Bratislava: completata la prima torre del progetto Sky Park di Zaha Hadid

Con il completamento della prima torre residenziale si conclude la prima fase della realizzazione del complesso Sky Park, progettato dal prestigioso studio britannico Zaha Hadid Architects e realizzato dallo sviluppatore Penta Real Estate. Dopo il collaudo statico finale, i primi proprietari degli appartamenti potranno trasferirvisi durante l’estate, con alcune settimane di ritardo sulla tabella di marcia a causa della pandemia.

Il completamento della prima fase del progetto, che comprende tre torri residenziali, un edificio adibito interamente ad uffici e un parco pubblico di 30.000 metri quadrati, è previsto per la fine dell’anno. Le torri residenziali di 31 piani ospiteranno complessivamente circa 800 appartamenti, già tutti venduti, e 1.100 posti auto.

Il progetto prevede anche la costruzione di una quarta torre residenziale, per la quale sono stati ottenuti tutti i permessi necessari. Nonostante il forte interesse di 2.500 potenziali acquirenti, la sua realizzazione dipenderà dagli effetti della pandemia sull’andamento del mercato immobiliare. L’edificio offrirà appartamenti di varie metrature, con una, due o tre camere, nonché attici al 29° ed ultimo piano.

Design ed eleganza: un lusso per pochi, visti i prezzi di vendita. Mentre gli appartamenti delle prime tre torri sono stati venduti nel 2017 con un prezzo base di circa 3.000 euro al metro quadrato, per assicurarsi una vista mozzafiato su Bratislava nella nuova torre sarà necessario sborsare tra i 4.500 e i 5.000 euro al metro quadrato.

Il Progetto Sky Park per la riqualificazione urbana

Un grandioso progetto architettonico da 420 milioni di euro studiato per riqualificare e rivitalizzare un’area industriale costruita durante la seconda guerra mondiale nel cuore della capitale e successivamente demolita, nonostante le proteste di molti cittadini ed esperti.

Il complesso Sky Park, inzialmente nato come “progetto Čulenova dal nome della strada su cui si affaccia, include anche lo storico impianto di riscaldamento attribuito all’illustre architetto slovacco Dušan Jurkovič, che a quel tempo aveva progettato diversi edifici per l’azienda Slovenská Energetika. Diciamo “attribuito”, perché la documentazione di progetto non reca alcuna firma, ma la struttura dell’impianto presenta alcuni elementi tipici dello stile architettonico di Jurkovič. All’epoca dell’acquisto del terreno da parte del gruppo Penta, nel 2008, l’edificio stava per essere dichiarato monumento culturale nazionale.

Una volta ricostruito, il vecchio impianto sarà utilizzato come spazio di coworking per architetti, startup e piccole aziende IT e sarà aperto anche al pubblico. In totale, l’edificio si svilupperà su una superficie di 5.000 metri quadrati, di cui 3.500 occupati dagli spazi di coworking. Nelle intenzioni dello sviluppatore, l’antico centro per la produzione di energia della città diventerà ora un centro creativo e di sviluppo di nuove idee.

Nel progetto di riconversione elaborato dall’architetto Martin Paško di Adom M Studio, solo la facciata originaria del vecchio edificio sarà preservata, mentre l’interno sarà ricreato con nuove aree e una nuova pavimentazione. Il tutto con l’obiettivo di far diventare la costruzione un piccolo gioiello architettonico nel cuore dell’intero progetto.

Chi era Zaha Hadid

Scomparsa prematuramente nel 2016 a 66 anni, Zaha Hadid viene considerata la donna architetto più rappresentativa dell’architettura contemporanea, la prima a vincere il prestigioso Pritzker Prize, nel 2004. Irachena naturalizzata britannica, ha debuttato sulla scena internazionale con una serie di dipinti d’ispirazione costruttivista, realizzati a partire dagli anni Settanta. Immagini visionarie, influenzate dalle avanguardie russe, che testimoniano il ruolo fondamentale del disegno nel suo processo creativo.

Al 1979 risale la fondazione del suo primo studio professionale, Zaha Hadid Architects, con sede a Londra, che realizza opere caratterizzate dall’intento di ridurre l’architettura ai suoi elementi essenziali, integrati nell’ambiente naturale mediante l’applicazione delle più avanzate tecnologie costruttive, finalizzate alla composizione di nuovi paesaggi urbani.

Il gusto della sperimentazione sui materiali e sulle forme l’ha condotta ad elaborare uno stile architettonico personalissimo, dominato dal movimento e dal flusso della luce che attraversa gli spazi e scompone le forme geometriche tradizionali. Le sue opere di impronta decostruttivista, molte delle quali realizzate in Italia, acquisiscono così uno straordinario impatto visivo e diventano espressione di una nuova creatività, non più fermata sulla carta, ma tradotta in un’architettura capace di coniugare la visione moderna dello spazio con la funzionalità.

(Paola Ferraris)

Foto: SKY PARK by Zaha Hadid (Fb)
zaha-hadid.com

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