Za ľudí decide il leader tra luglio e agosto. Remišová pronta

Il destino del partito fondato dall’ex presidente Kiska, orfano del suo capo, sarà deciso da un congresso che si terrà alla fine di luglio o all’inizio di agosto. Andrej Kiska manca dalla discussione pubblica da diversi mesi, e si è praticamente ritirato a vita privata per ragioni di salute, almeno ufficialmente, poco prima che il partito Za ľudí (Per la gente) entrasse in Parlamento e poi al governo. A fare le sue veci nelle discussioni per la creazione del governo è stata la vice presidente Veronika Remišová, oggi vicepremier per Investimenti e Digitalizzazione, che potrebbe prendere le redini definitivamente della formazione politica.

A sostenere con convinzione questa proposta è la ministra della Giustizia Mária Kolíková, l’unico altro membro del governo del partito Za ľudí. Kolíková ha dichiarato a Tasr di vedere bene la sua collega nelle vesti di leader: è pronta e ha tutto ciò che serve per farsi carico del partito, ha detto, notando di quanto duro lavoro si è fatta carico Remišová quando Kiska si è fatto da parte. «Secondo me lo sta facendo in modo molto responsabile e scrupoloso», ha dichiarato.

Ma la discussione interna a Za ľudí potrebbe non avere una rispostsa così a senso unico. Un altro membro del partito avrebbe chance di emergere per dirigerlo. Si tratta di Juraj Šeliga, 29 anni, vice presidente del Parlamento e già tra gli organizzatori delle proteste Per una Slovacchia decente che hanno portato in piazza decine di migliaia di persone dopo l’assassinio di Ján Kuciak nella primavera 2018.

Kiska, che tuttavia non ha ancora fatto sapere se si dimetterà da presidente, era scomparso a metà marzo, mentre le discussioni per la formazione di un governo erano nel momento più caldo. La sua uscita di scena, accompagnata dalle dimissioni da deputato, avevano sorpreso molti. Remišová lo aveva sostituito in tutto e per tutto, pur senza avere la formale approvazione politica del partito. Kiska si era rifatto vivo solo a fine aprile, con un post su Facebook in cui non dava dettagli sul suo futuro politico. Sulla testa dell’ex presidente della Repubblica pendono ancora sospetti di reati su cui gli investigatori stanno lavorando, tra cui le indagini sul finanziamento della sua campagna elettorale per le elezioni presidenziali. Durante la campagna elettorale erano usciti alcuni video molto controversi in cui Kiska appariva a conoscenza di una frode di cui era stato protagonista. Dopo quattro anni da presidente, Kiska aveva deciso di fondare un partito, e lo ha fatto il giorno dopo avere ceduto il posto a Zuzana Čaputová, nel giugno 2019.

(La Redazione)

Foto NRSR

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