“International Visegrad Fund”: 20 anni di cooperazione culturale nella regione V4

Vent’anni fa, il 9 giugno del 2000 i primi ministri dei Paesi V4 (Slovacchia, Repubblica Ceca, Polonia e Ungheria) riuniti in un vertice a Stiřín, nei pressi di Praga, firmavano l’accordo che istituiva l’International Visegrad Fund (IVF), con sede a Bratislava.
Proprio nella capitale della Slovacchia il 14 maggio 1999, durante il vertice di Visegrad, i primi ministri dei Paesi del gruppo avevano convenuto di creare un’unica struttura istituzionale, finalizzata allo sviluppo della cooperazione culturale, degli scambi nel campo della scienza, della ricerca e dell’istruzione, nonché la cooperazione tra la regione V4 e altri Paesi.

A questa istituzione è stato affidato il compito di facilitare una più stretta cooperazione tra i cittadini della regione e il processo di integrazione europea, fornendo sostegno ad iniziative civiche e incoraggiando la mobilità tra le istituzioni culturali, educative e scientifiche grazie all’assegnazione di borse di studio.
Particolare attenzione è stata dedicata fin dall’inizio ai rapporti di collaborazione con i Balcani occidentali e il Partenariato orientale dell’UE, un programma di associazione mirato ad avvicinare all’Unione europea sei Paesi, Armenia, Azerbaigian, Georgia, Moldavia, Ucraina e Bielorussia.

Il Fondo è gestito da uno staff internazionale composto da 13 membri, appartenenti ai Paesi V4 ed è gestito da un direttore esecutivo, che svolge una missione diplomatica triennale a rotazione e da un vicedirettore esecutivo.
La Conferenza dei ministri della IVF e il Consiglio degli ambasciatori dei Paesi di Visegrad sono i principali organi statutari del fondo, la cui supervisione spetta alla presidenza del V4.

Nei suoi 20 anni di attività, il Fondo internazionale Visegrad ha sostenuto finanziariamente quasi 6.000 progetti ed assegnato circa 4.500 borse di studio individuali per un valore complessivo superiore a 96 milioni di euro.
I finanziamenti per i progetti sono stati equamente distribuiti tra Repubblica Ceca (20,41%), Polonia (20,39%), Slovacchia (20,13%) e Ungheria (19,94%), mentre la restante quota del 19,13% è stata suddivisa tra il Partenariato orientale dell’UE (12,87%), i Paesi dei Balcani occidentali (3,52%) e altri Paesi non appartenenti al V4 (2,74%).

Per quanto riguarda le borse di studio, la maggior parte è servita a sostenere i progetti finalizzati alla promozione della cultura e di un’identità comune (38,92%), seguiti dai progetti nel campo dell’istruzione e del rafforzamento delle capacità attraverso il miglioramento delle conoscenze e degli strumenti necessari per lo sviluppo delle competenze (19,5%).
Ai progetti incentrati sullo sviluppo regionale, la tutela dell’ambiente e la promozione del turismo è stata assegnata una quota pari al 12,40% del totale. Alla politica pubblica e al partenariato istituzionale è stato destinato il 10,88%, allo sviluppo sociale l’8,28%, alla promozione dei valori democratici e ai media è stata riservata una quota del 5,76%.
Infine, il 4,72% è stato destinato ai progetti nel campo dell’innovazione, della ricerca e sviluppo (R&D) e dell’imprenditoria.

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“L’International Visegrad Fund ha dimostrato sia la fattibilità del Gruppo Visegrad come piattaforma per la condivisione di concetti civici, culturali, scientifici, educativi e innovativi, sia i vantaggi del V4 come spazio di fiducia reciproca in cui i pensieri, opinioni e idee inesplorate possono essere scambiate e moltiplicate in un modo ‘europeo’ veramente franco e aperto [… ] I Paesi V4 ribadiscono il loro impegno a sostenere la missione del Fondo internazionale di Visegrad verso la promozione della dimensione civica della cooperazione V4 all’interno del più ampio quadro europeo e l’approfondimento della fiducia e comprensione reciproca nella regione V4 come parte integrante dell’Unione Europea e come partner serio, proattivo e di successo oltre i suoi confini.”
(Dichiarazione dei Ministri degli Affari esteri della Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia e Slovacchia, in occasione del 20° anniversario dell’istituzione dell’International Visegrad Fund).

(Paola Ferraris)

Foto: Mauriziotani CC0

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