D4R7, un arresto e un mandato di comparizione per il consorzio costruttore

La polizia ha accusato Juan José Bregel Sern, direttore del consorzio D4R7 Construction che sta costruendo la tangenziale di Bratislava, di reati ambientali. Se non si consegna alle autorità slovacche verrà emesso un mandato di arresto internazionale. Al momento sembra che l’uomo non sia in Slovacchia. Il gruppo investigativo chiamato D4R7 indaga da tempo sui sospetti reati commessi nel corso della costruzione della tangenziale della capitale, con il prolungamento dell’autostrada D4 e della superstrada R7 in direzione Šamorín. In relazione alla costruzione, un appalto da oltre 1 miliardo di euro, sarebbero aperti una ventina di dossier penali di indagine. La polizia regionale di Bratislava ha tuttavia arrestato un uomo questa mattina, tale M. H., che secondo i media sarebbe uno dei manager della società costruttrice, presumibilmente il nuovo amministratore del consorzio. Si presume che il reato riguarda di nuovo il terreno contaminato (perché contenente amianto) utilizzato durante la costruzione del terrapieno della sezione di autostrada D4 nei pressi del villaggio di Jarovce, che il ministero dei Trasporti vuole vedere rimosso e sostituito con altro terreno, e che il concessionario Zero Bypass Ltd e l’appaltatore D4R7 Construction rifiutano di riconoscere come tale.

Già alla fine della scorsa legislatura test approfonditi effettuati dal ministero, in veste di autorità speciale per le autostrade e superstrade, hanno confermato che la sezione di 1,3 km della tangenziale di Bratislava da Jarovce a Ivanka pri Dunaj è stata realizzata con materiali di risulta che contengono amianto. Si riteneva dunque che il consorzio D4R7 Construction dovesse smantellare e ricostruire la sezione autostradale a proprie spese. E il nuovo ministro Doležal urgeva perché l’autorità speciale per l’edilizia decidesse per questa soluzione entro il termine ultimo del 15 maggio. Il ministro era pronto a ordinare audit ambientali in altre parti della D4R7, in quanto esiste il “serio sospetto” che nel terrapieno della futura tangenziale sia stata nascosta una certa quantità di rifiuti inquinati. I risultati di 60 carotaggi sull’argine della futura autostrada hanno confermato la presenza di rifiuti pericolosi e illegali.

Giorni fa il sindaco del municipio di Ružinov a Bratislava, e il presidente della regione di Bratislava, hanno dichiarato di aver ricevuto fotografie anonime che confermerebbero che rifiuti pericolosi sono stati asportati dalla discarica Farná di Ivanka pri Dunaji (distretto di Senec) e portati sul cantiere della tangenziale nell’area tra la Slovnaft e il Danubio. Il sindaco Martin Chren ha sporto denuncia rivolgendosi anche alle autorità di protezione ambientale nella regione di Bratislava. La società costruttrice nega ogni accusa e sostiene che tutti i materiali utilizzati sono conformi alle norme e hanno i certificati necessari. Aggiunge inoltre che è stato eseguito un test chimico dei materiali, e che tutta la documentazione è a disposizione.

La scorsa settimana il ministro dell’Ambiente Ján Budaj (OĽaNO) insieme al Ministro degli Interni Roman Mikulec (OĽaNO) hanno informato che i rifiuti di questa discarica hanno inquinato le acque sotterranee. Il ministro Budaj afferma che l’inquinamento è molto grave ed è rimasto scioccato dalla composizione dei veleni trovati nella discarica, che tuttavia non sono stati resi noti a causa dell’indagine in corso. In questo caso si tratta di una minaccia grave per la salute e per l’inquinamento delle acque sotterranee in un’area della Žitný ostrov (in italiano “Isola della segale”), l’isola fluviale del Danubio il cui territorio (1600 kmq) è il più ricco di acque potabili di tutta la Slovacchia e non solo, «ed è quindi un “tesoro” per tutto il paese», ha detto Budaj durante la visita alla discarica. «È stato perso molto tempo nella lotta contro la criminalità ambientale. Non possiamo permetterci di perderne ancora», ha dichiarato il ministro, sottolineando che è in corso di redazione un disegno di legge per rafforzare le competenze dell’Ispettorato ambientale slovacco e introdurre misure efficaci per proteggere l’ambiente, come già indicato nel programma del governo approvato in aprile. Questa «discarica illegale non è nata qui durante la notte. È un’attività di lungo termine e intenzionale», aveva detto Mikulec augurandosi che chi di dovere si occupi quanto prima di identificare i responsabili del reato ambientale.

Il consorzio che ha vinto la concessione della tangenziale della capitale è composto dalla spagnola Cintra, capofila, dal gruppo finanziario australiano Macquarie Capital e dalla società di costruzioni austriaca PORR AG. Mentre nel principale appaltatore D4R7 Construction i soci sono Ferrovial Agroman, gruppo spagnolo che controlla Cintra, e la società austriaca Porr Bau.

(Red)

Foto mindop.sk

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