Pellegrini pronto a lasciare Smer-SD. Un suo partito riceverebbe grande sostegno

Ieri Pellegrini ha “più o meno” confermato che lascerà il partito Smer-SD. Questo il titolo usato ieri dal sito tvnoviny.sk per indicare lo stato d’animo dell’ex premier che alcuni giorni fa aveva invitato il presidente Robert Fico a lasciare la testa dei socialdemocratici se voleva salvare il partito, e non fare la fine dell’HZDS di Vladimír Mečiar o dell’SDKÚ di Mikuláš Dzurinda. Un invito, fatto insieme ad alcuni volti noti della dirigenza di Smer, che naturalmente il destinatario non ha colto. Fico ha detto che non intende lasciare la presidenza della “sua creatura”, che lo scorso anno ha compiuto 20 anni, di cui 12 al governo.

Pellegrini, vicepresidente di Smer-SD, annuncerà la decisione definitiva sul suo futuro entro la fine di giugno, ma ha detto che il suo abbandono è cosa molto reale e che non intende prolungare troppo questa agonia. Le distanze con il leader sono sempre più evidenti: «Ho l’impressione che ogni ora che passa ci siano crescenti differenze di opinione tra me e il presidente del partito Robert Fico», e le nostre percezioni del futuro «si stanno allontanando a passi da gigante», ha detto sui rapporti ormai inesistenti tra i due. Tanto che ieri nemmeno si sono incontrati alla riunione del gruppo parlamentare dei socialdemocratici. Fico ha detto che non vede motivi per commentare la situazione nel partito attraverso i media.

Dentro Smer-SD sarebbe in corso una discussione sul futuro del partito, dai cui corridoi tuttavia poco trapela. Di certo c’è che Pellegrini ha espresso interesse a candidarsi alla leadership per proporre una nuova e più moderna politica socialdemocratica, e non ha avuto paura a criticare apertamente Fico. Se dovesse perdere la battaglia contro le frange più conservatrici del partito attaccate al potere, probabilmente con Pellegrini se ne potrebbero andare anche diversi rappresentanti di livello. Con lui sarebbero quasi certamente gli ex ministri Richard Raši e Peter Žiga, entrambi vicepresidenti di Smer, e Denisa Saková, membro della presidenza, che hanno accompagnato Pellegrini al governo negli ultimi due anni di legislatura. Ma anche esponenti di rango come l’ex ministro Ladislav Kamenický di orientamento moderato si sono espressi nei giorni scorsi contro la “medializzazione” degli scontri nel partito, e contrari al modo in cui è stato dato il benservito al leader.  Secondo l’ex ministro Richter, ora deputato e già direttore generale del partito, «il presidente Fico dovrebbe visitare le strutture del partito nelle regioni» nel corso di un dibattito «all’interno del partito [che] è in corso» e che andrà esteso al territorio. Poco tempo fa l’intera struttura di Smer a Banská Bystrica si era espressa a favore della candidatura di Pellegrini alla testa del partito. Ed è sul territorio che presumibilmente Fico ha il maggior sostegno, dopo vent’anni di lavoro intenso. Sita ha scritto che nella riunione della direzione del partito questa settimana non si è affatto affrontato il tema della situazione interna di Smer-SD e della sua leadership.

Sull’atteggiamento di Fico, che giorni fa sembrava aver fatto in un certo senso ammenda promettendo di cambiare il suo modo di dirigere il partito, una promessa poco credibile per molti, era uscito un commento sullo Slovak Spectator in cui si notava come anche il semplice gesto di togliersi la mascherina davanti ai giornalisti denotasse in modo univoco il suo carattere. Durante una conferenza stampa a fine maggio, mentre era in vigore l’obbligo di mascherina nei luoghi pubblici sia al chiuso che all’aperto, si era presentato senza, dicendo «La cautela è per i pappamolle liberali. Gli uomini coraggiosi, forti e virili come me non hanno bisogno di maschere. Io sono forte. Sono un leader. Sono un leader forte». Dietro queste parole, notava il commentatore, si vuole comunicare altro: «Non me ne frega niente della legge. Ancora di più, non me ne frega niente di chiunque altro in questa stanza. Fate attenzione, sono io quello importante».

Un partito di Pellegrini avrebbe molte chance

Alcuni giorni fa un sondaggio Focus per TV Markíza ha mostrato che se Pellegrini se ne va e fonda un proprio partito avrebbe un appeal sugli elettori pari a quello di OĽaNO dell’attuale premier Matovič: 21,4%  per Pellegrini e 21,8% per OĽaNO. Smer-SD, con Fico leader, scenderebbe al terzo posto conn il 9,6%.

Nel sondaggio è stato chiesto ai sostenitori di Peter Pellegrini quasi siano i partiti che votano attualmente: la maggior parte di loro sono elettori di Smer, ma ci sono anche elettori di Sme Rodina, SNS, indecisi e non votanti.

Prieskum: Ak by Pellegrini založil stranu, atakovala by preferencie OĽANOV prípade vzniku politickej strany súčasného…

Uverejnil používateľ Správy RTVS Nedeľa 31. mája 2020

Fico ha una nuova casa

Intanto Fico è ritornato sulle cronache anche per un’altra annosa faccenda, quella della sua abitazione. Dopo aver lasciato lo scorso anno l’appartamento nel complesso di lusso Bonaparte vicino al Castello, un immobile formalmente di proprietà di quel Ladislav Bašternák che sta scontando cinque anni per frode fiscale, e che Fico aveva in affitto dal 2012 (anche se molti pensano altrimenti), l’ex premier si sarebbe spostato, sempre in affitto, in un appartamento nel distretto di Ružinov. Lo ha detto lui stesso alla stampa che lo ha “beccato” mentre usciva la mattina da una villa storica da milioni di euro, praticamente un castello, nella zona collinare Vinosady, distretto di Pezinok, circa 25 chilometri da Bratislava, per recarsi nel quartier generale del partito nella capitale. Fico, definendo “blbosť“, un’idiozia, questa versione dei fatti, ha detto ai giornalisti: «Sapete benissimo che ho un problema di salute. Ho avuto un’offerta da conoscenti per usare questa residenza a Vinosady per la riabilitazione, di cui ho bisogno più che mai». Secondo i media, la casa è di proprietà di una società di comodo che farebbe capo a imprenditori come Juraj Široký e Miroslav Výboh, che sono considerati sponsor di Smer.

Nel 2016 l’opposizione, oggi al governo, organizzò per mesi proteste sotto le finestre di Fico al complesso Bonaparte, chiedendogli di lasciare l’immobile per distanziarsi dal suo ministro degli Interni Robert Kaliňák e i suoi rapporti torbidi con un grande evasore fiscale.

(La Redazione)

Foto FB/pellegrini.peter

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