Il ministero delle Finanze preparerà prestiti per le regioni autonome

Il ministero delle Finanze metterà mano a un piano di eventuali prestiti per le regioni autonome della Slovacchia – e a cascata per i comuni – che necessiteranno di un aiuto per superare gli ammanchi di entrate fiscali causati dall’epidemia di coronavirus. L’annuncio del ministro delle Finanze Eduard Heger è stato fatto ieri dopo una riunione con i rappresentanti dell’Unione dei comuni slovacchi (ÚMS) che si è svolta presso l’ufficio dell’autorità cittadina di Bratislava.

Heger ha dichiarato che sia lo Stato che le regioni sono sulla stessa barca, e che è un obbligo per lui la cooperazione reciproca in questo momento difficile. Lo Stato farà tutto il possibile per aiutare i governi locali a coprire il deficit di quest’anno delle entrate da imposte, ha detto. «Il ministero delle Finanze è consapevole della gravità della situazione» per città e comuni. «Lo Stato non può semplicemente pagare centinaia di milioni di euro di sussidi», cosa che «Sarebbe irragionevole e irresponsabile da parte del governo». L’onere della situazione è sulle spalle di tutti noi, lo Stato ma anche i comuni, che devono assumersi la propria parte di responsabilità, secondo Heger.

In base a un accordo preliminare, che tuttavia il ministero continuerà a negoziare con i comuni, lo Stato dovrebbe fornire ai comuni prestiti nella quantità necessaria per sopperire all’ammanco di entrate dovuta alla crisi da pandemia di coronavirus. I comuni dovrebbero godere di un differimento dei rimborsi dei prestiti di circa 4 anni.

Il modello previsto per aiutare le amministrazioni locali è usare il credito dello Stato sui mercati finanziari per ottenere denaro a condizioni vantaggiose, per poi girarlo ai comuni, che da parte loro dovranno essere responsabilizzati nel selezionare i progetti da finanziare. Secondo Heger questo modello potrebbe portare un cambiamento nel sistema antiquato esistente e costringere gli enti locali a «comportarsi responsabilmente nei confronti dei soldi dei cittadini, e applicare il rapporto qualità-prezzo a livello regionale in ogni circostanza», ha dichiarato il ministro delle Finanze.

A questo proposito, il ministro ha sottolineato la necessità di una riforma globale della pubblica amministrazione al fine di razionalizzare i suoi processi, una intenzione che i rappresentanti dei comuni hanno in buona parte condiviso. Attualmente gli enti dell’amministrazione locale dipendono dalle entrate dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, la cui riscossione, specialmente in tempi di crisi, può diminuire in modo significativo andando a condizionare in maniera sostanziale i bilanci dei governi locali.

(Red)

Foto FB

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