Agenzia dei pagamenti agricoli, finora trovate tangenti per 1,84 milioni di euro

L’indagine “Dobytkár” (Allevatore) in piedi da mesi sulle attività dell’Agenzia slovacca di pagamenti agricoli (PPA), che ha prodotto numerosi arresti a partire da marzo di quest’anno tra cui alcuni nomi eccellenti, ha portato alla luce finora tangenti per 1,84 milioni di euro. L’Agenzia nazionale anticrimine NAKA sta lavorando su un ampio disegno di azioni corruttive e tangenti pagate per ricevere sussidi agricoli diretti. Le accuse a diverse persone, alcune delle quali in custodia in attesa di giudizio, sono per  crimini finanziari come corruzione (attiva e passiva) e legalizzazione dei proventi di reato.

L’ammontare del reato finora scoperto è stato oggetto di un annuncio odierno della polizia sulla sua pagina Facebook. Vi si fanno i nomi, o meglio le iniziali, di cinque persone (Ľ. P., Ľ. K., Ľ. K., M. K., V. M.) accusate insieme a tre società. Secondo diversi media, a fine marzo sono finiti in manette l’ex direttore di PPA Ľubomír Partika (Ľ. P.) e Marek Kodada (M.K.), ex capo della sezione sviluppo rurale e pagamenti diretti presso il ministero dell’Agricoltura, che sono in custodia cautelare. A metà aprile altre sette persone fisiche e due persone giuridiche sono state accusate per il reato di corruzione indiretta in relazione alla concessione di sussidi della PPA. L’importo totale delle tangenti era in quel caso di 1.466.000 euro.

Kodada ha iniziato a collaborare e ha raccontato all’investigatore come venivano concordate e suddivise le tangenti, di cui lui aveva preso la testa dopo che nel 2016 Partika, che ha pure deciso di parlare, era stato rimosso dalla direzione della PPA. Più tardi è entrato in scena il finanziere Martin Kvietik, molto vicino al partito SNS che gestiva il ministero dell’Agricoltura nella scorsa legislatura, e dunque aveva influenza anche sulla PPA. Kvietik è persona nota, azionista del noto gruppo finanziario Slavia Capital, una cui società controllata nel 2016 ricevette un danaroso sussidio in una gara pubblica del Programma operativo Scienza e ricerca controllato dall’ex ministro dell’Istruzione Peter Plavčan (anche in questo caso di SNS). La gara fu poi cancellata e lo scandalo travolse il ministro che si dimise. Il gruppo Slavia in passato aveva anche la società della difesa Way Industries che avrebbe dovuto fornire alle Forze armate i nuovi mezzi di trasporto leggero corazzati, un altro affare targato SNS attraverso il proprio ministero della Difesa.

Kvietik era stato arrestato poche ore dopo l’ex direttore di PPA Juraj Kožuch, che agiva in combutta con lui. Secondo Aktuality, le tangenti per avere sussidi agricoli valevano il 14% degli incassi dai fondi europei. L’8% doveva andare all’oligarca, l’1% andava a Kožuch e un altro 1% probabilmente al mediatore Kodada. Altre percentuali venivano suddivise da vari funzionari di livello inferiore. In questo modus operandi, Kvietik agiva per conto del “sistema”, secondo quanto assodato dalla Corte penale specializzata. Faceva insomma da collettore per il partito SNS. Le grasse bustarelle venivano scambiate a volte nell’hotel Albrecht di Bratislava, di proprietà di Kvietik, oppure in Austria, poco oltre confine. Secondo uno degli accusati questi fondi (una parte dell’8% dei sussidi concordati) veniva usata “per i media”. Non è chiaro se per pagare pubblicità o per altri costi, e serviva per le spese elettorali del partito, come sarebbe avvenuto anche nella campagna per le ultime elezioni di febbraio, in cui però SNS è rimasto trombato. Kvietik si difende dicendo che la sua accusa si basa solo sulla dichiarazione di Kodada, mentre Kožuch nega di essere un corrotto e afferma di aver firmato i contratti preparati dai funzionari della PPA solo in quanto organo statutario della suddetta agenzia.

Secondo la Corte Suprema il funzionamento del sistema nel suo complesso è stato ampiamente documentato dalla polizia nell’indagine Dobytkár, con pienezza di testimonianze e prove documentali. Ci sono dati bancari che provano decine di migliaia di euro di trasferimenti sui conti, ma anche intercettazioni. C’è tuttavia il sospetto che Kožuch e Kvietik abbiano potuto eliminare molte delle prove, poiché sembra che la coppia avesse collegamenti con la polizia o l’ufficio del procuratore.

Denník N ha scritto il mese scorso che Juraj Kožuch, citato negli ultimi anni in dozzine di denunce di agricoltori di tutta la Slovacchia per sospetti di corruzione, è stato stranamente riportato a capo della PPA dal nuovo ministro dell’Agricoltura, Ján Mičovský (OĽaNO). Senza l’intervento degli agenti della NAKA, che lo hanno arrestato nella sede di PPA durante una riunione, Kožuch continuerebbe a lavorare impunemente, scriveva Denník N.

La scorsa settimana il ministro Mičovský ha nominato Tibor Guniš quale nuovo direttore generale dell’Agenzia per i pagamenti agricoli (PPA), un passo visto positivamente dalla Camera slovacca per l’agricoltura e l’alimentazione (SPPK) e dalla Camera alimentare slovacca (PKS), che si aspetta dal nuovo dirigente l’adozione di immediate e forti misure anticorruzione. Appena in gennaio di quest’anno, un mese prima delle elezioni e ancora sotto l’influenza di SNS, il ministero dell’Agricoltura scriveva sul suo sito che la PPA è l’agenzia di pagamenti diretti agricoli più efficiente in Unione europea.

(La Redazione)

Foto apa.sk

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