Contaminazione ambientale nell’area Istrochem di Bratislava, valori mille volte oltre i limiti

Una indagine geologica svolta undici anni fa nel terreno sotto lo stabilimento di Istrochem a Bratislava ha svelato un gravissmo inquinamento delle falde e del suolo con potenziale rischio per la salute e la vita umana. La relazione, commissionata dall’azienda, è rimasta segreta per un decennio (la legge lo consente), e solo adesso è stata declassificata e subito divulgata dal partito non parlamentare Spolu-občianska demokracia. Questa zona industriale alla periferia settentrionale di Bratislava è adiacente all’area di casette famigliari e giardini di Žabí majer, dove ci sono molti pozzi privati. Già all’inizio dell’anno erano usciti dati sull’inquinamento della zona di Žabí majer, ma non a questo livello. 

L’indagine, che è disponibile nell’archivio digitale dell’Istituto geologico Dionýz Štúr, ha confermato la massiccia contaminazione delle acque sotterranee e del suolo con sostanze organiche e inorganiche nell’area di Istrochem, uno dei giganti della chimica di epoca comunista che copre una vasta area industriale nel distretto di Nové Mesto. L’azienda dal 2006 è entrata nell’orbita di Andrej Babiš attraverso la controllata Duslo, a.s. del suo gruppo Agrofert.


Vecchi impianti Istrochem abbandonati

Gli ambientalisti parlano di un enorme disastro ambientale, a un livello inaspettato, superiore di oltre mille volte i livelli consentiti. Secondo la responsabile ed esperta per i temi ambientali di Spolu, Tamara Stohlová, le sostanze chimiche presenti sono ben note, ma nella zona è presente un “cocktail”chimico di un mix di queste sostanze, tra le quali c’è atrazina, toluene, arsenico, piombo e benzene, sostanze pericolose per la salute, molte delle quali cancerogene. Stohlová e il vicepresidente di spolu, Erik Baláž, hanno invitato il ministro dell’Ambiente ad agire “con decisione” sul problema che tocca un’area densamente abitata di Bratislava. Le perforazioni hanno portato alla luce, ha detto Stohlová, terreno di colore viola con sostanze liquide e uno strato bianco di pesticidi, oppure ghiaia con un forte odore organico», secondo quanto hanno scritto gli autori dell’indagine, che hanno inoltre descritto in diverse località dell’area un forte odore chimico che era difficile da sopportare.

DESAŤ ROKOV UTAJOVANÁ ŠTÚDIA ODHALILA ENVIROMENTÁLNU KATASTROFU V AREÁLI ISTROCHEMU V BRATISLAVEAtrazín, toluén,…

Uverejnil používateľ SPOLU – občianska demokracia Štvrtok 4. júna 2020

Secondo il rapporto del 2009, che include un potenziale modello di diffusione della contaminazione, i veleni chimici sarebbero potuti filtrare dall’area incriminata al Piccolo Danubio (Malý Dunaj) e così proseguire ulteriormente verso Žitný ostrov, l’area con le maggiori riserve acquee in Slovacchia.

Il ministro dell’Ambiente Ján Budaj (OĽaNO) ha promesso di mettere subito le mani a un cambiamento legislativo in modo che nessuno, e in special modo società private, possa mantenere segreti rapporti di questo genere, e con questi risultati di interesse pubblico. Budaj rileva come sia positivo che oggi venga prestata maggiore attenzione sia dall’opinione pubblica che dai politici alla protezione ambientale e all’individuazione e denuncia di problemi di questo tipo. «In Slovacchia, abbiamo circa 2.000 carichi ambientali, e migliaia di discariche illegali. Molti casi sono già oggetto di indagine da parte della polizia. In connessione con il problema di contaminazione di Istrochem, una stima dei costi per risolverso ammonta a 350 milioni di euro», ha dichiarato.

Istrochem
La fabbrica conosciuta come Istrochem fu fondata nel 1873 da Alfred Nobel per la produzione di dinamite e altri prodotti chimici, e divenne presto la più importante fabbrica chimica in Ungheria. Fino all’inizio della seconda guerra mondiale faceva parte del gruppo di società Alfred Nobel. Nel 1923 le fu revocata la licenza per produrre esplosivi, la cui produzione passò in Repubblica Ceca, e l’azienda iniziò nel 1925 a produrre fertilizzanti e varie sostanze chimiche. Durante la seconda guerra mondiale, più precisamente negli anni 1939-1945, fu incorporato nell’IG. Farben, e produsse esplosivi industriali e le prime produzioni di fibre di viscosa (qui il resto della storia).

(La Redazione)

Foto Michal Fabry cc by

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