Primo ministro: la sicurezza in Slovacchia è sotto controllo, la rete Govnet funziona normalmente

In una odierna conferenza stampa, che si è svolta al termine di una riunione del consiglio di sicurezza, il primo ministro Igor Matovič ha dichiarato che dopo l’intervento della NAKA, la polizia criminale, presso l’agenzia governativa che si occupa dei servizi elettronici e di rete si è ripreso pieno controllo della sicurezza e la rete informatica governativa Govnet opera in modalità normale. Matovič, che aveva anticipato l’intenzione di rifare da zero tutta la rete dei sistemi governativi, ha detto che in passato sono state nominate a posizioni di vertice negli enti che si occupano della sicurezza dello Stato persone senza nulla osta di sicurezza. Un riferimento a nomine fatte nel mandato del premier Robert Fico. Se si fossero fatti i normali controlli, non sarebbero stati nominati per i loro contatti «con i mafiosi», pensa Matovič.

Il consiglio di sicurezza ha discusso della situazione generale della sicurezza in Slovacchia, la situazione al ministero della Difesa e la sicurezza informatica. Su quest’ultima, i membri del consiglio hanno dibattuto dell’Agenzia nazionale per i servizi elettronici e di rete (NASES), dove nel corso di una irruzione l’Agenzia anticrimine NAKA ha arrestato alcune persone per il sospetto di reato di intercettazione delle comunicazioni della rete governativa e sequestrato dispositivi che avrebbero consentito le intercettazioni. Alla fine, tuttavia, le quattro persone fermate sono state rilasciate e non sono state formulate accuse a carico di persone.

Domenica, ospite del programma Na telo di TV Markíza, il primo ministro aveva ammesso che se venisse confermato che i telefoni di tutta l’amministrazione statale slovacca sono stati intercettati, sarebbe un vero disastro. «È un dato di fatto che lì sono stati installati dei dispositivi. Sono stati installati dove non avrebbero dovuto essere, e i dispositivi potevano permettere di monitorare qualsiasi comunicazione», ha detto. «Dobbiamo aspettare che le autorità incaricate indagino e quindi saremo in grado, sia il direttore del SIS [Servizio di intelligence slovacco] che io, di dire cosa è successo».

(Red)

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