Scissione per Smer-SD: Peter Pellegrini presenta il suo partito di 11 deputati

Peter Pellegrini fa un altro passo e presenta la sua “sporca dozzina” (o meglio “sporca undicina” visto che sono in 11), con la quale non nasconde l’ambizione di sbancare la scena social-democratica della Slovacchia. Nel famoso film di Robert Aldrich si trattava di dodici ex galeotti arruolati prima del D-day per una operazione speciale in Francia contro i nazisti. Qui, più semplicemente, sono undici ribelli, eletti appena tre mesi fa nelle fila del partito Smer-SD, che oggi vanno per un’altra strada. Pellegrini li ha definiti amichevolmente “Gli undici di Pelle” (Pelleho jedenástka), riferendosi a una squadra di calcio. Un manipolo di dissidenti tuttavia abbastanza consistente per permettere loro in un vicino futuro di costituire un nuovo gruppo parlamentare (una mossa tuttavia che richiede l’approvazione dell’aula) e avere quindi una rappresentanza di tutto rispetto. E non invece finire a ingrossare il drappello senza arte né parte dei deputati indipendenti (corrispondente in Italia: gruppo misto).

Tlačová konferencia o budúcnosti sociálnej demokracie.#peterpellegrini #zodpovednazmena #socialnademokracia

Uverejnil používateľ Peter Pellegrini Streda 17. júna 2020

Tra i fuggitivi di Smer-SD che seguono Pellegrini nella nuova avventura ci sono i già noti Peter Žiga, Richard Raši e Denisa Saková, già ministri (Economia, Informatizzazione e Interni) nella scorsa legislatura e il cui orientamento era noto da quando si erano presentati insieme a Pellegrini per chiedere a Fico un passo indietro per salvare il partito dal declino. Ma ci sono diversi altri nomi noti: l’ex ministra della Cultura Ľubica Laššáková, i parlaentari Matúš Šutaj Eštok, Peter Kmec, Róbert Puci, Ján Ferenčák e Ján Blcháč. Una certa sopresa, almeno per chi scrive, è trovare nel gruppo il nome di Erik Tomáš, già portavoce di Smer e ritenuto (almeno fino ad oggi) uno dei più stretti collaboratori di Fico.

La costituzione di un nuovo raggruppamento è stata annunciata questa mattina in una conferenza stampa collettiva. Pellegrini si è detto convinto che il loro numero crescerà e che riusciranno a organizzare un nuovo partito entro settembre. «Vogliamo essere la voce della socialdemocrazia in Slovacchia», ha dichiarato il nuovo leader, spiegando che il partito avrà tra le sue priorità la protezione dei gruppi sociali più vulnerabili, trasmettere una forte eredità umanitaria e onorare la tradizione antifascista. Non vuole tuttavia essere un avversario del partito Smer o del suo leader Robert Fico. «Il nostro avversario è la coalizione di governo con tutti i suoi passi falsi, il dilettantismo e l’incapacità [dimostrati] di gestire il paese in questi tempi difficili. Sono i nostri principali nemici», ha affermato l’ex premier, che non ha voluto dire con quali altri partiti potrebbe cooperare o potenzialmente governare. Speculazioni premature, «Il partito non è nemmeno stato istituito».

Uno dei membri della nuova formazione, il sindaco di Kežmarok Ján Ferenčák neo eletto al Consiglio Nazionale, «C’è bisogno di socialdemocrazia. Le persone hanno bisogno di certezze e hanno bisogno di un partito che sarà la loro voce a Bratislava [ovvero: in Parlamento, ndr]. Le persone vogliono un partito che li ascolti e trasmetta i loro bisogni in modo da avere una Slovacchia più bella».

Pellegrini pensa che il suo partito dovrebbe convogliare nella politica slovacca una miscela di professionalità, esperienza, impegno ed energia, e ha detto che la procedura per la registrazione del loro nuovo soggetto politico inizierà presto. Per presentare la richiesta al ministero degli Interni per costituire un partito è necessario raccogliere 30.000 firme di comuni cittadini.

Pellegrini intende rispettare al massimo le regole di trasparenza del suo finanziamento, «senza subdoli oligarchi dietro le quinte», un chiaro riferimento all’opacità del finanziamento del partito Smer-SD. Pellegrini ha sottolineato che non vuole che il partito sia collegato a nessun sospetto di aver a che fare con “gli oligarchi” perché ciò danneggerebbe l’idea di un partito socialdemocratico. Avrà un conto bancario trasparente (conti i cui movimenti sono pubblicati online, come questo di Smer-SD) e si potrà vedere da dove arriva e come si spende «ogni singolo euro». All’inizio, tuttavia, saranno i membri a finanziare il partito da soli.

