Luoghi di lavoro più sicuri, incidenti meno gravi. Nel 2019 -20% le vittime sul lavoro

Nel 2019 gli ispettorati del lavoro hanno ispezionato oltre 28.000 datori di lavoro, compresi gli imprenditori senza dipendenti. Ma il grosso delle ispezioni – 13.711, quasi la metà – ha riguardato le società a responsabilità limitata. Gli imprenditori persone fisiche visitati dagli ispettori sono stati 8.904. I controlli hanno toccato in particolare il rispetto delle disposizioni del Codice del lavoro, le ganzie di sicurezza e salute sul lavoro e il lavoro illegale. Complessivamente sono state riscontrate 48.872 infrazioni, in aumento del 3,9% rispetto al 2018. Le maggiori carenze sono state trovate nella produzione industriale, nel commercio all’ingrosso e al dettaglio e nel settore dei trasporti e dello stoccaggio.

Delle 48.872 carenze individuate, informa il ministero del Lavoro, 36.341 infrazioni riguardavano la sicurezza e la salute sul lavoro (+2,3%), che indicano che molte imprese risparmiando sulle misure preventive per migliorare la sicurezza sul posto di lavoro. La maggior parte delle violazioni riguardava il funzionamento di strutture tecniche dedicate e le condizioni di edifici e strutture. In entrambi i casi il numero di violazioni è in aumento. I risultati più gravi comprendono la mancata fornitura di dispositivi di protezione per i dipendenti, l’identificazione insufficiente di procedure sicure o la mancata eliminazione dei pericoli sul lavoro.

Sono calati gli incidenti e gli infortuni sul lavoro. I datori di lavoro hanno denunciato all’Ispettorato del lavoro 9.022 infortuni sul lavoro, che hanno provocato la morte di 31 dipendenti. Si tratta di 8 incidenti mortali in meno rispetto al 2018, e del numero di infortuni sul lavoro più basso per 100.000 lavoratori dal 1969. In netto calo anche il numero di incidenti sul lavoro con danni permamenti: 57 nel 2019, ovvero 19 in meno dell’anno prima.

Le violazioni registrate al salario minimo garantito sono state 12.502 l’anno scorso, a fronte di un aumento del 40% dei controlli del rispetto del Codice del lavoro. Le trasgressioni più frequenti dei datori di lavoro sono state la consegna ai lavoratori di contratti di lavoro incompleti, pagamenti di un salario inferiore a quello richiesto dalla legge o l’inesistenza di un orario di lavoro. Rispetto al 2018, sono state rilevate il doppio delle violazioni degli obblighi derivanti alle aziende dai contratti collettivi.

Una diminuzione è segnalata nelle trasgressioni relativamente al lavoro sommerso. Sono 1.617 i dipendenti illegali trovati dagli ispettori presso 758 datori di lavoro, quasi un terzo in meno (853 persone), ma sono anche state eseguite meno ispezioni, per un totale di 19.348 imprese ispezionate con 46.034 dipendenti. In 806 casi i lavoratori illegali non avevano un contratto, in 440 casi non erano registrati presso l’Agenzia delle assicurazioni sociali e in 371 casi si trattava di cittadini di paesi terzi che non potevano essere impiegati.

All’inizio del 2020 l’Ispettorato nazionale del lavoro ha lanciato una campagna di prevenzione biennale chiamata “Lavorare legalmente, lavorare in sicurezza”, che contribuisce a diffondere la consapevolezza sul posto di lavoro. Si concentrerà inoltre sui disturbi muscoloscheletrici che sono anche argomenti della prossima campagna dell’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, nonché sui rischi psicosociali, di cui in Slovacchia si parla ancora poco.

(Red)

Foto PDP CC0

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