Primi 100 giorni del nuovo governo. Il premier Matovič: ‘penso che abbiamo fatto bene’

Ieri 29 giugno cadevano i classici primi cento giorni del governo del primo ministro Igor Matovič (OĽaNO), termine che impone generalmente una prima valutazione del lavoro di ogni nuovo esecutivo che sale al potere. Parlando di questo primo traguardo, Matovič ha detto in una intervista per il quotidiano Pravda che a suo parere l’ottanta per cento delle sue decisioni sono state finora corrette. «Penso che abbiamo fatto quello che andava fatto. Siamo entrati nella crisi del coronavirus con l’obiettivo di essere i migliori in Europa in termini di gestione sanitaria, e ci siamo riusciti. È chiaro tuttavia che sono stati cento giorni insoliti».

Cosa hai imparato in questo periodo? – gli ha chiesto il giornalista. «Ho scoperto di essere il primo ministro. Prima forse non me ero reso conto, nemmeno alla vittoria delle elezioni […]. Devo affrontare la responsabilità di prendere decisioni e di esserne responsabile». Altra domanda: alla luce di quanto fatto finora, oggi cambiereste qualcosa? «Penso che l’ottanta per cento delle mie decisioni siano state buone e le prenderei [anche] in futuro. Il restante venti percento [delle decisioni] avrebbe potuto essere diverso. Stiamo lentamente iniziando a rispettare le altre promesse che abbiamo fatto alla gente prima delle elezioni. Spero che avremo ancora qualche anno di lavoro davanti e che riusciremo ad adempiere al più presto a tutto ciò che abbiamo promesso […]».

Riguardo la differenza di stare al governo, piuttosto che all’opposizione, Matovič ha detto: «Penso che ogni politico voglia sinceramente cambiare davvero le cose in meglio». Da deputato dell’opposizione «Puoi fermare alcune cose, puoi puntare il dito su alcune altre, aprire gli occhi della gente, ma puoi davvero cambiare la vita  [delle persone] in meglio si può solo dalla posizione di un politico del governo». Ha aggiunto che non si sarebbe mai aspettato di poter essere il primo ministro, e che «il nostro movimento vincesse le elezioni. Ho sempre creduto che saremmo potuti essere secondi, terzi, forse quarti in una futura coalizione di governo, e che avremmo fatto il lavoro sporco e stare sulle barricate, ma che gli altri avrebbero avuto le responsabilità. Ma alla fine la gente ha deciso diversamente». Ma io «non credo che le persone siano stupide».

Sul funzionamento della coalizione di governo, che ha registrato diverse frizioni tra i quattro partiti alleati (OĽaNO, Sme Rodina, SaS e Za ľudí) il premier ha detto che «Oggi è molto più in sintonia, ci siamo testati e abituati. Il partito SaS ha avuto un periodo turbolento per circa un mese, ma per fortuna ora va meglio. Il partito Per il popolo (Za ľudí) stava rischiando di copiarne le gesta, ma questa tentazione è passata velocemente». Ma secondo gli osservatori la coalizione non è propriamente al sicuro da altri scossoni, e si intravede una possibile crisi più profonda che potrebbe portare a elezioni anticipate. «Spero di no. Ci tengono uniti le promesse che abbiamo fatto alle persone. Nessuno di noi vuole vergognarsi di fronte ai propri elettori», ha detto Matovič.

È indubitabile che cominciare a governare un paese con una emergenza epidemiologica che ha provocato una profonda recessione economica non è certo una cosa auspicabile per nessuno. Nominato il 21 marzo, il governo di Matovič ha ricevuto la fiducia in Parlamento solo il 30 aprile, settimane di tensione segnate dallo stato di emergenza dichiarato l’11 marzo dal precedente governo dimissionario di Peter Pellegrini.

Parlando domenica al programma V politike del canale televisivo TA3, Matovič ha detto di voler lasciare ai cittadini la valutazione dei suoi primi 100 giorni in carica. Ma secondo lui in questo periodo bisogna dare al governo il tempo di carburare e cominciare a funzionare, e non si può criticarlo. Per di più, questo esecutivo ha dovuto affrontare da subito una pandemia. E la Slovacchia in questo contesto, sia per numero di decessi che di gestione della situazione sanitaria, è stata tra i paesi migliori al mondo, ha detto, affermando di essere contento che il suo partito OĽaNO abbia mantenuto la promessa pre-elettorale di lanciare un sondaggio nazionale sui temi che sarebbero dovuti essere inseriri in un accordo di coalizione, e che intende gradualmente realizzare, come ad esempio una proposta di legge, che potrebbe presentare in autunno, per introdurre la responsabilità materiale dei politici.

Secondo la presidente della Repubblica Zuzana Čaputová il governo del primo ministro Matovič è riuscito a gestire l’epidemia di coronavirus in Slovacchia, assumendo il potere in «una situazione senza precedenti per la quale nessuno era stato preparato. Ha dovuto mettere tutta la sua energia nella lotta contro la pandemia e ha affrontato i suoi compiti», ha detto la presidente. Quanto alle sue principali promesse elettorali, a partire dalla lotta contro la corruzione, Čaputová ha osservato che le aspettative dell’opinione pubblica sono alte e che non è ancora trascorso tempo sufficiente dall’entrata in carica per poter già vedere i primi risultati in questo campo.

L’opposizione ammette che il premier e la sua squadra non siano entrati in carica in un momento semplice e che la Slovacchia abbia gestito bene la pandemia, ma errori sono stati fatti nella gestione della crisi economica. Secondo il partito L’SNS non si può negare al governo di Matovič l’impegno per risolvere la situazione creatasi con la pandemia, ma ci sono dubbi su trasparenza e competenza nei cambiamenti dei funzionari di Stato già in parte portata a termine, una pratica che Matovič ha sempre criticato dai banchi dell’opposizione.

L’ex primo ministro Pellegrini, che ha di recente lasciato Smer-SD per creare un nuovo soggetto politico, ha apprezzato il fatto che il governo di Matovič abbia gestito bene la crisi sanitaria, ma critica il modo in cui procede per la ripresa dell’economia. «Dobbiamo stare in equilibrio su due gambe. Non solo siamo storti sulla gamba economica, ma temo che la gamba stia diventando zoppa», ha detto in una nota stampa sui cento giorni del governo. Pellegrini ha comunque in parte elogiato il pacchetto di 114 misure adottato dal governo la scorsa settimana per sostenere l’economia, anche se ritiene che seppure ben confezionate non aiuteranno nella sostanza la crescita economica.Dopo 100 giorni non sentiamo progressi o miglioramenti in molti settori, ha detto.

(Red)

Foto Vlada SR

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