Aumenta il consumo di energia delle famiglie slovacche. Piccoli accorgimenti per risparmiare sulla bolletta

Negli ultimi dieci anni il consumo di energia da parte delle famiglie slovacche è aumentato notevolmente, con una spesa che rappresenta quasi un quarto dello stipendio medio. Se fino al 2007 i costi per l’abitazione costituivano il 14,3% delle entrate economiche di una famiglia, dall’anno scorso superano abbondantemente il 25%. Affitto, acqua, elettricità o gas sono le voci di spesa che pesano di più sul budget familiare.

L’energia viene utilizzata principalmente per il riscaldamento domestico (68,3%), il riscaldamento dell’acqua (14,8%), l’illuminazione (11,7%), la cottura dei cibi (5,6%) e, in misura minima, per l’aria condizionata (0,1%).
Le famiglie usano maggiormente il gas naturale (64,5%), il calore prodotto da fonti di energia secondaria (26%), l’elettricità (5,7%), le fonti di energia rinnovabile (1,9%), i combustibili solidi (1,4%) e solo in piccolissima percentuale i derivati del petrolio (0,4%).

Nei prossimi mesi, comunque, gli esperti prevedono una diminuzione dei prezzi dell’energia in Slovacchia, in seguito al forte calo del prezzo dell’elettricità in borsa per effetto del clima di incertezza generato dalla pandemia.

Le famiglie slovacche non differiscono molto da quelle europee in termini di consumo, afferma Lenka Buchláková, analista di Slovenská sporiteľňa. Un quarto delle spese di un nucleo familiare viene infatti assorbito dall’energia e l’aumento del consumo appare come una tendenza generale negli ultimi anni, raggiungendo anche punte di oltre il 10% in alcuni Paesi.

Tuttavia, l’esame degli ultimi dati dell’Ufficio statistico europeo Eurostat riferiti al 2018 rivela proporzioni differenti nell’utilizzo delle fonti di energia. In generale, nell’Unione europea si registra un consumo maggiore di gas naturale (32,1%) e di elettricità (24,7%), mentre le fonti di energia rinnovabile assorbono solo il 19,5%, seguite dai prodotti petroliferi (11,6%), dal calore prodotto da fonti secondarie (8,7%) e dai combustibili solidi (3,4%).

Le famiglie europee utilizzano la maggior parte dell’energia per riscaldare l’acqua e gli spazi domestici, con una quota che rappresenta fino a due terzi (78,4%) del consumo finale di energia nel settore dell’edilizia abitativa. L’elettricità utilizzata per l’illuminazione e la maggior parte degli elettrodomestici costituisce circa il 14% del consumo totale di energia. I consumi minori riguardano invece l’utilizzo di impianti di aria condizionata, appena lo 0,4%.

A livello globale, l’Agenzia Statistica e Analitica del Dipartimento dell’energia degli Stati Uniti d’America (EIA) prevede che il consumo mondiale di energia crescerà di quasi il 50% entro il 2050.

Le energie rinnovabili, tra cui l’energia solare, eolica e idroelettrica, sono la fonte di energia in più rapida crescita entro il 2050, superando il petrolio. Si calcola che il consumo mondiale di energia rinnovabile aumenterà ogni anno del 3,1% rispetto allo 0,6% di crescita annuale del petrolio, allo 0,4% del carbone e all’1,1% del gas naturale.

Risparmiare energia è possibile con alcuni semplici accorgimenti

L’isolamento termico, i sistemi efficienti per il controllo del calore, l’installazione di valvole termostatiche, la sostituzione della caldaia e l’utilizzo di lampadine a risparmio energetico sono tutti sistemi che consentono di ottenere un significativo risparmio energetico. Ma richiedono investimenti iniziali di una certa entità che non tutti possono permettersi, anche se l’attuale basso livello dei tassi di interesse sui prestiti immobiliari in Slovacchia favorisce indubbiamente coloro che intendono spendere per l’isolamento termico o la sostituzione della caldaia.

Esistono tuttavia anche alcuni semplici accorgimenti che consentono di evitare costi proibitivi e di ottenere un certo risparmio sulla bolletta. Ad esempio, abbassare la temperatura in casa, soprattutto nelle camere da letto, dove tra l’altro qualche grado in meno consente di dormire meglio e di prevenire anche piccoli disturbi respiratori e circolatori.
Inoltre, sarebbe opportuno spegnere il riscaldamento quando si esce di casa, programmando – se possibile – la temperatura ideale per l’ora di rientro.

Perché tenere accesa la tv se nessuno la guarda o mantenere l’apparecchio in modalità stand-by? Anche lo spegnimento del televisore aiuta a risparmiare sulla bolletta, dato che lo stato di stand-by richiede comunque energia elettrica, sia pure in quantità minima.

Spesso sottovalutiamo l’impatto di alcuni gesti che ripetiamo per abitudine e che distrattamente non consideriamo come causa di “impennate” del costo delle bollette: accendere – e tenere accese – le lampadine quando non serve, lasciare aperto lo sportello del frigo o mantenerlo ad una temperatura troppo bassa (sono sufficienti 5 o 6 gradi per garantire la buona conservazione dei cibi). Inoltre, è possibile risparmiare anche con un corretto utilizzo del forno, evitando di aprirlo continuamente per verificare la cottura dei cibi e spegnendolo qualche minuto prima del previsto e lasciando che il calore immagazzinato completi la cottura.

Anche la lavatrice è opportuno utilizzarla a pieno carico e a temperature più basse. Alcuni indumenti si lavano perfettamente anche a 40 gradi, mentre una temperatura più alta non solo può rovinarli, ma incide maggiormente sul consumo di acqua e di elettricità, e quindi sul nostro portafoglio.

E per la gioia delle donne, imparare a… “appendere al chiodo” il ferro da stiro, scegliendo indumenti con tessuti che non necessitano la noiosa operazione di stiratura e facendo maggiore attenzione nella fase di stenditura del bucato. Stirare meno aiuta l’ambiente… e ci fa risparmiare.

(Paola Ferraris)

Foto: jplenio CC0
geralt CC0

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