbe una delusione umana. Presumo che questo partito lascerebbe la coalizione», ha detto, prefigurando quello che lui considera uno scenario molto reale.

Oltre a OĽaNO, Kollár è stato chiamato oggi anche a una riunione del gruppo parlamentare dei liberali di SaS. Dopo l’incontro, il presidente di SaS e ministro dell’Economia Richard Sulík e la presidente del gruppo parlamentare SaS Anna Zemanová hanno invitato con una conferenza stampa Boris Kollár a dimettersi. Secondo Zemanová, gli è stata illustrata «l’opinione dei deputati, cioè ciò che si aspetta l’elettore SaS. Abbiamo un elettore più critico per tali passi falsi», ha detto. Sulík ha aggiunto che SaS non lascerà il governo per questo caso di “laurea comprata”, ma è pronto a farlo «per cose più serie». Kollár ha lasciato la riunione parlamentare da una uscita sul retro per non incontrare i giornalisti, ma secondo Zemanová avrebbe detto che ci penserà.

Kollár ha ammesso che se lui dovesse dimettersi da capo del Parlamento il movimento Sme Rodina probabilmente non avrebbe altra scelta che lasciare la coalizione. Ha sottolineato che non intendeva ricattare nessuno. Il deputato di SaS Marián Viskupič ha detto che il gruppo parlamentare farà appello a Kollár per farli ammettere “alcune” responsabilità, in quanto per i liberali il caso rappresenta un problema. «La proprietà intellettuale richiede esattamente la stessa protezione di qualsiasi altra proprietà», ha detto.

(Red)

Foto FB/HnutieSmeRodina

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