
L’uscita di Peter Pellegrini, e con lui di una decina di parlamentari, dal partito socialdemocratico Smer-SD non manca di avere conseguenze anche sulle strutture territoriali e giovanili della sinistra slovacca. Una dichiarazione di sostegno pieno alla linea di Smer-SD e del suo leader Robert Fico fatta lunedì dal presidente facente funzione dell’Associazione dei Giovani socialdemocratici (MSD) ha provocato la defezione di metà del comitato direttivo e delle strutture locali dell’associazione in disaccordo con questa affermazione.
Ieri il presidente ad interim aveva detto ai giornalisti che i Giovani socialdemocratici continueranno a collaborare con Smer-SD anche dopo l’uscita dell’ex primo ministro Peter Pellegrini, fatto che ha indebolito la sinistra e la socialdemocrazia in Slovacchia, e che Smer-SD è e rimarrà l’unico partner rilevante per i Giovani socialdemocratici.
A smentire questa posizione le dimissioni della metà della presidenza, oltre ai coordinatori regionali e diversi membri e sostenitori dell’associazione. La base dell’organizzazione in pratica si sta dividendo e una sua parte consistente sta scommettendo sulla visione di Pellegrini per quanto riguarda il futuro della socialdemocrazia nel paese. Secondo i dissidenti, l’iniziativa del presidente pro tempore di parlare davanti alle telecamere non era nota ai vicepresidenti, che contestano non solo di non essere stati informati ma anche il fatto che al fianco del capo era presente il nipote dell’ex ministro degli Interni Robert Kaliňák costretto alle dimissioni dopo l’omicidio di Kuciak nella primavera del 2018.
(Red)
Foto strana Smer-SD

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