L’ex premier ha dichiarato che la porta del suo partito rimane aperta a coloro che sono interessati ad aderire. L’importante è che tutti i nuovi colleghi dovrebbero unirsi al partito in buona fede. Alla domanda di un giornalista sull’intenzione di creare un proprio gruppo parlamentare, Pellegrini ha detto che se ne parlerà una volta che il partito sarà istituito. Lo stesso avverrà per la carica di vice presidente del Parlamento, cui Pellegrini era stato nominato come membro di Smer e che per il momento nessuno del suo vecchio partito ha ancora rivendicato. Non sarà questa l’unica nomina che probabilmente dovrà essere ceduta al primo partito dell’opposizione, ovvero Smer: sono almeno tre le cariche occupate in Parlamento dai nuovi membri del partito di Pellegrini. Raši è presidente della commissione parlamentare per i conflitti di interesse, Peter Žiga di quella di sorveglianza per le decisioni dell’Ufficio della sicurezza nazionale (NBÚ), mentre Tomáš è a capo di una commissione altrettanto cruciale, quella per la sorveglianza dei Servizi di intelligence (SIS). Gli uomini del nuovo partito, insomma, occupano quattro delle cinque poltrone assegnate a Smer in Parlamento dopo le elezioni. L’unica che rimane a un uomo fedele a Fico è quella degli Affari esteri, affidata all’ex governatore della Regione di Žilina Juraj Blanár.

I malumori di Pellegrini e di altri membri influenti all’interno di Smer si facevano sentire da tempo. Le due batoste ricevute l’anno scorso dal partito – prima la sconfitta a marzo del proprio candidato alla presidenza della Repubblica Maroš Šefčovič, che fu surclassato da Zuzana Čaputová e poi la botta alle elezioni europee del maggio 2019 – avevano provocato proteste di alcuni che avevano commentato con acidità il “non c’è problema” ostentato dal leader Fico. Quel nervosismo da allora è aumentato, anche a livello di strutture regionali del partito, alcune delle quali hanno apertamente contestato Fico. Anche per mettere a tacere questi malumori, Fico aveva messo Pellegrini alla testa della lista elettorale di Smer, pendando di cavarsela. Non è andata così, e il risultato elettorale di febbraio ha prodotto nuovi scontenti, fino alla scissione di oggi.

Držím palce Petrovi Pellegrinimu v jeho ďalšej politickej ceste. Mrzí ma, že ponuku stať sa predsedom strany SMER – SD…

Uverejnil používateľ Robert Fico Streda 10. júna 2020

Quando Pellegrini ha spiegato l’uscita da Smer-SD la scorsa settimana, annunciando la creazione di un suo partito, il leader Smer Robert Fico aveva commentato così la questione sul suo profilo Facebook: «Faccio gli auguri a Peter Pellegrini per la sua prossima avventura politico. Mi dispiace che non abbia accettato l’offerta per diventare presidente del partito Smer-SD. Mi rammarico sinceramente che, dopo 20 anni nel partito Smer-SD, abbia respinto questa offerta, soprattutto dopo che il partito Smer-SD lo ha nominato per il posto di segretario di Stato, ministro, presidente del Parlamento, vice primo ministro e infine primo ministro. Smer-SD continua sulla sua strada di sinistra e continuerà a proteggere con forza lo stato sociale. Questo non cambierà nemmeno dopo la partenza di Peter Pellegrini». Oggi invece, almeno per il momento, non è arrivato nessun commento. Ma poco dopo la conferenza stampa che ha decretato la scissione del suo partito, Fico ha cambiato la immagine di copertina su Facebook. Chissà che vuol dire…

Secondo alcuni osservatori politici il nuovo partito fondato da Pellegrini ha un forte potenziale per strappare voti da Smer-SD e potrebbe raggiungere fino al 20% alle prossime elezioni. Secondo recenti sondaggi, Pellegrini è considerato il secondo politico slovacco più affidabile, grazie alla popolarità guadagnata durante il suo mandato come primo ministro e alla capacità di catturare l’attenzione dei media.

(La Redazione)

Foto FB/Pellegrini

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