
L’era di Robert Fico, dopo oltre due decenni da leader del “suo bambino”, e tre mandati da primo ministro – l’ultimo concluso in anticipo e senza onori – potrebbe essere vicina alla sua conclusione. Una buona parte del suo partito Smer-SD ha preso posizione con il vicepresidente Peter Pellegrini, il leader giovane e presentabile che si candida a dirigere i socialdemocratici verso nuovi successi, dopo una carriera che lo ha visto salire di grado velocemente da segretario di Stato a ministro, poi presidente del Parlamento, vicepremier e infine primo ministro, prendendo il testimone da Fico nella primavera 2018 dopo gli omicidi di Ján Kuciak e Martina Kušnírová.
Con una inusuale conferenza stampa, ieri Pellegrini ha chiesto a Fico di farsi da parte. A rimarcare la sua posizione, dietro di lui c’erano alcune delle figure più in vista del partito, membri della presidenza: i vicepresidenti Richard Raši e Peter Žiga, e Denisa Saková, tutti ministri nell’ultima legislatura. Solo alcune ore prima Fico aveva dichiarato che c’era bisogno di qualche cambiamento dentro Smer-SD, di nuove persone, combattenti, che non vogliono solo raggiungere le loro ambizioni personali. E lui stesso aveva assicurato di essere pronto a cambiare il suo comportamento “politico”, senza dare maggiori dettagli. Tuttavia, Robert Fico ha detto di non essere disposto a lasciare la direzione del partito perché “non ha dove andare altrimenti”.
Dichiarazioni che non soddisfano né Pellegrini, il politico più popolare di tutti gli schieramenti se si esclude la presidente Čaputová, né chi lo sostiene, e ormai sono in tanti nelle file del partito. Alcuni giorni fa l’intera direzione regionale di Banská Bystrica, quella di casa di Pellegrini, che lo ha visto nascere politicamente, si è schierata in modo diretto e inequivocabile con lui. Il cambiamento che si aspetta l’area del partito che sostiene Pellegrini è quello che può decidere il congresso, ma solo la presidenza del partito può decidere quando fissarlo. Già giorni fa Pellegrini chiedeva di farlo presto, senza attendere la scadenza naturale alla fine dell’anno. Ma diversi membri della presidenza del partito hanno ancora poteri porti al suo interno, e tra di loro ci sono figure costrette a ritirarsi dalla vita pubblica a seguito di scandali, come Robert Kaliňák e Martin Glváč, che continuano a stare in posizioni di potere.
Smer oggi ha davvero bisogno di un cambiamento, che lo rafforzi e lo renda più credibile, ha detto Pellegrini in conferenza stampa. E ha anche bisogno di combattenti, non di persone che esercitano la carica con la forza. Smer-SD deve essere guidato da un leader che vuole combattere e nella cui lotta la gente si riconosca. Pellegrini ha ricordato che tre vicepresidenti hanno offerto la loro carica dopo le elezioni per il risultato elettorale, considerato deludente, ma da allora non è successo niente e non è nemmeno stato aperto un dibattito interno come promesso. Pellegrini ha attaccato Fico anche sul suo presunto antifascismo mentre nella realtà il leader non esclude affatto collaborazioni parlamentare con i fascisti (di ĽSNS, anch’essi all’opposizione).
«Se il presidente Fico vuole aiutare Smer e la socialdemocrazia in Slovacchia, è giunto il momento per lui di lasciare il partito», ha detto senza peli sulla lingua Pellegrini. Solo così «aiuterà lo Smer a diventare più forte, aumenterà sostanzialmente il suo potenziale di coalizione, darà spazio a una nuova generazione di politici pronti a combattere e permetterà a Smer di rispondere alle sfide della nuova era». «Oggi, il presidente [Fico] ha un’ultima possibilità per evitare il destino di Vladimír Mečiar o Mikuláš Dzurinda, che ha sempre difeso con veemenza. Se non vuole adempiere tragicamente al loro motto – ho fondato il partito, distruggerò io stesso il mio partito – è un’opportunità unica per lui oggi dare al partito la speranza di un futuro migliore». «Oggi non è in gioco solo lo Smer, ma il futuro dell’intera socialdemocrazia slovacca. La Slovacchia ha bisogno di una politica sociale per le persone che guardano ai deboli, ai malati, agli anziani e agli oppressi. Se tale politica deve essere credibile per il popolo, deve essere rappresentata da leader credibili».
Ecco, il dado è tratto. Da qui non si torna indietro. Pellegrini è ufficialmente il leader del cambiamento di Smer.
(La Redazione)
Foto prezident.sk
Peter Pellegrini e Robert Fico nel marzo 2018, uno entrava e uno esciva dalla presidenza del governo

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