In Slovacchia vengono importati rifiuti da nove paesi europei per l’incenerimento

In Slovacchia vengono inceneriti rifiuti provenienti da nove paesi europei, una operazione che si svolge principalmente nelle fabbriche di cemento del gruppo CRH, colosso mondiale del settore, che ha comprato gli stabilimenti slovacchi ex Holcim, in località Rohožník (regione di Bratislava) e a Turňa nad Bodvou nei pressi di Košice.

La maggior parte di questi rifiuti proviene dall’Austria, come risulta dal registro ufficiale dei rifiuti trasportati nel paese nel 2019. Secondo Tasr, rifiuti vengono importati anche da Croazia, Ungheria, Svizzera, Repubblica Ceca, Slovenia, Italia, Germania e Belgio. Alcuni di questi finiscono anche in una fabbrica di cemento della società Cemmac a Horné Srnie (regione di Trenčín), in una fabbrica di calce a Slavec (regione di Košice), una cementeria a Ladce (regione di Trenčín) e altre strutture in diverse regioni centro-occidentali della Slovacchia.

I rifiuti per “riutilizzo” comprendono materiali come legno, coloranti, plastica, scorie, ceneri e rifiuti edili tra cui cemento, mattoni, piastrelle e materiali di rivestimento.

Questo “business” è criticato dal nuovo ministro dell’Ambiente Ján Budaj (OĽaNO), che il mese scorso ha rivelato la sua intenzione di lavorare a un disegno di legge per vietare l’importazione di rifiuti dall’estero. In realtà esiste già una legge che proibisce l’importazione, ma la norma può essere aggirata se i rifiuti per il “riutilizzo energetico”.

(Red)

Foto Prylarer CC0

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