Stamane un’altro allarme bomba, stavolta al Parlamento

Ennesimo allarme bomba in Slovacchia: tre in tre giorni!

Avevamo parlato ieri della minaccia anonima alla Sociálna poisťovňa (ente di previdenza sociale slovacco, corrispondente all’INPS italiano) ricevuta due giorni fa per e-mail. Tale minaccia aveva costretto le forze dell’ordine a controllare tutti gli uffici della Sociálna poisťovňa dell’intero Stato, non essendo stato specificato, nella mail minatoria, in quale sede sarebbe stato collocato l’ipotetico ordigno.

Ieri, come sanno bene i nostri lettori, è stata la volta della “Camera degli Esecutori“, sede centrale di Bratislava in via Šustekova 49-51, che come ormai quasi tutti sanno è anche sede della redazione dei nostri giornali, “Buongiorno Slovacchia” e “Buenos diás Eslovaquia“, oltre che sede e uffici di molte aziende di “origine italiana”.

Ma non è finita: oggi è toccato a “Národná rada SR” ovvero alla sede del Parlamento.

L’agenzia di stampa Tasr ha scritto oggi alle 09:09 che Michaela Jurcová, direttrice del dipartimento Media e comunicazione pubblica dell’Ufficio del Consiglio nazionale della Repubblica slovacca, più semplicemente noto come Parlamento slovacco, ha fatto sapere con un suo comunicato stamane che tutti i dipendenti del Parlamento sono stati informati per mail che, a causa dell’annuncio anonimo di un attentato dinamitardo nell’edificio del Consiglio nazionale, dovevano lasciare immediatamente il posto di lavoro per il tempo necessario ai controlli.

Sono dunque stati evacuati gli edifici del Parlamento da tutti i deputati, dipendenti, giornalisti… si è provveduto alla verifica che, da quanto ci risulta, ha avuto risultato negativo.

Tre giorni di fila, tre minacce anonime di attentato bomba. Gli inquirenti e gli osservatori non possono non collegare i tre episodi a un’unica fonte che ancora sembra sconosciuta. Gli inquirenti, con le indagini in corso, non si sbottonano…

Gli interrogativi che nascono sono tanti e ci ritorneremo nei giorni prossimi. Di che si tratta?

È una strategia per creare tensione o scherzi idioti di qualche esaltato in cerca di fama?

È connessa con i profondi cambiamenti avvenuti in Slovacchia con le elezioni, prima della nuova Presidente della Repubblica Zuzana Čaputová, poi del nuovo Premier Igor Matovič?

È connessa con i contrasti nella coalizione di governo o a quelli interni al partito socialdemocratico, ora di opposizione, Smer-SD?

È una conseguenza di tutte le vicende di corruzione e mala-politica che stanno emergendo come il paese stesse vivendo un periodo (con un po’ di fantasia e creatività) di “Mani pulite” o trattasi di semplice micro criminalità di bassa taglia o addirittura frutto di qualche bravata gogliardica?

È una conseguenza delle difficoltà economiche derivanti dalla pandemia coronavirus che ha, lo possiamo dire, risparmiato questa parte di mondo da grandi contagi, ma non di tristi risvolti economici?

È una conseguenza di quello che io definirei malessere geopolitico che qui in Slovacchia, differentemente da altri Paesi del cartello Visegrad come l’Ungheria o la Polonia, fortunatamente non ha dato forza alle spinte estremiste di Marian Kotleba e della sua formazione di estrema destra, ovvero il “Partito Popolare Slovacchia Nostra” (in slovacco “Ľudová strana Naše Slovensko” (ĽSNS)?

Limitiamoci per ora alla cronaca del giorno, ma gli interrogativi restano aperti.

Loris Colusso

Foto B.S.

 

 

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