Fico: “traditori, gli ho insegnato io l’abc della politica”

Oggi per la prima volta il leader dei socialdemocratici Robert Fico ha affrontato davanti ai giornalisti la questione della scissione del gruppo guidato da Peter Pellegrini. Pellegrini e la sua squadra, che include diverse sorprese, si sono presentati alla stampa mercoledì a metà mattinata, e in molti si attendevano una reazione immediata da Fico. Invece, il capo di Smer è rimasto in silenzio, un silenzio per molti imbarazzante, per diverse ore, affidando una sua flebile reazione a internet solo verso le 17.

Mi rammarico che i membri uscenti di Smer-SD stiano parlando di una “forte socialdemocrazia”, perché sono loro che la stanno frantumando e indebolendo, aveva scritto Fico su un social network, aggiungendo che il rammarico più grande è che dopo 20 anni in Smer alcuni possano ancora fingere di essere volti nuovi.

Ai “volti nuovi” Fico ha insegnato l’abc della politica

«A questi cosiddetti “volti nuovi” in politica ho insegnato l’abc della politica 20 anni fa. Mi hanno stretto forte la mano, proprio come quando un bambino va a scuola per la prima volta e fa i primi timidi passi. Discutiamo insieme da anni della moderna socialdemocrazia. L’ho fatto con piacere, perché volevo educare una nuova generazione di socialisti che realizzerà i valori della socialdemocrazia in politica, e non ne parlerà soltanto. Li ho sempre sostenuti, dando loro gradualmente spazio, funzioni e responsabilità. Nel momento in cui il partito li ha portati ai massimi livelli di governo, non li ho mai abbandonati, anche se le loro decisioni non erano sempre in linea con i valori della socialdemocrazia», ha scritto Robert Fico con amarezza, aggiungendo poi varie contumelie.

«Vedo le loro parole sui valori socialdemocratici solo come una maschera che si mettono per coprire i loro obiettivi egoistici e confondere i nostri elettori», «Il tempo mostrerà chi è sincero e serio riguardo ai valori socialdemocratici», chi li metterà in pratica e li declamerà soltanto. «Come presidente di Smer-SD posso dire con orgoglio che da quando sono in politica sono sempre stato un uomo di sinistra convinto», e non mi lascerò incantare da “fiocchi di neve liberali” e dal neoliberismo, ha concluso Fico il suo intervento.

Fico oggi davanti alle telecamere

Dicevamo che oggi Fico ci ha messo anche la faccia, ed è tornato sulla questione con una conferenza stampa in mattinata. Ha annunciato che la prossima settimana si riuniranno gli organi interni di Smer-SD per decidere in merito al futuro del partito, dicendo che ci sono già buoni candidati per rimpiazzare i membri della direzione che se ne sono andati, e ha ripetuto la sua disponibilità a cambiare la sua posizione, senza ammettere tuttavia, a domanda specifica, di potersi dimettere da presidente. Insomma, quello che si potrebbe chiamare “fare un passo di lato”.

P. Pellegrini pár mesiacov po voľbách ukázal, ako urobiť zo zodpovednej zmeny zodpovednú zradu.

P. Pellegrini pár mesiacov po voľbách ukázal, ako urobiť zo zodpovednej zmeny zodpovednú zradu.

Uverejnil používateľ Robert Fico Piatok 19. júna 2020

Voglio guidare un partito “di volti giovani”, ha detto Fico, aprendo la direzione di Smer ai trentenni. Ha poi annunciato la creazione di un gabinetto ombra. Il mio compito sarà fare quello che volevo fare qualche settimana fa, ma che è stato respinto [dai dissidenti, ndr], ha detto Fico ricordando che era pronto a lasciare la leadership del partito. «Smer-SD è ancora un partito forte», che continuerà ad operare, ha aggiunto. Non ha commentato il fatto che, con undici deputati in meno Fico potrà contare solo sui restanti 27. Insomma, potrà controllare il 18% dei voti in aula, e non più il 25%.

Fico ha definito la fuga dei suoi parlamentari un tradimento; di molti di loro non aveva la più pallida idea delle loro intenzioni di andarsene. Undici persone stanno lasciando Smer-SD, e sono ancora membri di Smer-SD. Così Fico: «Ho ricevuto formalmente le dimissioni da vicepresidenti del partito solo di due membri» – Peter Žiga e Richard Raši – ma chiederò a chi non lo farà da solo di «dimettersi dalle funzioni ricoperte da Smer-SD in Parlamento», ha affermato. In ballo ci sono quattro delle cinque cariche che Smer-SD ha ricevuto in Parlamento come primo partito dell’opposizione: Peter Pellegrini è vicepresidente del Parlamento, Richard Raši è capo della commissione parlamentare per i conflitti di interesse, Peter Žiga di quella di sorveglianza per le decisioni dell’Ufficio della sicurezza nazionale (NBÚ), mentre Erik Tomáš guida la commissione per la sorveglianza dei Servizi di intelligence (SIS). Sulla questione ha risposto a stretto giro la portavoce di Pellegrini, dicendo che i membri uscenti si sono dimessi dalle funzioni nel partito e lo faranno anche come membri. Quanto alle funzioni assunte in Parlamento sono «pronti a rispondere adeguatamente alle mutevoli condizioni politiche in futuro».

