Brexit: ennesimo stallo, ritorna lo spettro del “no deal”

“Ennesimo stallo nella Brexit. Mentre i riflettori del mondo intero sono puntati sulla pandemia di coronavirus e più recentemente sull’omicidio di George Floyd, continuano i negoziati tra Regno Unito ed Unione Europea per un accordo commerciale. L’uscita ufficiale è di fatto avvenuta il 31 gennaio scorso, con il Regno Unito fuori dall’Unione europea. Ma ora il paese si trova in un periodo di transizione (dove l’UK è ancora parte del mercato unico e dell’unione doganale) che terminerà il 31 dicembre, e tra le due parti resta ancora da decidere il futuro dei rapporti politico-commerciali. Le trattative riprese a fine aprile in via telematica, dopo un periodo di pausa dovuto allo scoppio dell’epidemia di Covid-19, sono ad un punto morto”. Ne scrive Mariaelena Agostini su “LondraItalia.com”, quotidiano online diretto da Francesco Ragni.

“Ad esprimere preoccupazione generale, al termine della quarta settimana di colloqui conclusasi venerdì, il capo negoziatore per l’Ue Michel Barnier: “Non c’è stato alcun progresso” ha ribadito in conferenza stampa. Solo una settimana fa aveva dichiarato: “Ci stiamo preparando ad ogni ipotesi, anche a quella di un No Deal.” L’amministratore francese ha poi aggiunto che le trattative continueranno fino a che non si raggiungerà un accordo valido per entrambi.

Tra i punti di disaccordo più critici, tempi e modalità dei rapporti tra i due enti a partire da gennaio 2021, quando sarà di fatto scaduto il periodo di transizione e per il Regno Unito inizierà ufficialmente il periodo al di fuori del mercato unico.

Particolarmente difficile, dichiarano fonti da entrambe le parti, stabilire quali modalità e regolamenti – principalmente in materia di aiuti di stato, rispetto dell’ambiente, pesca e diritti dei lavoratori – dovrà seguire il Regno Unito per continuare ad accedere al mercato unico europeo.

Il capo negoziatore britannico David Frost ha accusato l’Unione Europea di voler “vincolare il Regno Unito a standard e leggi europee” mentre Bruxelles è ben poco intenzionata a permettere troppe concessioni allo UK.

Il tempo a disposizione per evitare il tanto temuto No Deal continua a scorrere inesorabile e si fa sempre più limitato con più vivo che mai la possibilità di un distacco senza alcun accordo commerciale tra le due parti, ritenuto particolarmente dannosa per l’economia britannica.

Il sindaco di Londra Sadiq Khan e il leader dell’opposizione Keir Starmer hanno già esortato il premier Boris Johnson a “mettere da parte l’ideologia politica” e cercare una soluzione per evitare di arrecare ulteriori danni all’economia, già pesantemente colpita dell’epidemia di coronavirus che nel Regno Unito ha portato a più di 40.000 vittime solo in ambito ospedaliero.

Il paese ha infatti tempo fino alla fine di giugno per chiedere una proroga del periodo di transizione che, come anticipato, dovrebbe concludersi il 31 dicembre 2020. Ma il premier britannico Boris Johnson è deciso a portare a compimento i negoziati per la Brexit entro le scadenze previste, deal o no deal, e per ora continua ad escludere ogni ipotesi di un prolungamento delle trattative”.

(aise)

Illustraz. Christoph Scholz cc by sa

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