Pellegrini lascerà Smer e fonderà un proprio partito politico

Alla fine la corda, tirata troppo da entrambi i lati, si è rotta. L’ex premier Peter Pellegrini ha annunciato che non può coabitare con Robert Fico e ha rifiutato la sua offerta di leader di Smer-SD. Fico gli ha fatto sapere di essere disposto a dimettersi e prendersi carico della Fondazione Alexander Dubček. Ma le modalità dell’offerta, che sarebbe stata fatta in forme private, non sono note, e Pellegrini non ha voluto commentarle. Pellegrini ha detto che abbandonerà il partito e fonderà una sua formazione politica. Lo ha fatto a Banská Bystrica, dove ha iniziato la sua carriera politica e dove di recente la struttura regionale di Smer si è schierata a suo favore.

Per il momento non ha specificato chi lo seguirà nella nuova avventura, che secondo un sondaggio potrebbe interressare fino al 20% degli elettori. Non è difficile pensare che con lui andranno anche almeno i tre alti funzionari socialdemocratici Denisa Saková, Richard Raši e Peter Žiga, tutti ex ministri e gli ultimi due vicepresidenti di Smer. Questi tre avevano accompagnato l’ex premier nella conferenza stampa di alcuni giorni fa in cui Pellegrini chiedeva a Fico un passo indietro per salvare il partito. Ma secondo fonti giornalistiche 10 dei 37 parlamentari che oggi militano nel gruppo socialdemocratico sono pronti a condividere un nuovo progetto.

«Voglio evitare conflitti all’interno del partito. Lascio il marchio Smer-SD al suo papà, il suo fondatore, e mi dimetto da vicepresidente. Non vedo il mio futuro politico come rappresentante di Smer-SD», ha detto Pellegrini. «I nostri sono due mondi che non possono comunicare: il mondo del passato e il mondo del futuro», che già prima delle elezioni di febbraio stavano sempre più divergendo. Quanto prima ha intenzione di iniziare a raccogliere le 10 mila firme necessarie per chiedere la registrazione di un nuovo ente politico.

Il fondatore e leader Smer, Robert Fico, finora è sfuggito alla stampa che gli chiedeva un commento approfondito sulla situazione, svicolando tra i corridoi del Parlamento. Ha solo detto che gli dispiace che «dopo 20 anni nel partito Smer-SD abbia respinto questa [la sua] offerta, soprattutto dopo che il partito lo ha nominato per il posto di segretario di Stato, ministro, presidente del Parlamento, vice primo ministro e infine primo ministro». In ogni caso, «Smer continua sulla sua strada di sinistra e continuerà a proteggere con forza lo stato sociale», ha aggiunto Fico. Non è chiaro al momento se Smer reclamerà per un suo candidato la poltrona di vice presidente del Parlamento oggi occupata da Pellegrini.

(Red)

Foto FB/pellegrini.peter

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