Turismo, lo Stato finanzierà i buoni vacanza al posto delle imprese in difficoltà

I voucher per le vacanze fortemente voluti da Andrej Danko (SNS) nella scorsa legislatura rimarranno anche per il futuro. I buoni che i datori di lavoro sono obbligati a fornire ai propri lavoratori (solo per le aziende con oltre 50 dipendenti malgrado il tentativo di Danko di ampliare la platea) possono valere fino a 500 euro all’anno, di cui il 55% (massimo 275 euro) è a carico dall’azienda e il resto (225 euro) deve essere versato dal lavoratore.

Il ministero dei Trasporti, che ha competenza sul settore del turismo, sta finalizzando un emendamento per adattare questo incentivo al turismo interno all’attuale stagione della pandemia Covid, per favorire il turismo nazionale e aiutare i lavoratori a godersi una vacanza in Slovacchia. La novità principale dell’emendamento è che si pensa di sollevare le imprese dall’obbligo, che oggi per tante aziende è divenuto troppo oneroso, e il contributo pari al 55% dei buoni verrebbe sostenuto dallo Stato. Si tratterebbe di una soluzione temporanea per il coronavirus, che arriverà tra pochi giorni sul tavolo del consiglio dei ministri. Potrebbero essere 450.000 gli slovacchi che utilizzerebbero il voucher per le vacanze quest’anno: questo significherebbe, dice il ministero, salvare dai 20 ai 30.000 posti di lavoro nel settore del turismo. Attualmente, solo i dipendenti che hanno lavorato per un datore di lavoro per almeno due anni possono beneficiare di questa indennità, ma il ministero vuole cambiare la regola. Per la redazione finale del disegno di legge si sta aspettando la verifica dei ricalcoli dall’Istituto di politica finanziaria (IFP) presso il ministero delle Finanze.

Il presidente del Parlamento Boris Kollár, leader del partito Sme Rodina che gestisce il ministero, ha chiesto e raccomandato agli slovacchi di trascorrere le vacanze estive in Slovacchia o al massimo nella vicina Repubblica Ceca. Così aiuteranno il turismo nazionale che è uno dei settori più colpiti dalle conseguenze della pandemia. Dobbiamo aiutare questo settore, perché «probabilmente non sopravviverà senza l’aiuto dello Stato», ha detto, annunciando soluzioni portate al consiglio della coalizione, tra cui appunto il fatto che lo Stato si accollerebbe la parte di costo dei buoni turistici che competerebbe le imprese.

Secondo l’Unione del turismo della Repubblica Slovacca (ZCR) si tratta di una soluzione importante che potrebbe salvare aziende in ginocchio e mettere una toppa a una stagione partita azzoppata. Già tra marzo le imprese del settore hanno perso almeno 100 milioni di euro e per l’interno 2020 si stima un ammanco anche fino a un miliardo. I buoni, tuttavia, non solo una panacea, e molti hotel in zone turistiche probabilmente non apriranno questa estate. Ancora adesso un terzo delle strutture sono chiuse, e un po’ tutti gli operatori chiuderanno presumibilmente in rosso quest’anno. ZCR lamenta che il settore del turismo è competenza di diversi ministeri, come i trasporti, l’economia, il lavoro e le finanze; ci sarebbe forse bisogno di un organo di coordinamento tra questi ministeri, che potrebbe essere un consiglio di governo. Nella scorsa legislatura il Partito nazionale slovacco al governo aveva promesso un ministero tutto suo per il settore del turismo, una idea non troppo condivisa ma che poi è andata morendo quando il partito non è nemmeno riuscito ad entrare in Parlamento lo scorso febbraio.

Sempre per favorire il turismo si sta pensando a un ulteriore taglio dell’IVA. Nel 2018 il Parlamento ha approvato il dimezzamento dell’IVA (in vigore da gennaio 2019) per i servizi di alloggio, riducendo l’aliquota dal 20 al 10%. Ora si pensa di fare lo stesso per i ristoranti. Intanto, in attesa del riavvio dell’Agenzia per il turismo slovacca (ex Sacr), e di sapere come usare i fondi europei per scopi turistici, il ministero ha stanziato 300 mila euro per la campagna promozionale “Vacanze in Slovacchia, è davvero una buona idea” (Dovolenka na Slovensku je naozaj dobrý nápad).

Di ieri (pubblicata da noi oggi) è la notizia di un crollo di quasi il 100% nel mese di aprile di turisti e visitatori negli hotel e altre stutture ricettive in Slovacchia, e anche a maggio ci si aspettano numeri estremamente negativi.

Il vicepresidente del parlamento Milan Laurenčík (SaS) ha annunciato la settimana scorsa di voler spingere, con i ministeri competenti, per lavorare a disegni di legge che possano aiutare il turismo a rimettersi in piedi. Dopo un primo incontro con i rappresentanti delle associazioni turistiche in Slovacchia, Laurenčík ha detto che durante l’estate visiterù gradualmente tutte le regioni con l’obiettivo di promuovere regioni e luoghi in cui i cittadini slovacchi possano trascorrere le vacanze di quest’anno. dopo l’estate

(La Redazione)

Foto vendin cc by
Alti Tatra, lago di Štrbské Pleso

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