In tre mesi sono passate dai centri di quarantena statale 23.600 persone

I centri di quarantena organizzati dai ministeri degli Interni e della Difesa in questi mesi di pandemia hanno ospitato complessivamente 23.600 persone per il periodo di isolamento previsto dalle normative di emergenza decise dall’unità permanente centrale di crisi del governo slovacco. Nei centri, come informa l’ufficio stampa del ministero degli Interni, sono stati alloggiati principalmente gli slovacchi rimpatriati dall’estero, in attesa di verificare la loro negatività al Covid-19. Ma numerose sono anche state le persone che hanno chiesto volontariamente alloggio in tali strutture non avendo la possibilità di trascorrere la quarantena domestica in isolamento dal resto della propria famiglia.

Il numero più alto di persone è stato alloggiato nel centro di quarantena a Gabčíkovo, nella regione di Trnava, dove sono state ospitate 3.689 persone. Seguono le quarantene statali dell’Hotel Dixon a Banská Bystrica (899 persone), e il Dormitorio Medická 2 a Košice (852).

I centri di quarantena sono entrati in fuzione a seguito delle misure adottate dal governo uscente il 13 marzo 2020 per rallentare la diffusione del nuovo coronavirus, misure che stabilivano l’obbligo di isolamento di due settimane per tutti coloro che rientravano dall’estero, allora stimati in 20mila persone. Fu allora stabilita anche una sanzione fino a 1.650 euro per chi non ottemperava all’obbligo di isolamento per il periodo previsto. Dopo l’inasprimento delle misure a partire dal 6 aprile, tutte le persone provenienti dall’estero erano obbligate a entrare in quarantena nei centri gestiti dallo Stato.

La quarantena di Stato obbligatoria e la eKaranténa, la cosiddetta quarantena “intelligente”, che il governo ha poi ammesso non essere stata così utile come si sarebbe immaginato, sono state abolite dal 10 giugno. Da allora chi rimpatria da paesi considerati ancora a rischio deve tuttavia sottostare all’isolamento domestico fiduciario e prenotare un test per il Covid-19 presso gli uffici regionali dell’Autorità di salute pubblica (UVZ).

Ma potrebbe, quest’ultima, non essere una decisione irreversibile. Il 17 giugno il primo ministro Matovič ha dichiarato che se si dovesse verificare un’impennata di nuovi casi di infezione potrebbe essere necessario riaprire i centri di quarantena statali obbligatori.

(La Redazione)

Foto FB/MVSR
Foto minv.sk

Be the first to comment

Rispondi

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetto" nel banner a fondo pagina"

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.