Turismo, sostenibilità e Covid: quale relazione?

Quale relazione hanno i 17 SDG (gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030), il COVID-19 e il turismo? Proprio da quest’ultimo settore scaturisce una domanda imprescindibile che chiede risposta urgente e che riguarda le politiche finora adottate e la loro ipotetica validità sia per la sicurezza delle persone che, contemporaneamente, per il raggiungimento di quei traguardi stimati dalle Nazioni Unite come determinanti per la sopravvivenza non solo del Pianeta ma anche dei suoi abitanti.

Una proposta interessante per riflettere su una nuova “cultura del turismo” che integri una visione di lungo periodo con le capacità future degli insediamenti umani viene dall’Istituto di Turismo Responsabile (RTI), organizzazione internazionale no-profit che ha promosso, negli ultimi 20 anni, un turismo responsabile su scala internazionale, supportando gli attori coinvolti nello sviluppo di un nuovo modo di viaggiare e di conoscere il Pianeta. L’associazione evidenzia il compito fondamentale del turismo nel raggiungimento di un complessivo benessere delle persone, che si manifesta negli impatti diretti e indiretti e nella tipica moltiplicazione degli effetti sia sulle comunità di partenza che su quelle di arrivo. I particolari della proposta vengono esplicitati in un manifesto che si basa su un’affermazione che non ammette repliche: “Se non è sostenibile, non è sviluppo”, e a maggior ragione possiamo ripeterlo dopo quello che la pandemia dovrebbe averci insegnato.

Parlare di turismo, ora più che mai, non deve più coincidere a ogni costo con il solo aumento del numero di turisti e dell’introito generato, indipendentemente dal fatto che esso sia trasformato in benessere locale e senza prendere in considerazione le risorse consumate a questo fine. Un turismo di questo tipo non contribuisce affatto a quei processi di cambiamento che permettono agli Stati di muoversi nella direzione di una reale sostenibilità e verso il pieno raggiungimento di ciascuno degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

Se invece è differenziato nei modi e nei contesti, il turismo può essere una potente forza motrice sulla strada verso quei traguardi dell’Agenda 2030, che permette di affrontare difficoltà sociali specialmente in quei territori votati allo sviluppo sostenibile del settore. Solo a patto dunque che questa forza si muova lungo le strade del cambiamento: in altre parole occorre mettersi in marcia in modo più rapido e convinto di quello previsto e in alcuni casi anche in maniera radicale, perché da questo dipende la sopravvivenza stessa del settore, ma anche della ricchezza che deriva proprio da quei cambiamenti culturali che possono renderlo ancora più prospero.

Questo percorso, chiarito in modo più specifico nel manifesto in lingua inglese che si può leggere qui e che ne evidenzia i passaggi Obiettivo per Obiettivo, va di pari passo con il potenziamento di solide strutture politiche e tecniche, il cui coinvolgimento rimane imprescindibile per la creazione di sinergie collaborative e spazi di partecipazione e associazionismo a tutti i livelli, che assicurano risultati a livello sia locale che globale, a maggior ragione nei momenti di crisi più pesanti che richiedono azioni coordinate e strategiche da parte di tutti gli attori coinvolti e che solo così possono mirare al ben-essere sociale delle comunità coinvolte.

Anche se potrebbe sembrarlo, rispetto ai temi e ai problemi che siamo costretti a fronteggiare, il turismo è un settore che non rimane secondo a nessuno e che anzi si dimostra cruciale, sia per una crescita integrata delle comunità sia soprattutto per la ripresa di quei territori gravati dal recente lockdown. Si tratta anche di un modo per assumersi le responsabilità di una necessaria sicurezza che rispetti le direttive e le buone pratiche internazionali e che rappresenti sia per il visitatore che per le comunità locali un ambiente sereno, indispensabile per chi lo vive e utile, perché no, anche in termini di marketing. Ora più che mai il turismo deve volgersi all’inclusione delle categorie più fragili, da ogni punto di vista: fisico, mentale, sociale, economico, garantendo la capacità di beneficiare di momenti di ristoro e partecipazione. Tra questi strumenti, un esempio tra tanti è l’app Sentieri parlanti, progettata qualche anno fa dal CAI Veneto, che accompagna lungo alcuni dei più bei sentieri tematici delle Dolomiti con obiettivi molteplici, che vanno dal conoscere il territorio al preparare al meglio la propria escursione, all’accompagnare lungo i migliori punti di osservazione, anche con l’ausilio di un audio-guida che permette di apprezzare informazioni e visioni non scontate, contribuendo alla prevenzione e alla sicurezza delle uscite. Piccole accortezze e strumenti importanti perché il turismo sostenibile resti e diventi uno stile di vita, anche in tempi di COVID-19.

(Anna Molinari, Unimondo.org cc by nc)

Illustraz. Bessi CC0

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