Progetto di SAV: un nuovo supercomputer per la lotta al coronavirus

È stato denominato Aurel, forse per dare un volto “umano” ad un supercomputer che potrà fornire un aiuto prezioso agli scienziati nella lotta contro il coronavirus.
Messo a punto dal Centro di calcolo dell’Accademia delle Scienze Slovacca (SAV), Aurel sarà impiegato nell’ambito del progetto A-SPIKE, condotto dal Centro di Medicina Sperimentale della stessa accademia.

I Coronavirus costituiscono una vasta famiglia di virus che provocano sia il comune raffreddore che malattie più gravi, come la Sindrome respiratoria mediorientale (MERS) e la Sindrome respiratoria acuta grave (SARS).
Il virus mostra sulla propria superficie delle punte (in inglese “spike”) della lunghezza di circa 20 nm., formate dalla glicoproteina S. L’unione di tre glicoproteine S compone un trimero, ovvero la tipica “corona” che circonda il virione.
È proprio nella glicoproteina S che sembrano risiedere le differenze principali del nuovo coronavirus rispetto al virus della SARS. Ed è la glicoproteina S che funge da “arpione”, penetrando nelle cellule del potenziale ospite.

“La diffusione pandemica della malattia causata dal virus SARS-CoV-2 ha creato sfide per i ricercatori di diversi campi scientifici”, afferma la dottoressa Magdaléna Májeková, che dirige l’Istituto di farmacologia e tossicologia sperimentale del Centro di Medicina Sperimentale SAV.
Dal momento che i dati sperimentali finora disponibili non contengono informazioni sulla struttura della glicoproteina, l’obiettivo del progetto A-SPIKE è quello approfondire gli studi in questa specifica direzione. La ricerca risulta di fondamentale importanza perché consentirà di sviluppare vari metodi per combattere il virus.

(Paola Ferraris)

                                                                                                              Foto: SAV

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