PIL della Slovacchia sceso del 3,7% nel primo trimestre 2020

Con una analisi uscita venerdì, l’Ufficio di Statistica slovacco ha corretto le cifre del rallentamento nel primo trimestre di quest’anno dovute all’emergenza Covid-19, che è stata dichiarata l’11 marzo. Cifre particolarmente negative, che tuttavia ancora non riflettono la chiusura della quasi totalità delle attività nelle successive settimane di aprile e maggio.

Il PIL slovacco ha dunque registrato nel primo trimestre del 2020, secondo i dati pubblicati, un calo del 3,7% a prezzi fissi su base annua. Rispetto al precedente annuncio di metà maggio, il risultato è di due decimi di punto più positivo. Dopo gli aggiustamenti stagionali, il Prodotto interno lordo risulta diminuito del 5,2% su base trimestrale, dunque in confronto al quarto trimestre del 2019. Si tratta del primo calo dopo dieci anni di crescita continua, dice l’ufficio statistico.

A prezzi correnti il PIL è calato nel 1° trimestre di 0,8 punti percentuali su base annua, a 21,5 miliardi di euro totali. L’industria ha segnato un -3,5% su base annua secondo il metodo del valore aggiunto lordo, mentre peggio è andata ai servizi. Le attività finanziarie e assicurative hanno visto un crollo del 42,1%, mentre per le costruzioni l’indice è sceso del 25,2%. Al contrario, il valore aggiunto è aumentato nel settore pubblico, nell’istruzione, nella sanità e nell’assistenza sociale, del 5,5%, e nelle attività IT e di comunicazione del 5,3%.

L’importo delle imposte nette sui prodotti raccolte è diminuito per la prima volta dal 2016, del 4,8 per cento su base annua.

Secondo gli analisti, il calo dell’economia nei primi tre mesi dell’anno è stato causato principalmente dalla riduzione della domanda estera, e in musira minore dai provvedimenti restrittivi decisi dal governo contro il nuovo coronavirus. Ma quest’ultime, con un quasi totale lockdown per diverse settimane, manifesteranno il loro pieno contraccolpo solo nel secondo trimestre, quando, secondo gli analisti, la caduta potrebbe arrivare fino al -18% su base annua. La frenata delle esportazioni di beni e servizi è stata del 7% nel periodo gennaio-marzo, mentre le importazioni sono rallentate appena dell’1,5%, secondo l’analista di VUB Michal Lehuta. Un po’ sorprendende il calo nelle attività edilizie, dato che non sembrava così colpito dalla pandemia, ha detto l’analista Lubomir Korsnak di UniCredit, mentre minori sorprese vengono dal rallentamento del settore finanziario, che mostra spesso una maggiore volatilità.

(Red)

Foto Mediamodifier CC0

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