Media: tesi universitaria di Kollár copiata. Lui non si dimette ma non userà il titolo

Il presidente del Parlamento e del partito Sme Rodina Boris Kollár è stato accusato di aver plagiato la sua tesi di laurea e molti politici ne chiedono le dimissioni, tra cui alcuni deputati di partiti della coalizione di governo e dunque suoi alleati di maggioranza. Kollár in una conferenza stampa odierna ha dichiarato di aver ottenuto la laurea in modo lecito e dunque non ha ragione di doversi scusare, o tanto meno di fare un passo indietro. Ma ha deciso di smettere di usare il suo titolo universitario di dottore in scienze politiche per far cessare gli attacchi pretestuosi contro la sua persona e contro la coalizione. Ha chiesto ai media di giudicare i politici in base alle loro attuali attività in politica, non in base ai loro passati decenni da privati cittadini. Gli elettori fanno le loro scelte in base alle «persone che mantengono la parola», e non per i titoli accademici che posseggono.

Kollár ha smentito le accuse di plagio, affermando di aver citato correttamente tutte le sue fonti nella tesi di laurea. Diversi media hanno scritto, al contrario, che Kollár ha fatto “copia e incolla” nella sua tesi di diverse pagine da una pubblicazione scritta dal suo istruttore. Egli ha ottenuto la laurea nel 2015, mentre si preparava per la campagna elettorale che lo ha poi portato in Parlamento nella primavera del 2016.

Tutto era nato dalla tesi di laurea della deputata Petra Krištúfková, vice presidente del partito Sme Rodina, donna che con Kollár ha in comune oltre al partito altre due cose: una figlia di 9 anni e il titolo accademico nella stessa università, la University of Central Europe di Skalica, un ateneo privato nella Slovacchia occidentale. Anche lei, secondo i giornalisti, avrebbe copiato una parte rilevante della sua tesi di laurea, e inoltre è stato scoperto che nel 2009 avrebbe trascorso una vacanza, come amica della moglie del proprietario, su uno yacht di Marian Kočner, il controverso imprenditore accusato di numerosi reati finanziari e, non ultimo, di essere il mandante dell’omicidio di Ján Kuciak. Inoltre, esisterebbero dei messaggi di testo scambiati con lo stesso Kočner, che secondo lei riguardavano un problema di sua figlia.

Krištúfková, il cui figlio maggiore l’ha avuto con Robert Dinic, ex boss assassinato della mala slovacca, era stata ‘predestinata’ come delegata del governo per un nuovo ufficio governativo per la Famiglia, un incarico inventato dal nulla dal ministro Krajniak di Sme Rodina e cui la donna ha dovuto rinunciare dopo le mille mila polemiche nate su di lei. Dopo questa vicenda, che è durata diversi giorni, Kollár ha annunciato che la carica di plenipotenziario per la Famiglia sarà cancellata.

La questione della tesi di Kollár è stata oggetto di frizioni nella coalizione, ma a un incontro a quattr’occhi dell’altro ieri tra il primo ministro Igor Matovič (OĽaNO) e il presidente del Parlamento non ha portato nessuna decisione. Matovič ha detto che non gli chiederà di dimettersi, perché la priorità per lui è il funzionamento dell’attuale governo. Egli si è difeso dalle critiche dicendo che non ha intenzione di rischiare una caduta del governo e il ritorno della “mafia” alla testa dello Stato. «Voglio adempiere alle mie promesse agli elettori: ripulire la Slovacchia dalla mafia. Data questa responsabilità, non farò nulla che possa mettere in pericolo la stabilità di questa coalizione», ha sottolineato il primo ministro. «Se devo mettere sulla bilancia un diploma e la stabilità della coalizione, mia priorità è sicuramente mantenere la coalizione di governo».

Matovič ha sottolineato che il capo del Parlamento è sufficientemente indipendente da dedurre da solo le sue responsabilità per la situazione che si è creata. Al tempo stesso ha annunciato di voler mettere mano a una riforma fondamentale dell’istruzione universitaria in Slovacchia, e sicureamente intende abolire la metà delle università, come gli atenei “artificiali” nati a Skalica o Sládkovičovo e simili “deliri”, «che distorcono l’intero sistema».

L’ex premier Pellegrini ha sottolineato il fatto che Matovič, allora all’opposizione, aveva fortemente criticato l’ex presidente del Parlamento Andrej Danko (SNS) per aver fatto ricorso al plagio nella sua tesi di dottorato. La diversità di approccio alle due questioni mostra chiaramente che Matovič quando è entrato in carica [come premier] ha rinunciato a tutte le sue promesse elettorali.  

(Red)

Foto NRSR

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