Fico ha sottolineato che la campagna elettorale per il voto del 29 febbraio era stata costruita su Peter Pellegrini (che era il numero 1 della lista e il volto della campagna), ma ha rivendicato come opera sua l’approvazione all’ultimo minuto (appena tre giorni prima del voto) della 13esima pensione. In caso contrario, ha detto, il consenso di Smer-SD sarebbe crollato al 12-13%, mentre ha preso il 18,29% riuscendo a limitare la perdita di voti.

Gorgoglii dentro Smer  

Ma all’interno del partito le fughe potrebbero non essere finite. Pellegrini si aspetta che altri parlamentari lo seguano, ma altri stanno mugugnando. Mentre molti hanno deciso di stare zitti e aspettare gli sviluppi, l’europarlamentare di Smer Monika Beňová non ha esitato a mostrare il suo disappunto: «Il post del presidente del partito e del gruppo parlamentare che è stato pubblicato sei ore (!!!) dopo che un terzo dei deputati ha lasciato il gruppo è stato indecente e poco professionale». Questa la sua reazione mentre rimprovera Fico per non essere andato di fronte ai media e spiegare agli elettori «cosa sta succedendo e, in particolare, cosa accadrà dopo» nel partito. Beňová è stata ancora più dura in un post sui social network, in cui accusa il suo leader di paranoia. «Ovunque vede solo traditori e nemici e si siede da solo, nascosto da qualche parte, invece di affrontare la situazione e offrire una soluzione». Lei considera politicamente e umanamente inaccettabile che «il presidente non si senta minimamente responsabile di questa situazione e non riesca a stare solidamente di fronte a noi e ai nostri elettori per pronunciare almeno alcune frasi coerenti». Beňová ha chiesto pubblicamente ai membri della presidenza e ai presidenti regionali di Smer di convocare un congresso al più presto, ricordando che ora Smer ha solo due vicepresidenti su cinque, un presidente assente e un consiglio di presidenza non si è incontrato per tre mesi.

Da tempo ci sono voci di dissenso all’interno di Smer, in particolare dalla primavera del 2018, quanto l’omicidio del giornalista Ján Kuciak ha cambiato la percezione della società slovacca da parte di una grande fetta della popolazione, e dopo le due batoste subite dal partito nel 2019 – le presidenziali e le europee. Le richieste di una ampia discussione per disegnare il futuro, e di cambiamento anche provenienti dalla base nel territorio, non sono state ascoltate, e Pellegrini, che gode di una popolarità trasversale, ha preso sempre più piede anche tra le fila dei funzionari e degli elettori di Smer. Del resto, Fico è cambiato negli ultimi anni, segnato da diverse sconfitte: la sfida persa per la presidenza della Repubblica con Andrej Kiska nel 2006, una sconfitta che sicuramente ancora gli brucia, le dimissioni forzate da primo ministro dopo la tragedia di Kuciak e la sua fidanzata, e la successiva mancata elezione alla presidenza della Corte costituzionale, che gli avrebbe concesso dodici anni di impunità. Dall’interno del partito già anni fa si diceva che Fico era stanco, non tanto del potere, ma di quello che comportava in termini di favori pretesi da chi ne aveva favorito l’ascesa. Dopo aver lasciato la poltrona da premier era stato spesso visto alticcio, a volte decisamente ubriaco, sempre protetto dalla sua scorta. Un episodio recente, della settimana scorsa, lo ha visto fare un gesto eloquente dalla sua poltrona in Parlamento quando un parlamentare di OĽaNO criticava appunto il suo stato alcolico in aula. Un altro video, del 2018, mostra i presunti effetti dell’alcool durante una conferenza stampa.

Del resto, è stata sicuramente enorme la pressione cui è stato sottoposto per tanti anni – è stato primo ministro per due mandati e mezzo, cioè dieci anni, il periodo più lungo di un premier nella giovane Repubblica Slovacca. E ha tenuto ritmi altissimi, per cui la sua salute ne ha certamente risentito. Nel 2016, subito dopo le elezioni parlamentari, fu ricoverato e operato a seguito di un presunto attacco cardiaco. Gli sarebbe stato fatto un bypass coronarico. Nell’estate 2018, a seguito della debacle alle elezioni europee, sarebbe stato in cura in un centro di eccellenza in Israele per le stesse ragioni. Infine, a fine 2019, mentre si svolgeva il congresso dei 20 anni di Smer-SD, tornava in ospedale per un controllo dopo essere apparso davanti ai giornalisti pallido in volto. Allora dovette rinunciare a tenere il discorso del ventennio, e fu rimpiazzato da Pellegrini.

(La Redazione)

Foto FB/robertficosk

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