L’Austria apre i confini: niente controlli da sette paesi, inclusa la Slovachia. Ma non l’Italia

L’Austria ha abolito i controlli alle frontiere terrestri con tutti i paesi confinanti, compresa la Slovacchia, revocando le restrizioni alle frontiere legate al coronavirus, comprese le quarantene o la presentazione di un test negativo al Covid. Invariata la situazione con l’Italia, considerata ancora a rischio. La decisione del governo austriaco è in vigore da questa mattina. Il ministro degli esteri Alexander Schallenberg l’ha annunciata ieri nel corso di una conferenza stampa sulle misure introdotte in relazione alla crisi pandemica.

Vengono così annullati i controlli ai valichi di frontiera con sette paesi (Germania, Svizzera, Liechtenstein, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Slovenia), «come prima dell’emergenza coronavirus». «Non è una decisione contro l’Italia», cui intendiamo aprile «il prima possibile», ha sottolineato Schallenberg, anche perché «Vediamo che la situazione è molto migliorata e che alcune regioni, come l’Alto Adige, hanno buoni dati Covid».

L’ingresso in Austria dalle frontiere italiane (o da altri paesi, ad eccezione dei sette sopra indicati) è dunque ancora soggetto alla presentazione di un certificato medico attestante che hanno passato un test negativo al COVID-19 (test PCR) non più vecchio di 4 giorni. Oppure rispettare la quarantena obbligatoria di 14 giorni. Rimane consentito il transito attraverso senza fermate in Austria.

Per i viaggi in autovettura nel territorio austriaco, le persone non conviventi non possono essere più di due per fila di sedili compleso l’autista, e devono indossare mascherine o comunque coprirsi naso e bocca.

I servizi di treni e autobus nazionali all’interno della Repubblica d’Austria operano senza restrizioni . ÖBB ha temporaneamente cancellato tutti i collegamenti dei treni passeggeri con l’Italia e la Francia, nonché tutti i collegamenti degli autobus con tali paesi. Dal 23 maggio 2020 sono nuovamente consentiti i collegamenti ferroviari con la Svizzera e il Liechtenstein.


Frontiere aperte da Slovacchia e Repubblica Ceca

Dalla mezzanotte scorsa è stata anche ripristinata la libera circolazione delle persone tra la Slovacchia e la Repubblica Ceca, dopo l’accordo tra i rispettivi capi di governo annunciato ieri a Praga. Dalla parte slovacca del confine rimarranno comunque in essere i controlli e le restrizionio nei confronti dei cittadini dei paesi terzi.

Nella realtà, al di là dei proclami, la libertà di movimento tra Slovacchia e Cechia è limitata «a tutte le persone con residenza permanente o temporanea o alle persone che soggiornano nel territorio della Repubblica Ceca o nel territorio della Repubblica Slovacca che entrano nel territorio della Repubblica Slovacca attraverso i valichi di frontiera tra la Repubblica Slovacca e la Repubblica Ceca», come meglio specificato nel tardo pomeriggio di ieri dall’Autorità di salute pubblica slovacca.  Se queste persone non hanno la residenza (permanente o temporanea) in questi paesi dovranno «dare prova di risiedervi con almeno due documenti» (ad esempio la tessera sanitaria, il contratto di locazione, il contratto di lavoro, un contratto di prestazione lavoro, una conferma del datore di lavoro, un titolo di proprietà immobiliare, una licenza commerciale, una conferma di pagamento ricorrente di bollette, la conferma dell’apertura di un conto bancario, un contratto assicurativo).

Tutte le misure relativamente ai regimi di circolazione alle frontiere sono riportate sull’aggiornamento Facebook della polizia di Stato slovacca. Anche il ministero degli Esteri slovacco sul suo sito tiene aggiornamenti quotidiani della situazione.

(La Redazione)

Foto Eigenes Werk cc by sa

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