Čaputová: “la crisi pandemica ci ha raccontato molto di noi e del nostro Paese”

Nel discorso sullo stato della repubblica pronunciato in Parlamento lo scorso 5 giugno, la presidente Zuzana Čaputová ha voluto affrontare una serie di questioni cruciali per il Paese.
A cominciare dall’impatto della pandemia di coronavirus, lo stato di diritto, la solidarietà e lo sviluppo delle infrastrutture digitali per la modernizzazione del Paese.

In particolare, la presidente ha sottolineato la necessità di allontanarsi dall’ormai obsoleto modello economico slovacco basato sulla bassa retribuzione della manodopera come magnete in grado di attrarre investimenti esteri diretti.

La Slovacchia come luogo “di assemblaggio per le case automobilistiche internazionali” è un’immagine che ormai deve appartenere al passato. È stato un “periodo di transizione” che ha avuto indubbiamente i suoi lati positivi, ha detto Čaputová, ma che ora è necessario superare per sostenere l’ambiente imprenditoriale nazionale e l’innovazione.

“Ci è voluta la crisi per mostrarci chiaramente la nostra vulnerabilità”, ha sottolineato la presidente, ricordando i moniti continuamente rivolti alla Slovacchia dalla Commissione europea e da illustri economisti. La fragilità dell’economia slovacca è sempre stata individuata nell’eccessiva dipendenza dall’industria automobilistica. E ora molte aziende del settore, compreso l’indotto, stanno attraversando una grave crisi, con pesanti ripercussioni sull’occupazione.

Il rapporto economico della Commissione europea (CE) sulla Slovacchia, pubblicato pochi giorni prima della pandemia, ha evidenziato che l’economia slovacca non è più in grado di crescere senza una riforma radicale che coinvolga vari settori, dalla pubblica amministrazione all’istruzione, fino alla scienza, la ricerca, l’innovazione e la digitalizzazione. La Slovacchia, continua il rapporto, non ha saputo approfittare del periodo di crescita economica e ora appare in ritardo in aree cruciali per garantire la prosperità futura. Un ritardo che stride con altri risultati piu lusinghieri per il Paese, quali la progressiva crescita economica, la riduzione del tasso di disoccupazione e un’inflazione modesta.

La Slovacchia continua la sua corsa affannosa per raggiungere la media UE, ma il suo reddito nazionale lordo è ancora inferiore di un 25% e la produttività è entrata in una fase di stagnazione, dopo i buoni risultati ottenuti nel quinquennio 2003-2008.

La pandemia può essere vista come un test o uno spartiacque tra due opposte concezioni della vita economica e sociale e creare le condizioni per un Paese più moderno e solidale.
La solidarietà: un tema caro alla presidente, che ha elogiato l’impegno esemplare dimostrato da singoli cittadini, imprenditori e organizzazioni non governative per fornire un aiuto rapido e altruistico durante la situazione di emergenza. “Quando abbiamo un obiettivo comune e lavoriamo insieme, possiamo fare grandi cose a livello globale”, ha detto la presidente.

Aiutare gli anziani nelle case di cura, le persone che vivono senza acqua potabile e servizi igienico-sanitari, i senzatetto e le persone non autosufficienti non è solo un gesto di altruismo, ma un aiuto concreto allo sviluppo della nostra società, una società veramente “civile”.

“La crisi ci ha insegnato a pensare all’importanza vitale dell’assistenza sanitaria”, ha detto la presidente, ricordando che questo settore – afflitto da carenza di attrezzature tecniche e mancanza di personale – dovrà essere una delle priorità dello Stato e del suo bilancio.

“La crisi ci ha anche mostrato che la pubblica amministrazione non è preparata a far fronte alle richieste di questa nuova situazione in breve tempo”, ha detto la presidente, per la quale la necessità di costruire un sistema amministrativo efficiente e in grado di sostenere datori di lavoro e lavoratori è uno degli insegnamenti di cui far tesoro, una volta cessata l’emergenza. In particolare, Čaputová ha ricordato che la crisi economica è accompagnata da una diffusa crisi sociale. Per questo gli aiuti economici devono andare a coloro per i quali le conseguenze della crisi non significano solo perdita di fette di mercato e calo delle vendite, ma privazione dei mezzi di sussistenza e di uno status dignitoso.

