La fotografa Enza Vio, in pausa durante una “caccia fotografica” in Sudafrica
Enza Vio, nata a San Michele al Tagliamento (VE), comune Veneto più noto per la sua frazione “Bibione“, il 22 febbraio 1955, insegnante e politica attiva per gran parte della sua vita, fotografa per tradizione famigliare: il padre Lorenzo, fotografo per un’intera vita, con le sue “Rolleiflex” le ha insegnato fin da piccola il valore di una foto.
Ha ricoperto per diversi anni ruoli amministrativi di primo piano sia nel proprio Comune, che nell’Amministrazione Provinciale di Venezia… Per diversi anni dirigente nazionale delle Coop.
Oggi è Consigliere di Amministrazione della “Bibione Spiaggia S.r.l.”, società pubblico-privata che gestisce la gran parte dell’arenile di Bibione: il suo incarico è proprio iniziato con lo scoppio della pandemia e con le terribili conseguenze che il corona virus ha significato per il turismo.
Enza Vio ha anche pubblicato alcuni libri di cui avremmo modo di parlare nei prossimi numeri.
Per la lettera “C” abbiamo scelto il “Cigno”, ovvero il “Cygnus olor”. Una delle sue foto l’abbiamo selezionata come “foto del giorno” per le seguenti ragioni:
- perché il cigno è da sempre un bellissimo animale, che attrae la fantasia di grandi e bambini;
- perché entrambi i fotografi, fra le foto che ci hanno mandato, hanno saputo rappresentarli nei loro atteggiamenti più accattivanti;
- perché nelle loro opere rappresentano lo stesso animale presente sia in Italia che in Slovacchia;
- infine perché, come si può vedere nell’immagine che segue, la foto ha colto oltre l’aspetto naturalistico (il “cigno”), anche l’aspetto turistico e artistico di una Caorle che, come tutte le località turistiche italiane, è duramente colpita dagli effetti del post-corona virus, anche se il corona virus a Caorle e a Bibione è stato quasi inesistente.
La foto è stata scattata sul lungomare di Caorle, sulla cosiddetta “ScoglieraViva“: per chi non lo sapesse il “Premio di scultura ScoglieraViva” è un Concorso d’arte internazionale all’aperto che vede ogni due anni scultori provenienti da tutto il mondo realizzare le proprie opere sulla scogliera artificiale posizionata sul lungomare nel centro di Caorle.
La foto del cigno di sfondo alla scogliera può significare la volontà di rinascita e perché no, un invito a visitare Caorle, Bibione e ogni altra perla di cui l’Italia è piena.

La Brussa, ovvero la Vallevecchia, si estende fra Bibione e Caorle, ed è frazione di quest’ultimo Comune. La Brussa fortunatamente non è stata sviluppata turisticamente e quindi non è stata invasa dalle colate di cemento diffuse in gran parte delle spiagge adriatiche… per questa sua caratteristica non è molto conosciuta nel mondo, anche se paradossalmente era molto famigliare, ai suoi tempi, ad Ernest Hemingway… a cui piaceva fare un’altro tipo di caccia, meno naturalistica.
La foto che seguono, sempre di Enza Vio, sono state scattate per l’appunto in Vallevecchia (Brussa):

Per chi fosse interessato a conoscere la Brussa consigliamo di visitare l’Oasi Naturalistica della Vallevecchia di cui presentiamo, per gli appassionati, un bellissimo e interessantissimo video:
Volo sul pelo dell’acqua (Enza Vio):

Sempre di Enza Vio è questa foto che segue, sempre scattata alla Brussa, in cui si vede un’intera famigliola di cigni a spasso per la valle.

Per par condicio, e ormai per tradizione, pubblichiamo anche qualche scatto, sempre sui cigni, di Gabriele Bastini. Su di lui ormai sappiamo abbastanza.

Per quanto riguarda i suoi di cigni sembrano gli stessi, ma le foto di Gabriele sono state scattate qui in Slovacchia e precisamente in zona Šintava e vodná nádrž Kraľová ,vicino a Šoporňa.
La famiglia dei cugini slovacchi al gran completo (foto G.Bastini):

Ginnastica artistica in acqua (foto G.Bastini):

Eravamo noi gli atleti (foto G.Bastini):

In primavera (foto G.Bastini):

ma anche d’inverno (foto G.Bastini):

ma i piccoli dove sono andati a finire? Ah… eccoli sono 3 (foto G.Bastini):

no, son quattro (foto G.Bastini):

no aspetta, c’è anche il brutto anatroccolo! (foto G.Bastini)

e con questo pulcino, di cui si può dire di tutto, ma sicuramente nessuno potrà pensare anche per un secondo che sia brutto… concludiamo l’articolo di oggi.
Morale di questa favola, rappresentata nelle foto di due bravi fotografi, con foto scattate a 700-800 km di distanza, che con le loro immagini hanno saputo esaltare la bellezza di questi animali su cui sicuramente ritorneremo e per esserne sicuri omettiamo la descrizione scientifica…
Il fatto che uno dei due fotografi sia mia madre… è puramente casuale 🙂
La proprietà e l’uso esclusivo delle foto sono degli autori che le hanno gentilmente messe a nostra disposizione e autorizzato a pubblicarle.
(Selena Colusso Vio)

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