Lettera aperta dei sindaci V4 all’UE: servono più fondi per l’economia sostenibile

I sindaci di Bratislava, Budapest, Varsavia e Praga hanno inviato al Presidente e ai membri del Consiglio europeo una lettera aperta in cui sostengono la propria determinazione nella lotta contro i cambiamenti climatici e nella transizione verso un’economia sostenibile.

Ma la semplice determinazione non basta. Per avviare una reale e profonda trasformazione “verde” del nostro ambiente urbano, sono necessari interventi radicali sulle infrastrutture e nei trasporti. E per avviare tali progetti servono finanziamenti mirati per le città. Le capitali europee possono offrire un importante contributo agli ambiziosi obiettivi climatici della UE per ridurre le sue emissioni di gas a effetto serra entro il 2030.

Così la pensano i primi cittadini di Bratislava (Matúš Vallo), Praga (Zdeněk Hřib), Varsavia (Rafal Trzaskowski) e Budapest (Gergely Karácsony). Già lo scorso dicembre si erano distinti per il “Patto delle Città Libere di Visegrad”, una dichiarazione congiunta in cui avevano voluto esprimere il proprio impegno nella difesa dei valori di «libertà, dignità umana, democrazia, uguaglianza, Stato di diritto, giustizia sociale, tolleranza e diversità culturale».

«Isole nella tempesta illiberale», li aveva definiti il quotidiano britannico “The Guardian”, sottolineando il loro desiderio di prendere le distanze dal populismo dilagante nei Paesi di appartenenza.
Ancora nel dicembre del 2019 i sindaci V4 avevano chiesto a Bruxelles di valutare lo stanziamento di risorse direttamente nei bilanci comunali, in nome di un principio di trasparenza scarsamente rispettato dai governi nazionali, troppo spesso accusati di corruzione e clientelismo nell’utilizzo dei fondi UE. Inoltre, avevano presentato le proprie richieste al Comitato europeo delle Regioni riunitosi in sessione plenaria nel mese di febbraio.

Ora i sindaci V4 hanno unito le proprie forze e quelle dei primi cittadini di altre 11 capitali europee per rivolgere un appello preciso alla presidente della Commissione europea, Ursule von der Leyen. La lettera aperta, appunto, datata 16 giugno.

Già dalle prime righe emerge la volontà di far sentire il peso di quella parte del vecchio continente che rifiuta l’idea di un’Europa a due o, peggio, più velocità e rivendica un ruolo di primo piano per quattro grandi città che rappresentano oltre cinque milioni di persone in una regione con più di 60 milioni di abitanti. E, cosa da non sottovalutare, contribuiscono alla formazione del PIL dell’intera regione nella misura del 20%, quali “motori” capaci di trainare le economie nazionali all’interno del Gruppo di Visegrado.

La pandemia ha messo a dura prova le attività economiche delle quattro capitali, si afferma nella lettera. Per questo si richiedono ora «provvedimenti cuciti su misura» e finanziamenti mirati. Perché le sfide da affrontare nella lotta contro il cambiamento climatico sono forse ancora più grandi della battaglia contro il coronavirus.

Le amministrazioni pubbliche delle quattro capitali V4 sono state le prime a dichiarare “lo stato di emergenza climatica”, come risposta ai grandi mutamenti del clima. Il primo passo nell’adozione delle misure necessarie per ridurre drasticamente le emissioni di carbonio.

Ora i sindaci V4 ritengono che il Green Deal europeo debba essere implementato come parte integrante della strategia prevista per la ripresa economica. Per questo chiedono ai governi degli Stati membri dell’UE di aumentare l’obiettivo comunitario di riduzione delle emissioni entro il 2030, dal 40% al 55%, in linea con quanto previsto dal Green Deal europeo.

«La scienza ci dice che per salvare la nostra civiltà, l’umanità deve decarbonizzare più velocemente. Noi pensiamo che l’UE dovrebbe dare il buon esempio al resto del mondo», scrivono i sindaci V4, consapevoli che proprio le capitali sono fonti significative di emissioni di gas serra.

Tuttavia, esse hanno anche un grande potenziale non sfruttato che consentirebbe loro di ridurre tali emissioni, ad esempio rinnovando e riqualificando il vecchio ed inefficiente patrimonio abitativo grazie all’intallazione di pannelli solari sui tetti e di pompe di calore nei giardini.

Si tratta di interventi che rientrano nel programma Renovation Wave, una delle priorità del Green Deal, mirato a raddoppiare il tasso di rinnovo degli edifici e a promuovere la decarbonizzazione del patrimonio edilizio. Da notare che in questo settore siamo ben lungi dalla mèta fissata per il 2050.

Nella lettera aperta si chiede pertanto che nell’ambito dei provvedimenti per favorire la ripresa economica postpandemica si inserisca anche lo specifico “Fondo per il rinnovo edilizio europeo” a sostegno non solo delle città, ma anche dei cittadini, in una forma combinata di sovvenzioni e prestiti erogati da banche commerciali.

Se i primi cittadini sono disposti a fare la loro parte, i cittadini non devono essere da meno. Bisogna motivare la gente ad utilizzare mezzi di trasporto non inquinanti, come le biciclette o i veicoli elettrici, scrivono i sindaci.

L’azione dell’uomo ha inciso profondamente sull’ambiente urbano finendo per compromettere la sua resilienza con emissioni inquinanti e una massiccia cementificazione. È ora di invertire la tendenza, rivitalizzando le aree urbane e incrementando la percentuale di verde, per catturare le emissioni nocive e ridurre il surriscaldamento.

Nell’area V4 esiste un immenso potenziale a livello tecnologico e di innovazione, si legge nel documento, ma per il suo pieno sfruttamento occorre rimuovere quegli ostacoli che impediscono alle amministrazioni pubbliche delle capitali di accedere senza limiti ai tradizionali fondi strutturali e di coesione dell’UE. «Accogliamo con favore il futuro utilizzo degli investimenti territoriali integrati, ma sono necessari anche altri meccanismi di investimento specifici, come i contratti tra le città e la UE e altre misure integrate congiunte», affermano Vallo, Karácsony, Hřib e Trzaskowski.

«Insieme possiamo essere più forti, più intraprendenti e molto più consapevoli», aveva detto lo scorso dicembre il sindaco di Praga. Dopo la pandemia, la prospettiva si è ampliata, e le capitali V4 intendono contribuire non solo ai problemi di un’area geograficamente limitata, ma anche alla «costruzione di un’Europa sana, sostenibile e resiliente».

Le isole continuano ad affrontare la tempesta…

(Paola Ferraris)

Foto: Karácsony Gergely (Fb)
geralt CC0

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