La presidente, europeista convinta, non poteva non commentare il ruolo dell’Unione europea durante la crisi pandemica, riconoscendo che Bruxelles non ha aiutato abbastanza gli Stati membri nella fase iniziale dell’epidemia. Ma “oggi l’Unione Europea sta presentando un’iniziativa che può anche avere un significato storico per noi”, ha detto Čaputová, perché il Fondo per le generazioni future (Next Generation EU) prevede lo stanziamento di ulteriori risorse per la Slovacchia. Tali risorse potranno essere concesse più rapidamente e con meno ostacoli burocratici rispetto al passato, ma dovranno essere investite con rapidità e sensatezza per avviare le necessarie riforme e promuovere gli investimenti.

Čaputová ha rivolto parole di elogio al governo uscente di Peter Pellegrini e al nuovo Esecutivo di Igor Matovič. “Hanno preso le decisioni giuste al momento giusto”, riuscendo a contenere il numero di contagiati e di vittime del coronavirus meglio di quanto abbiano fatto i Paesi vicini. La disciplina degli Slovacchi è stata la risposta collettiva ad una situazione di grande incertezza. “La pandemia ha messo alla prova non solo la capacità dello Stato di reagire rapidamente e con decisione, ma anche la volontà del nostro popolo di rispettare le restrizioni adottate.”

Čaputová ha avuto parole di apprezzamento in particolare per il lavoro degli scienziati. “Possiamo vederlo nel modo in cui hanno sviluppato un test per rilevare il Covid-19 in poche settimane. Questa è un’ulteriore prova del fatto che abbiamo il potenziale per essere più che semplici destinatari di tecnologie avanzate dall’estero. Noi stessi possiamo offrire tecnologie all’avanguardia al mondo”, ha detto la presidente.

Ma la Slovacchia non può presentarsi come un Paese autenticamente moderno e democratico senza una profonda opera di “purificazione” della magistratura. Per Čaputová è inammissibile che alcuni giudici risultino coinvolti in casi di corruzione “perché è compito dei giudici assicurare giustizia e non abusare della loro funzione per il proprio arricchimento personale.” Non si tratta solo di una questione morale, ma della possibilità di dimostrare che la Slovacchia ha saputo avviare una profonda trasformazione liberandosi dei retaggi dell’epoca comunista e tutelando lo stato di diritto.

La presidente ha assicurato di essere pronta ad affrontare il suo ruolo nel processo legislativo “nel modo più responsabile e costruttivo possibile”, ma ha dichiarato di essere restia ad accettare leggi approvate con la procedura accelerata, che si discosta dalle regole del normale processo legislativo. Čaputová ritiene fondamentale per garantire la democraticità di tale processo un’ampia discussione parlamentare. Questa è “la base per costruire la fiducia nello Stato” e rafforzare le sue stesse istituzioni.

Proprio su questo punto dell’intervento della presidente in Parlamento il premier Igor Matovič (OĽaNO) ha espresso perplessità. Il primo ministro ha definito “equilibrato, giusto e dignitoso” il discorso di Čaputová: la presidente ci ha ricordato le promesse elettorali” e il percorso verso una politica “trasparente”, con parole di elogio, ma anche critiche appropriate, ha dichiarato in conferenza stampa.

Tuttavia, se tra le righe si è voluto alludere che la proposta parlamentare non è un normale processo legislativo, “in tal caso la costituzione deve essere modificata e i deputati devono essere privati del diritto di presentare leggi, ha detto Matovič, definendo “la proposta parlamentare come un normale processo legislativo”.

(Paola Ferraris)

Foto: prezident.sk
Ministerstvo zdravotníctva Slovenskej republiky
Úrad vlády Slovenskej republiky (Fb)

 

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