Nuovo centro di ricerca sull’idrogeno dell’Università Tecnica di Košice: possibili applicazioni nell’automotive

Una proposta per istituire un centro di ricerca sull’idrogeno presso l’Università Tecnica di Košice (TUKE) è stata presentata al ministro dell’Economia Richard Sulík (SaS) dai rappresentanti dell’ateneo e della Facoltà di ingegneria meccanica.
L’idea ha incontrato l’apprezzamento del ministro per la possibilità di realizzare studi approfonditi sull’uso dell’idrogeno nell’alimentazione delle auto e di “guardare così al futuro” in un Paese il cui pilastro economico principale è costituito dalla produzione automobilistica.
Quindi, non solo elettromobilità, ma ricerca di sistemi di propulsione alternativi e meno complessi. Il ministro ha evidenziato, infatti, le criticità dell’elettrico, che richiede ingenti investimenti economici e infrastrutturali per gli incentivi all’acquisto, la produzione delle batterie e la realizzazione di una rete capillare di stazioni di ricarica.

Durante la sua visita all’Università Tecnica di Košice, Sulík ha potuto constatare i grandi progressi compiuti nella ricerca sull’idrogeno, soprattutto nell’area della produzione, lo stoccaggio e la combustione. Si tratta di settori di ricerca nei quali l’ateneo slovacco primeggia a livello internazionale. La Slovacchia, inoltre, ha la possibilità di sostenere ulteriori studi sull’idrogeno condotti da altri istituti di ricerca. Il nuovo centro di Košice potrebbe trasformarsi in un’unica struttura all’avanguardia, con l’unificazione di laboratori altamente specializzati già esistenti.

Attualmente i ricercatori stanno concentrando i propri sforzi nello sviluppo di nuovi materiali in grado di incorporare idrogeno e di resistere a pressioni molto elevate. Il problema principale dell’idrogeno è infatti la sua densità molto bassa. Dato che questo gas è 14 volte più leggero dell’aria, il suo utilizzo per l’alimentazione delle auto richiede pressioni estremamente elevate, fino a 700 bar, e ciò rende necessario l’impiego di contenitori rinforzati con fibra di carbonio. Gli studi sono condotti in collaborazione con l’Accademia slovacca delle scienze (SAS) e l’Università “Pavel Jozef Šafárik” (UPJŠ) di Košice.

Nel corso della visita del ministro Sulík, la Facoltà di Ingegneria meccanica ha presentato il prototipo di un compressore a idruri metallici che consente lo stoccaggio dell’idrogeno e potrebbe trovare un’utile applicazione nel campo delle energie rinnovabili.

Auto ad idrogeno: pregi e difetti

Il principale vantaggio dell’auto alimentata ad idrogeno è di tipo ambientale: dal tubo di scarico della vettura infatti non fuoriesce alcun gas ad effetto serra, ma solo vapore acqueo non inquinante.
Inoltre, la ricarica delle batterie del motore elettrico può essere fatta più velocemente rispetto ad una vettura totalmente elettrica, grazie all’energia elettrica proveniente dalle celle a combustibile. I tempi di rifornimento sono molto rapidi, dai 3 ai 5 minuti.
Infine, per quanto riguarda i consumi, il costo del pieno di un’auto ad idrogeno è paragonabile a quello di un veicolo diesel.

Quali sono invece gli aspetti negativi? Se la produzione di idrogeno – l’elemento più diffuso e praticamente inesauribile sulla Terra – risulta relativamente facile, i veri problemi sono il metodo di estrazione piuttosto costoso e la fonte di energia usata per la sua produzione. L’idrogeno, infatti, è un vettore di energia pulita solo se viene prodotto con l’utilizzo di fonti energetiche pulite, ad esempio le energie rinnovabili. Se invece vengono impiegate le fonti di energia fossile, l’inquinamento risulta inevitabile.

Alcuni produttori automobilistici, come Ford e Renault, hanno iniziato a fabbricare auto ad idrogeno, tecnologia che poi hanno preferito accantonare in favore dell’elettrico. Toyota, al contrario, ha continuato la ricerca e lo sviluppo di questa tecnologia, riuscendo a produrre e commercializzare la prima vettura ad idrogeno, il modello Mirai, a zero emissioni e senza alcun motore di combustione interna.

Un punto dolente nel settore delle auto ad idrogeno è sicuramente il prezzo di vendita, sul quale incide notevolmente la tecnologia innovativa e ancora in fase sperimentale.
In secondo luogo, occorre tenere presente che attualmente non esiste una rete diffusa di stazioni di rifornimento dedicate. Inoltre, le vetture alimentate ad idrogeno hanno un peso considerevole dovuto alle bombole per l’immagazzinamento del gas.

(Paola Ferraris)

Foto: Technická univerzita v Košiciach (Fb)
toyota.com

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